Gaza aspettava Estelle con gioia. Rubata anche quella

CONFERENZA STAMPA AL PORTO DI GAZA alle 13,30 e manifestazione di protesta subito dopo.

da Rosa Schiano , Gaza ore 10.00 , con la speranza ancora viva  di vedere Estelle attraccare nel porto in mattinata.

Gaza s’è svegliata guardando verso il mare con emozione aspettando di intravedere Estelle nelle prossime ore.
Estelle porterà con sé un carico di speranza per la Striscia di Gaza.  Estelle è simbolicamente libertà e boccata di ossigeno.
L’assedio su Gaza soffoca le speranze dei giovani, soffoca l’economia, produce enorme disoccupazione.
Quante volte ho sentito dire da giovani neolaureati “Sono ingegnere, ma non c’è lavoro qui a Gaza”, quanta preoccupazione nei genitori per il futuro dei propri figli, intrappolati dalle barriere dei questo illegale blocco che dura da 5 anni.
Quale futuro per la Striscia di Gaza? impossibilitata ad autosostenersi, impossibilitata a creare una propria economia, strozzata dal divieto sulle esportazioni che sono pari a zero, mentre le importazioni sono limitate ed insufficienti e stabilite da Israele sulla base dei suoi interessi a vendere agli assediati i suoi stessi prodotti.
L’assedio e l’aggressiva  politica israeliana distruggono attività tradizionali quali la pesca. Accompagno spesso i pescatori sulle loro imbarcazioni, non è concesso loro superare le 3 miglia nautiche dalla costa, anche se gli accordi israelo-palestinesi di Jericho, sotto gli accordi di Oslo, concedono loro 20 miglia nautiche dalla costa. I pescatori sono attaccati ed arrestati anche all’interno delle 3 miglia e le loro barche confiscate e i motori non vengono più restituiti.   Molti pescatori accumulano debiti per poter comprare nuovi motori. Dov’è la legalità internazionale davanti a queste violazioni continue?
La Marina militare israeliana spara indiscriminatamente contro i pescatori e le loro barche. Sono io stessa testimone e vittima e i video degli attacchi sono reperibili su internet.
Meno di un mese fa, 28 settembre 2012 l’ennesima vittima è stato un giovane pescatore di 22 anni, ucciso con due proiettili mentre pescava, praticamente a mani nude,  vicino la spiaggia di Beit Lahia. L’ho visto spegnersi in ospedale, per le emorragie prodotte dai proiettili vietati che Israele usa senza incorrere in nessuna sanzione. Lascia un bambino di un anno al quale un giorno si dovrà spiegare il motivo per cui suo padre è stato ucciso. Crimini contro l’umanità, diritti umani violati nel silenzio internazionale.
Gli stesse attacchi avvengono sui contadini nei terreni lungo i confini della Striscia di Gaza, dove Israele ha imposto una illegale “buffer zone” di 300 metri.
Incursioni di carro armati, spianamenti dei terreni agricoli palestinesi, spari dalle torri militari sui terreni e sui villaggi dei contadini, sono episodi quotidiani.
I contadini resistono e continuano a coltivare la propria terra, ma a rischio della propria vita.
I tanti difensori dei diritti umani si soffermino a pensare all’effetto psicologico che i continui attacchi aerei, attacchi via terra e via mare producono sulle menti delle persone assediate a Gaza ed in particolare sui bambini, rinchiusi in una terra i cui confini sono muri, recinzioni e carri armati.
Ho condiviso con le famiglie lo strazio delle perdita umane, ho visto gli occhi sbarrati di bambini che non riuscivano più a parlare traumatizzati dalle esplosioni degli attacchi aerei che ultimamente sono stati giornalieri.
L’assedio nega ogni diritto, anche il diritto di recarsi in Cisgiordania per ricevere cure mediche non disponibili a Gaza dato che,  a causa del blocco sulle importazioni di materiali utili, agli ospedali mancano molte attrezzature sanitarie.
Provate ad immaginare come ci si deve sentire, vedendosi negato il diritto a viaggiare, a dover chiedersi come poter uscire da Gaza, sperando in un invito dal mondo esterno e sperando che il permesso straordinario venga concesso.
Provate ad immaginare cosa vuol dire non poter sentire il senso di libertà guardando il mare.
E allora Gaza grida ad alta voce forza Estelle!
Gaza chiede la fine dell’assedio, e rompendo il blocco, Estelle rappresenta così simbolicamente la speranza per il futuro della Striscia.
Siamo qui, ti aspettiamo con gioia Estelle!
Proprio ora arriva la notizia che Israele vuole spegnere  la nostra gioia.  Spegnerà la nostra gioia immediata, ma non la nostra lotta né la nostra speranza. CONFERENZA STAMPA alle 13,30 al PORTO e manifestazione di protesta subito dopo.

da Rosa Schiano, Gaza

fonte: www.freedomflotilla.it

This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *