{"id":7581,"date":"2015-12-07T19:02:20","date_gmt":"2015-12-07T18:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=7581"},"modified":"2015-12-07T19:02:20","modified_gmt":"2015-12-07T18:02:20","slug":"lumiliazione-quotidiana-delloccupazione-militare-israeliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2015\/12\/07\/lumiliazione-quotidiana-delloccupazione-militare-israeliana\/","title":{"rendered":"L&#8217;umiliazione quotidiana dell&#8217;occupazione militare israeliana"},"content":{"rendered":"<p><strong>6 dicembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil | Hebron, Palestina occupata<\/strong><\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/wpid-copyimage-11144763445848_749_544.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11144763445848_749_544.bmp\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/wpid-copyimage-11144763445848_749_544.bmp\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Le forze israeliane occupano le strade di Wadi Al-Hurriya, fermare e perquisire automobili (archivi ISM)<\/p><\/div>\n<p>I palestinesi che vivono nella Cisgiordania militarmente occupata dagli israeliani, affrontano la discriminazione, il razzismo e l&#8217;umiliazione per mano delle forze israeliane su base quotidiana. L&#8217;umiliazione \u00e8 radicata in ogni aspetto della vita quotidiana sotto l&#8217;occupazione israeliana. Il messaggio \u00e8 chiaro: come palestinese sei sempre percepito come una minaccia, un possibile terrorista o una minaccia &#8211; ma mai come un essere umano.<\/p>\n<p>Come cittadino palestinese della Cisgiordania, la libert\u00e0 di movimento \u00e8 fortemente limitata e piuttosto assomiglia alla ricerca di navigare in un labirinto di blocchi stradali, posti di blocco permanenti e &#8216;posti di blocco volanti&#8217; temporanei che possono improvvisamente spuntare ovunque. Tutte queste restrizioni condividono una comunanza: sono chiaramente destinati a colpire solo i palestinesi &#8211; mentre i coloni israeliani degli insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata utilizzano strade su cui i palestinesi non sono autorizzati a guidare.<!--more--><\/p>\n<p>Nell&#8217;occupata al-Khalil (Hebron), il bus israeliano raccoglie i passeggeri dagli insediamenti illegali e non \u00e8 consentito per i palestinesi salirci, e passa quindi il checkpoint di Betlemme&nbsp; sulla strada per Gerusalemme, senza neanche fermarsi &#8211; tutti i passeggeri sono coloni israeliani, ad ogni modo. Sul bus palestinese che passa attraverso lo stesso posto di blocco, tutti, ad eccezione di turisti e anziani, sono costretti a scendere dal bus e aspettare che la loro ID sia controllata, fuori in qualsiasi condizione atmosferica, e spesso le loro borse ispezionate da soldati pesantemente armati .<\/p>\n<div style=\"width: 489px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/wpid-copyimage-11349521845857_831_778.bmp\"><img decoding=\"async\" title=\"copyImage-11349521845857_831_778.bmp\" class=\"alignnone size-full\"  alt=\"image\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/wpid-copyimage-11349521845857_831_778.bmp\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\"><br \/>\nSoldati israeliani a un checkpoint volante fuori dal villaggio<\/p><\/div>\n<p>Proprio nelle ore di punta nel pomeriggio di Giovedi, le forze israeliane hanno istituito posti di blocco a tutti gli ingressi della occupata al-Khalil, con conseguente code interminabili di automobili, per loro abitudine di visitare la famiglia durante il fine settimana, venerd\u00ec e sabato. Siccome solo due soldati accuratamente controllavano le ID di ogni passeggero e auto in entrambe le direzioni, le code si allungavano e persino le ambulanze con le emergenze hanno avuto negato il passaggio e sono state trattenute per almeno dieci minuti mentre venivano controllate &#8211; dieci minuti che si spera non diventavano critici per l&#8217;emergenza che l&#8217;ambulanza stava tentando di raggiungere rapidamente. Come le forze israeliane hanno bloccato strategicamente ogni modo possibile per uscire o entrare da al-Khalil sia con permanenti blocchi stradali che bloccando completamente qualsiasi tipo di traffico ad eccezione di pedoni con posti di blocco temporanei; non vi era alcuna possibilit\u00e0 alternativa che girare e rimanere all&#8217;interno della citt\u00e0 o sopportare almeno due ore di attesa per poi poter passare questo punto di controllo.<\/p>\n<p>Infine passando un posto di blocco con successo, anche se, in Palestina occupata militarmente fondamentalmente non significa nulla: a poche centinaia di metri lungo la strada potrebbe esserci un altro checkpoint. I palestinesi cercano di evitare il bivio di Gush Etzion&nbsp; sulla strada per Betlemme, dato che i coloni spesso attaccano l\u00ec le auto palestinesi, e soldati fermano e perquisiscono le auto con sole targhe palestinesi; prendono una deviazione attraverso villaggi palestinesi. Ma al fine di rendere il quasi blocco di al-Khalil &#8216;perfetto&#8217;, le forze israeliane hanno istituito posti di blocco agli ingressi e uscite del villaggio Sa&#8217;ir. Cos\u00ec, dopo un&#8217;attesa di un&#8217;ora per lasciare citt\u00e0 di al-Khalil le auto palestinesi sono state bloccate in un altro posto di blocco a soli venti minuti di auto.<\/p>\n<p>Aspettando al buio per ore, apparentemente senza fine per andare avanti solo uno o due metri in linea quando a una macchina \u00e8 stato permesso di passare &#8211; o torna indietro, perdendo la speranza di attraversare quella notte; Le auto dei coloni israeliani passano in velocit\u00e0 su una strada vicina, senza ostacoli o fastidi, solo &#8216;normalmente&#8217; guidando lungo una strada di notte. Quando finalmente si avvicina lentamente il checkpoint con segnali sulla strada, le auto devono spegnere le luci, cos\u00ec la gente successiva&nbsp; nella linea potranno solo vagamente vedere cosa sta succedendo. Una volta che \u00e8 il loro turno, tutti all&#8217;interno della vettura devono uscire e stare in piedi a pochi metri di distanza dai soldati, mentre si controllano le ID e le auto. A seconda dell&#8217;umore dei soldati, alcune persone, soprattutto giovani maschi adulti, dovranno sollevare le camicie e le gambe dei pantaloni; mentre altri dovranno rispondere a domande circa le loro destinazioni e il motivo del viaggio, e anche delle loro famiglie e della vita privata. L&#8217;unica cosa che \u00e8 certa \u00e8 che non si pu\u00f2 mai dire cosa accadr\u00e0. La dinamica del potere \u00e8 evidente, i soldati armati fino ai denti hanno la &#8216;autorit\u00e0&#8217; di decidere su tutto, i passeggeri palestinesi dovranno obbedire a tutto ci\u00f2 che \u00e8 loro richiesto. Che niente di tutto questo ha a che fare con la &#8216;sicurezza&#8217;, ma tutto solo con il controllo e l&#8217;umiliazione \u00e8 evidente. Questo \u00e8 il volto di appena un piccolo piccolo aspetto dell&#8217;umiliazione quotidiana che definisce questa occupazione militare.<\/p>\n<p>L&#8217;umiliazione non si ferma neanche con la morte &#8211; le forze israeliane stanno ancora rifiutando i corpi di palestinesi che sostengono avere attaccato soldati israeliani &#8211; rifiutando un funerale e il lutto appropriato per le loro famiglie, i parenti e gli amici. Negare anche un ultimo riposo tranquillo e il diritto della famiglia di una persona a piangere la morte di una persona cara \u00e8 l&#8217;ultimo modo possibile per umiliare. Neanche nella morte, viene fermata l&#8217;umiliazione o i palestinesi vengono trattati come esseri umani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>6 dicembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil | Hebron, Palestina occupata I palestinesi che vivono nella Cisgiordania militarmente occupata dagli israeliani, affrontano la discriminazione, il razzismo e l&#8217;umiliazione per mano delle forze israeliane su base quotidiana. 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