{"id":7787,"date":"2016-01-12T19:05:09","date_gmt":"2016-01-12T18:05:09","guid":{"rendered":"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/?p=7787"},"modified":"2016-01-12T19:10:08","modified_gmt":"2016-01-12T18:10:08","slug":"agiamo-adesso-mettiamo-fine-alla-zona-militare-chiusa-a-tel-rumeida-e-shuhada-street-hebron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2016\/01\/12\/agiamo-adesso-mettiamo-fine-alla-zona-militare-chiusa-a-tel-rumeida-e-shuhada-street-hebron\/","title":{"rendered":"AGIAMO ADESSO ! Mettiamo fine alla &#8216;zona militare chiusa&#8217; a Tel Rumeida e Shuhada Street, Hebron"},"content":{"rendered":"<p><strong>11 Gennaio, 2016 | chiamata alla Azione | International Solidarity Movement<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le organizzazioni firmatarie chiedono alla comunit\u00e0 internazionale di adottare misure immediate per quanto riguarda la chiusura continua del quartiere Tel Rumeida e la parte di Shuhada Street che \u00e8 rimasta inaccessibile ai residenti palestinesi a partire dalla strage nella moschea di\u00a0 Abramo nel 1994, nella occupata al-Khalil (Hebron ). Per pi\u00f9 di due mesi, palestinesi e internazionali hanno avuto negato l&#8217;accesso a questa parte della citt\u00e0, dal momento che le forze di occupazione israeliane hanno dichiarato la zona una &#8216;zona militare chiusa&#8217;.<a href=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/index.php\/2016\/01\/12\/agiamo-adesso-mettiamo-fine-alla-zona-militare-chiusa-a-tel-rumeida-e-shuhada-street-hebron\/shuadah-street1\/\" rel=\"attachment wp-att-7789\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-7789\" src=\"http:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/shuadah-street1-300x200.jpg\" alt=\"shuadah street1\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/shuadah-street1-300x200.jpg 300w, https:\/\/reteitalianaism.it\/reteism\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/shuadah-street1.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8216;zona militare chiusa&#8217;, dichiarata il 1 \u00b0 novembre 2015, \u00e8 stata progettata per includervi i quartieri palestinesi escludendo gli insediamenti illegali israeliani adiacenti. Questa chiusura discriminatoria \u00e8 confermata continuamente da rinnovati &#8220;ordini militari&#8221; a cui mancano firme o timbri ufficiali. I residenti palestinesi sono stati costretti a registrarsi con l&#8217;esercito rischiando altrimenti\u00a0 di essere esclusi dalle loro case, mentre i coloni israeliani sono liberi di vagare per le strade senza essere fermati.<!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Questo \u00e8 un altro passo per spingere fuori i palestinesi da Tel Rumeida e Shuhada street&#8221;, dice Jenny, da parte del team ISM di al Khalil.<\/p>\n<p>Tale restrizione di movimento costituisce chiaramente una punizione collettiva per tutta la comunit\u00e0 palestinese, illegale secondo il diritto internazionale. L&#8217;articolo 33 della quarta Convenzione di Ginevra prevede espressamente che &#8220;nessuna persona protetta pu\u00f2 essere punita per un reato che lui o lei non ha commesso personalmente. Pene collettive, come pure qualsiasi misura d&#8217;intimidazione o di terrorismo sono proibiti. &#8221;<\/p>\n<p>Abed Salaymeh, residente a\u00a0 Tel Rumeida, spiega: &#8220;soldati e coloni stanno rendendo la vita per i palestinesi intollerabile per costringerli a lasciare le loro case volontariamente. Si tratta di un crimine per il diritto internazionale. Essi stanno prendendo di mira gli attivisti per mettere a tacere la verit\u00e0 e impedire alla verit\u00e0 di raggiungere tutto il mondo. &#8221;<\/p>\n<p>Attivisti internazionali e locali sono sempre pi\u00f9 a rischio di attacchi diretti da parte delle forze di occupazione israeliane e dei coloni degli insediamenti illegali di al-Khalil, in quanto gli attivisti sono specificamente presi di mira per i loro sforzi per documentare e riferire sulle violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>Agli attivisti viene negato l&#8217;accesso alle aree da parte delle forze di occupazione israeliane e affrontano arresti arbitrari infondati, come ad esempio il 3 novembre, il 26 novembre, 27 novembre e il 28 novembre; esclusivamente sulle accuse delle forze israeliane che non hanno alcuna prova. Difensori dei diritti umani, il cui lavoro delle Nazioni Unite ha sottolineato come importante, sono sempre pi\u00f9 minacciati anche all&#8217;interno delle loro case e uffici o illegalmente buttati fuori dalla zona. La zona militare chiusa \u00e8 stata ampliata e prorogata fino al 31 gennaio, 2016.<\/p>\n<p>I tentativi delle forze israeliane di mettere a tacere la voce palestinese sugli eventi va di pari passo con la chiusura delle stazioni radio palestinesi in chiara violazione della libert\u00e0 di stampa e di opinione, riconosciuta dalla Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo (DUDU) del 1948, articolo 19: &#8220;Ogni individuo ha diritto alla libert\u00e0 di opinione e di espressione; tale diritto include la libert\u00e0 di avere opinioni senza interferenze e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. &#8221;<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 importante documentare per esporre i crimini israeliani&#8221;, spiega Abu Imad Shamsiyyeh, residente a tel Rumeida.<\/p>\n<p>Queste misure disumane vengono dopo che le forze di occupazione israeliane hanno freddato Homam Adnan Sa&#8217;id, 23 anni, e Islam Ebeido Rafiq, il 27 e 28 ottobre nel quartiere di Tel Rumeida. Mentre il governo israeliano sostiene che entrambi sono stati &#8216;neutralizzati&#8217; quando attaccavano le forze israeliane, molte dichiarazioni di testimoni oculari confutano questa affermazione; i filmati di CCTV non sono ancora stati rilasciati dalle forze israeliane. Dall&#8217;inizio del mese di ottobre, un totale di 163 palestinesi sono stati colpiti e lasciati morire dissanguati, senza assistenza medica in modo analogo a quello che Amnesty International riferisce come &#8220;uccisioni illegali.<\/p>\n<p>Le misure, restrizioni e violazioni dei diritti umani descritti sono focalizzati principalmente ed esclusivamente a spegnere la voce palestinese &#8211; e nel lungo periodo gli abitanti della zona &#8211; a scomparire del tutto.<\/p>\n<p>Le organizzazioni firmatarie chiedono:<\/p>\n<p>&#8211; La fine immediata della punizione collettiva e dell&#8217;ordine &#8216;zona militare chiusa&#8217; a Tel Rumeida e Shuhada Street;<br \/>\n&#8211; la cessazione di minacce e vessazioni nei confronti di residenti palestinesi e difensori dei diritti umani stranieri e locali;<br \/>\n&#8211;\u00a0 la rimozione delle restrizioni alla circolazione in tutta la citt\u00e0 vecchia di Hebron;<br \/>\n&#8211; fermare la legge militare imposta ai residenti palestinesi in quanto sono civili;<br \/>\n&#8211; la sospensione dell&#8217;accordo di associazione UE-Israele fino a quando Israele non si conformi alla legge internazionale,<br \/>\n&#8211; la rimozione di tutti gli insediamenti israeliani illegali di Hebron.<br \/>\n&#8211; la\u00a0 riconsiderazione dello status di &#8220;opera di carit\u00e0&#8221; del Fondo Hebron , che permette alle persone di fare donazioni esentasse a un&#8217;organizzazione che finanzia l&#8217;insediamento illegale aiuti israeliani nella citt\u00e0 di Hebron<br \/>\n&#8211; la cessazione\u00a0 incondizionata degli aiuti degli Stati Uniti\u00a0 a Israele fino a quando non \u00e8 conforme alla legge.<br \/>\n&#8211; il rilascio\u00a0 internazionale dei corpi dei palestinesi uccisi dalle forze israeliane, come previsto nell&#8217;articolo 17\u00a0 Convenzione di Ginevra del 1949: &#8220;[Parti in conflitto] provvedono, inoltre, che i morti siano onorevolmente sepolti, se possibile, secondo i riti della religione di appartenenza, che le loro tombe siano rispettate, raggruppati se possibile secondo la nazionalit\u00e0 del defunto, ben tenute e contrassegnate in modo che possano sempre essere trovati &#8220;.<\/p>\n<p>Firmatari:<br \/>\nBDS Slovenia<br \/>\nChristian Peacemaker Teams Palestine<br \/>\nDominican Palestine Coordinating Committee<br \/>\nHealth Work Committees<br \/>\nHebron Defense Committee<br \/>\nHebron Rehabilitation Committee<br \/>\nInternational Middle East Media Centre<br \/>\nInternational Women\u2019s Peace Service<br \/>\nMerton PSC<br \/>\nMiddle East Crisis Support \u2013\u00a0Woodstock, NY<br \/>\nMinnesota Break the Bonds Campaign<br \/>\nNewcastle Palestine Campaign<br \/>\nOperation Dove \u2013 Operazione Colomba<br \/>\nPopular National Conference for Jerusalem<br \/>\nRural Women\u2019s Development Society<br \/>\nThe Agricultural Relief Committee (PARC)<br \/>\nThe Palestinian Farmers Union<br \/>\nThe Popular Committee for Palestinian Refugees in Hebron District<br \/>\nUnion of Palestinian Women\u2019s Committees<br \/>\nUnison Northumberland<br \/>\nWomen\u2019s Studies Centre<br \/>\nYouth Center \u2013 Palestinian Medical Relief Society<br \/>\nReteitalianaism<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 Gennaio, 2016 | chiamata alla Azione | International Solidarity Movement Le organizzazioni firmatarie chiedono alla comunit\u00e0 internazionale di adottare misure immediate per quanto riguarda la chiusura continua del quartiere Tel Rumeida e la parte di Shuhada Street che \u00e8 &hellip; 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