{"id":7256,"date":"2015-10-27T19:17:31","date_gmt":"2015-10-27T18:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=7256"},"modified":"2015-10-28T22:52:17","modified_gmt":"2015-10-28T21:52:17","slug":"una-giornata-da-shabaab-adesso-so-come-si-puo-morire-da-palestinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2015\/10\/27\/una-giornata-da-shabaab-adesso-so-come-si-puo-morire-da-palestinese\/","title":{"rendered":"Una giornata da Shabaab, adesso so come si puo morire da palestinese."},"content":{"rendered":"<p><strong>27 ottobre 2015 | International Solidarity Movement| team Khalil| Palestina occupata<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono un Italiano, una francese e centinaia di palestinesi. No, questa volta non si ride, \u00e8 quello che io, la volontaria internazionale e tanti Palestinesi abbiamo vissuto qui oggi. Sono le 13.00 qui ad al-Khalil (Hebron), contestazione organizzata dalla popolazione dopo lo spargimento di sangue degli ultimi giorni ed il degenerare del numero di soldati impiegati nell&#8217;insediamento. La manifestazione si tiene a Bab al-Zawwiyeh street, nei pressi del Checkpoint. Centinaia di persone accorrono. I canti e le bandiere al vento sono la risposta che il popolo palestinese vuole dare alle morti ed all&#8217;aparthaid che ogni giorno centinaia di uomini\/donne\/bambini sono obbligati a vivere in questo angolo di terra. Tutto si svolge in un atmosfera del tutto distesa, niente disordini oggi. Il clima \u00e8 davvero piacevole, ed io e l attivista francese decidiamo di addentrarci nella &#8220;pancia&#8221; della contestazione. I palestinesi ci aprono la strada, alcuni ci riconoscono e vogliono che noi riportiamo ai media ed alle nostre case le immagini di un popolo che non piega mai la testa e che urla la sua voglia di libert\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/wpid-clipimg03.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"clipimg03.jpg\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/wpid-clipimg03.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00a0Dalla pancia della folla, ci ritroviamo in testa. Di fronte a noi si manifesta il cordone dei soldati e della border police. Sono almeno in 30. Sulle terrazze degli stabilimenti del check point si fanno strada altri soldati con le armi puntate sulla folla. Sono sereno, non c&#8217;e alcun motivo che mi induce a pensare che quelle armi possano essere usate contro di noi oggi, mi dicevo. Sbagliavo. Semplicemente avevo dimenticato per un attimo che di fronte a me si palesavano degli esseri svuotati della loro umanit\u00e0, degli insani bipede che con un corpo sanguinante a pochi metri riescono a ridere e gustare dei biscotti al miele accompagnati da un caldo the, o che nel punto in cui un ragazzo di 18 anni dice per sempre addio alle sue sparenze e sogni, in serata decidono di banchettare sul suo sangue ancora presente e vivo sulla strada. Sto parlando dei coloni e delle forze di polizia (etnica) Israeliane. \u00a0Sono le 13.30 circa, uno sparo dalle terrazze da il via alle barbarie. <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/wpid-clipimg05.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"clipimg05.jpg\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/wpid-clipimg05.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>In pochi secondi i soldati lanciano sui manifestanti e su di noi circa 30 granate. Le esplosioni sono continue e devastanti, devastanti per il corpo e per la mente. Ad ogni esplosione pensi, questa adesso mi viene a prendere, questa \u00e8 per me. Corri. Le esplosioni si susseguono e con essa la gente che viene colpita. Sono diversi i compagni palestinesi che vedo cadere al mio fianco subito dopo un esplosione. Tutto cio&#8217; \u00e8 terribile. Questa volta una di quelle bombe ha preso un palestinese che si trovava sul mio fianco destro. Io e l&#8217;altra volontaria internazionale vediamo scorgere lungo la strada una porta di uno stabilimento. Ci rechiamo all&#8217;interno. Mai trappola fu peggiore. \u00a0Saremo in dieci. Questa volta i soldati decidono di cambiare l&#8217;atmosfera, il bianco si propaga ovunque, arriva il gas. C&#8217;\u00e8 un anziano palestinese a guidare la fuga lungo le scale, una Kefia sulla testa ad indicare la via. Lo stabilimento abbandonato pero&#8217; non \u00a0ha nessuna copertura, il gas entra ovunque ed il respiro diventa sempre pi\u00f9 precario. I colpi di tosse sono il sottofondo del nostro soffocamento. L&#8217;anziano uomo si accascia sulle scale e cos\u00ec altri due palestinesi. Io e la mia amica internazionale con le lacrime agli occhi per l&#8217;irritazione e forse anche per il terrore, con un cenno decidiamo di recarci di nuovo fuori. Qui in questo palazzo, l&#8217;inferno cambia solo scenario, ma sempre di inferno si tratta. Urliamo di uscire, non so se qualcuno ci segue. Fuori continuano le granate. A 200 metri da noi la situazione sembra pi\u00f9 calma, ma quel posto, quell&#8217;isola felice sembra irragiungibile. A stenti riuscaimo a raggiungere una strada pi\u00f9 tranquilla. Ci \u00e8 mancato poco cos\u00ec ma c&#8217;\u00e8 l&#8217;abbiamo fatta. Dopo dieci minuti, sono le ambulanze a prendersi la scena. Restaimo li per riposare un attimo, in cinque minuti ne conto almeno 4. L&#8217;aggressione continua, perch\u00e8 si, non chiamatela guerra, quella israeliana e&#8217; un aggressione, \u00e8 oppressione, \u00e8 la materializzazione della politica di israele. <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/wpid-clipimg07.jpg\"><img decoding=\"async\" title=\"clipimg07.jpg\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/wpid-clipimg07.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le esplosioni si susseguono per le tre ore successive, ho perso il numero delle ambulanze che sfrecciano a gran velocit\u00e0 lungo la stada.<br \/>\nAttualmente non conosciamo il numero dei feriti, o se il cimitero dei martiri domani accoglier\u00e0 un nuovo fratello, ma abbiamo conosciuto la ferocia, abbiamo conosciuto il terrore, abbiamo conosciuto cosa vuol dire vivere una giornata da shabaab.<\/p>\n<p>Orion ( team Kahlil)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 ottobre 2015 | International Solidarity Movement| team Khalil| Palestina occupata Ci sono un Italiano, una francese e centinaia di palestinesi. 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