Una giornata di intimidazione e di violenza a Hebron

by Al Khalil team

rastrellamento nel suk

Ieri mattina nel sud-ovest di Hebron, al Checkpoint 56, un palestinese è stato colpito con proiettili veri dai militari israeliani. I residenti e gli ufficiali dell’esercito hanno riferito che bottiglie molotov sono state lanciate contro il check point, e in risposta i soldati hanno sparato con proiettili veri. Kamal al-Batsh, di 31 anni, è stato colpito alla gamba e finalmente è stato trasportato in un ospedale di Gerusalemme, anche se alle ambulanze palestinesi è stato impedito di arrivare sul posto.

Con scioperi e proteste in corso che si svolgono in tutta Hebron, l’esercito è stato schierato pesantemente in tutta la città e le scuole sono state dichiarate chiuse. Un gruppo di sei soldati sono stati visti pattugliare il souk della città vecchia, brandendo i fucili semi automatici dietro gli angoli e attraverso le finestre e le porte delle case palestinesi. Alle 10 la situazione al Checkpoint 56 e’ diventata sempre più instabile, con i soldati che sparano gas lacrimogeni, colpendo bambini innocenti e passanti.

Quelli che tiravano pietre dalla strada hanno fronteggiato l’esercito israeliano in pieno assetto da combattimento, armati con armi automatiche e gas lacrimogeni. Almeno 14 soldati sono stati visti sui tetti circostanti il Checkpoint 56, da dove nel tardo pomeriggio a ripetizione sono state sparati nelle strade gas lacrimogeni. Nella città vecchia, testimoni oculari hanno riferito che un fuoco era stato appiccato dai militari israeliani. L’area interessata è spesso usato come una strada dietro il mercato ed è stato forse un fuoco mirato a precludere le vie di fuga possibili.

soldati israeliani sparano lacrimogeni dai tetti

soldati israeliani sparano lacrimogeni dai tetti

Nel pomeriggio la situazione attorno al Checkpoint 56 e’ diventata sempre più violenta. Nonostante i numerosi internazionali e attivisti dei media che erano presenti per le strade per documentare i fatti, i gas lacrimogeni hanno continuato a essere sparati direttamente sui manifestanti, in contrasto con le regole stesse dell’esercito israeliano, il quale afferma che dovrebbero essere sparati con un angolo indiretto. Decine di persone hanno subito un principio di asfissia da gas lacrimogeni, tra cui una operatrice palestinese che è stata colpita allo stomaco con uno dei candelotti lacrimogeni cilindrici. Un secondo candelotto lacrimogeno e’ stato sparato subito vicinissimo al suo piede. Era in piedi in un gruppo isolato con diversi attivisti internazionali, i quali stavano filmando e fotografando i soldati pacificamente. Poiché non c’era nessun altro nei dintorni, gli attivisti internazionali hanno il

la cameraman palestinese ferita

la cameraman palestinese ferita

sospetto che si e’ trattato di un attacco mirato da parte dei militari.

La donna è stata portata via da un’ambulanza dopo aver subito la lesione. I testimoni hanno visto anche molti manifestanti colpiti da inalazione di gas lacrimogeni, compresi i bambini che camminavano solo nell’area. E ‘stato durante questo periodo che altri check point sono stati chiusi, intrappolando le persone in mezzo alla violenza.

Gli avvenimenti raccontati al check point 56 sono separati dalle notizie molto più diffuse sulle proteste contro l’Autorità Palestinese che sono avvenute in una diversa zona della città. La manifestazione a cui hanno assistito i volontari internazionali, sembra essere scoppiata dopo il ferimento la notte precedente di Kamal-al-Batsh, e aveva come obiettivo l’occupazione israeliana e non la AP.

 

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