{"id":7073,"date":"2015-09-16T12:22:01","date_gmt":"2015-09-16T10:22:01","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=7073"},"modified":"2015-09-23T21:44:58","modified_gmt":"2015-09-23T19:44:58","slug":"vittorio-fera-aprire-gli-occhi-per-non-essere-complici-dei-crimini-israeliani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2015\/09\/16\/vittorio-fera-aprire-gli-occhi-per-non-essere-complici-dei-crimini-israeliani\/","title":{"rendered":"Vittorio Fera: aprire gli occhi per non essere complici dei crimini israeliani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/303359_369087203139230_1029410715_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7079 alignleft\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/303359_369087203139230_1029410715_n.jpg\" alt=\"303359_369087203139230_1029410715_n\" width=\"208\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/303359_369087203139230_1029410715_n.jpg 400w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/303359_369087203139230_1029410715_n-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Sono Vittorio Fera, un attivista dell&#8217;International Solidarity Movement, un movimento non-violento di solidariet\u00e0 formato da volontari internazionali che documentano le continue violazioni subite dal popolo palestinese nei territori occupati da Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venerd\u00ec 28 agosto 2015 sono stato arrestato dalle forze di occupazione israeliane durante lo svolgimento di una manifestazione non-violenta a Nabi Salih, dove ogni venerd\u00ec gli abitanti del villaggio si ritrovano per protestare contro la colonia illegale di Halamish, che ha confiscato terra al villaggio e sottratto l\u2019unica sorgente d\u2019acqua, costringendo gli stessi abitanti ad acquistare l\u2019acqua necessaria per la loro sussistenza dalle compagnie idriche israeliane.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arresto \u00e8 avvenuto mentre stavamo documentando con videocamere e fotocamere l\u2019aggressione da parte di un soldato ad un ragazzino col braccio ingessato, che violentemente \u00e8 stato afferrato e sbattuto sulle pietre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi minuti dopo i soldati si sono avventati su di me, trascinandomi a terra violentemente e mettendomi in stato d\u2019arresto. A quel punto mi hanno trascinato gi\u00f9 dalla collina insieme ad un altro ragazzo palestinese, Mahmoud Tamimi, anch\u2019esso arrestato. Ci hanno condotto verso le jeep parcheggiate sulla strada e siamo stati scagliati sull\u2019asfalto e colpiti dai soldati (circa 7) con calci, pugni e il calcio del fucile, personalmente sono stato colpito ripetute volte sulla testa.<br \/>\nA quel punto ci hanno caricato sulla jeep ordinandoci di sederci per terra, sotto i colpi dei soldati, le ingiurie e le intimidazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un breve tratto di strada siamo arrivati alla base militare, dove non appena la jeep si \u00e8 fermata ci hanno scaraventato gi\u00f9 e di nuovo atterrati, colpiti alla testa con le stesse modalit\u00e0 precedenti e ammanettati con fascette e bendati con la kefiah rischiando il soffocamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho atteso pi\u00f9 di 40 minuti bendato e ammanettato prima dell\u2019arrivo della dottoressa militare, che come da prassi mi ha slegato e ha controllato, con un esame molto blando, quanto ci fosse di rotto e stilato un report che mi ha chiesto di firmare e per il quale mi sono opposto, in quanto scritto in ebraico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente alla visita militare, ho chiesto di poter contattare il mio avvocato ma, oltre a non concedermelo, mi hanno nuovamente legato dietro la schiena e bendato, obbligandomi a rimanere per terra seduto in posizione costrittiva per oltre 6 ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passato questo tempo mi hanno caricato con Mahmoud Tamimi su una jeep e portato alla stazione di polizia di Bein Yamin per l\u2019interrogatorio. Nella stazione di polizia ho potuto riconoscere Eyad Burnat, l\u2019attivista fratello di Emad, regista del villaggio di Bil\u2019in, che lo stesso giorno \u00e8 stato maltrattato dai soldati durante la manifestazione del venerd\u00ec. I soldati hanno perfino cosparso la benda che aveva sugli occhi di spray al pepe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stazione di polizia sono stato informato dei miei capi di accusa, che consistevano in LANCIO DI PIETRE, LANCIO DI OGGETTI(?) E PARTECIPAZIONE A MANIFESTAZIONE ILLEGALE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sub\u00ecto un interrogatorio molto sommario dove, nonostante proclamassi la mia innocenza e non mi si presentassero prove delle accuse che mi sono state rivolte, venivo messo in stato di arresto e mi venivano prelevati campioni di dna e prese le impronte digitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, mentre Mahmoud veniva condotto ad Ofer, io venivo costretto a stare in una stanza\\prigione della stazione di polizia sino al giorno seguente, dove venivo condotto, alle 3 del pomeriggio, al carcere di Lod, una piccola citt\u00e0 vicino a Tel Aviv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivati al carcere di Lod e sbrigate le democratiche pratiche di check-in, sotto lo sguardo torvo e i reiterati insulti dei secondini e degli inservienti carcerari, venivo condotto in una cella dove erano gi\u00e0 presenti 4 israeliani e 2 etiopi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso a parte va fatto per quanto riguarda il tempo trascorso in carcere, in quanto \u00e8 apparsa chiara fin da subito la tattica intimidatoria e discriminatoria attuata nei miei confronti per rendermi il soggiorno il pi\u00f9 pesantemente possibile a livello psicologico: infatti, ogni secondino o inserviente, nonch\u00e9 i prigionieri, sono stati informati dei miei capi d\u2019accusa e, considerando l&#8217;immensa venerazione e rispetto che gli israeliani provano per i loro \u201cvalorosi soldati\u201d, appare ovvio che le accuse di avere attentato alla loro incolumit\u00e0 mi hanno trasfigurato in un \u201cterrorista\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, molto spesso tutte le persone all\u2019interno del carcere mi rivolgevano epiteti come \u201csharmouta (puttana), perch\u00e9 non vai a rompere le palle in Siria o Afghanstan(!), sei venuto dall\u2019italia a rompere il cazzo\u201d, frutto di un diligente lavoro di propaganda e brainwashing dei piani alti sionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune volte ho ricevuto anche minacce di attacco fisico, sia da parte di prigionieri che dei secondini, ma non si sono mai concretizzate\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima udienza del processo del 29\/08 alle ore 22 era mirata solo a prolungare la mia permanenza forzata nella ridente localit\u00e0 di Lod, un girone infernale dove non solo io, ma anche gli altri carcerati non \u201cterroristi\u201d, per i primi giorni di permanenza non hanno diritto a cambiare gli abiti, chiamare il proprio legale, ora d\u2019aria o simili e sono coercitivamente rinchiusi dietro le sbarre o condotti dalla prigione al tribunale e viceversa, bardati con manette ai polsi e alle caviglie come bestie, alle quali invece di dare lo zuccherino dai le sigarette\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovrebbe far riflettere la mancanza dei diritti umani da parte dell\u2019unica democrazia del Medio Oriente, anche verso i suoi stessi concittadini, ma forse gli israeliani sono troppo occupati a difendersi dallo spauracchio \u201carabo terrorista palestinese\u201d, per potersene rendere conto\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda udienza \u00e8 avvenuta il giorno 31 agosto in presenza anche delle autorit\u00e0 italiane nella persona del vice-console (o qualcosa di simile) Gianluigi Vassallo, che prima dell\u2019udienza ha avuto l\u2019autorizzazione dei magnanimi funzionari israeliani per un colloquio privato con me per avere un resoconto di quello che era successo. Durante l\u2019udienza, alla quale ha assistito solo parzialmente causa un \u201cinderogabile impegno assunto precedentemente\u201d, l\u2019accusa ha affermato di avere tra le mani una pellicola con ulteriori prove a mio carico e ha chiesto altri 4 giorni di prolungamento della detenzione per finire di svilupparla (evidentemente i mezzi della polizia israeliana sono ancora fermi all\u2019epoca dei Fratelli Lumi\u00e8re). La mia difesa ha accordato di concedere 8 giorni di tempo all&#8217;accusa per sviluppare questa fantomatica pellicola, chiedendo per\u00f2 di farmi trascorrere questo periodo fuori dal carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compromesso risultante sancito dal giudice \u00e8 stato quello di concedermi la libert\u00e0 sotto il pagamento di un deposito di garanzia di 3000 shekel a queste condizioni:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Non poter lasciare il paese fino all\u20198 settembre (giorno dell\u2019eventuale processo) e consegnare il passaporto nella stazione di polizia della colonia illegale di Bein Yamin fino a quella data<\/li>\n<li>Presentarmi ogniqualvolta la polizia lo ritenesse necessario per ulteriori investigazioni ecc<\/li>\n<li>Presenza vietata in Nabi Salih e nelle zone limitrofe fino all\u20198 settembre<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo che ISM ha celermente provveduto a versare i 3000 shekel pattuiti alle ore 12 dello stesso giorno, sono stato scarcerato effettivamente alle ore 20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi 3000 shekel va specificato che non sono una cauzione ma solo un deposito di garanzia per assicurare alle autorit\u00e0 israeliane che non lasciassi il paese prima del processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scaduto il termine dell\u20198 settembre questo deposito verra riconsegnato a chi lo ha versato: in realt\u00e0 le autorit\u00e0 sioniste hanno a disposizione 6 mesi per riconsegnare il deposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo alla cauzione, \u00e8 importare porre l\u2019attenzione su come siano molto restrittive le condizioni riguardo il rilascio di prigionieri palestinesi, rispetto agli internazionali: infatti, se i palestinesi vengono rilasciati su cauzione o deposito, vengono stabilite strettissime regole, come per esempio il doversi presentare a cadenza settimanale presso la stazione di polizia, condizione facilmente violabile, in quanto le restrizioni di movimento cui sono soggetti potrebbero non permettere di raggiungere la stazione (soldati che possono bloccarti al checkpoint o impedirti l\u2019accesso) e quando si \u00e8 autorizzati ad accedere, magari si \u00e8 costretti ad attendere l\u2019intera giornata all\u2019interno della stazione, compromettendo magari il rapporto lavorativo, in quanto si necessita di un numero di giornate di permesso troppo elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno prima del \u201cfantomatico processo con nuove prove schiaccianti\u201d, il mio avvocato mi ha comunicato che non ci sarebbe stato alcun processo e che ero prosciolto dalle accuse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente i giudici israeliani hanno pensato che fosse meglio passare sotto silenzio mediatico la notizia della mia assoluzione, piuttosto che imbastire una nuova udienza con prove del tutto inattendibili. In questo modo il messaggio che passa \u00e8 che sono stato liberato su cauzione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda Mahmoud Tamimi, ha ricevuto i miei stessi capi d\u2019accusa e avr\u00e0 l\u2019udienza la prossima settimana\u2026 Speriamo vivamente usino le stesse argomentazioni per scagionare anche lui\u2026 Inshallah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riflettendo sulla situazione del mio arresto, \u00e8 significativo mettere a fuoco che se il governo sionista ha il potere di malmenare e arrestare brutalmente un internazionale in una manifestazione non violenta, rivolgendogli accuse totalmente infondate e sulla base di queste accuse detenerlo per alcuni giorni e metterlo sotto processo, siamo di fronte a una totale mancanza di legalit\u00e0 e in completa violazione di diritti umani. Ma l\u2019opinione pubblica, che fa un po\u2019 di scalpore quando queste situazioni riguardano un internazionale, dovrebbe alzare la voce ogni giorno contro l\u2019illegalit\u00e0 e l\u2019oppressione dell\u2019occupazione israeliana. La mia incarcerazione \u00e8 la cartina tornasole che si dovrebbe usare per analizzare tutte le violazioni che Israele commette quotidianamente contro i palestinesi e l\u2019impunit\u00e0 che gli garantisce la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019altrettanto importante notare che il lavoro di attivismo che stiamo svolgendo in West Bank d\u00e0 parecchio fastidio ai sionisti che cercano di fiaccare l\u2019attivismo internazionale con queste strategie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, nell\u2019ultimo mese le forze dell\u2019occupazione hanno arrestato 2 attivisti e distrutto 3 macchine fotografiche\u2026e i mesi precedenti hanno ferito altri attivisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente non ci facciamo intimidire, ma anzi continuiamo con maggior vigore su questa strada, che se diamo fastidio \u00e8 quella giusta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna fare pressione per chiedere a Israele il rispetto delle risoluzioni internazionali violate (pi\u00f9 di 70,con 2 sole risoluzioni violate, l\u2019Iraq \u00e8 stato raso al suolo dai portatori di democrazia Usa\u2026) e sanzionare pesantemente la politica sionista neocolonialista, che continua a fare proseliti nascondendosi dietro la maschera della minaccia antisemita e con cui i nostri governi continuano a fare affari e patti commerciali, accademici, culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non si batte per i diritti dei palestinesi \u00e8 complice di questo sistema. Chi non partecipa alla lotta, avvalla la condotta illegale sionista e le violazioni dei diritti umani, non solo dei palestinesi ma di tutti gli esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il silenzio rende complice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 pace senza giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In solidarity<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vittorio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono Vittorio Fera, un attivista dell&#8217;International Solidarity Movement, un movimento non-violento di solidariet\u00e0 formato da volontari internazionali che documentano le continue violazioni subite dal popolo palestinese nei territori occupati da Israele. 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