2 dicembre 2012 | Centro palestinese per i diritti umani (PCHR)
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ripete la sua condanna delle violazioni di Israele contro i pescatori palestinesi nella Striscia di Gaza. PCHR è preoccupato per l’escalation degli attacchi israeliani contro i pescatori, in quanto l’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza è stata interrotta dopo il cessate il fuoco raggiunto tra i gruppi della
resistenza palestinese e le forze di occupazione israeliane, sotto gli auspici egiziani e internazionali. L’escalation degli attacchi contro i pescatori nonostante l’annuncio delle autorità israeliane di permettere ai pescatori di pescare fino a 6 miglia nautiche al largo della costa di Gaza nel quadro del cessate il fuoco. [1] Dopo che il cessate il fuoco è avvenuto, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato 29 pescatori, di cui 14 sono stati arrestati sabato, 01 dicembre 2012. Inoltre, 9 barche da pesca sono state sequestrate e danneggiate, di cui 3 barche sono stati confiscati sabato.
La mattina di sabato 1 dicembre 2012, le forze navali israeliane hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi e loro imbarcazioni nelle acque di Gaza mentre stavano pescando a circa 3 miglia nautiche al largo della costa di Gaza. Come risultato, un motore di una barca da pesca è stato danneggiato. Le forze navali israeliane hanno inseguito 3 barche e arrestato 14 pescatori che erano a bordo delle loro imbarcazioni.
Nella sua testimonianza ad un ricercatore sul campo del PCHR, uno dei pescatori, Ramez Izzat Baker, 41 anni, di Gaza City, ha detto:
“Alle ore 06:30 di sabato 01 dicembre 2012, sono andato a pescare con mio fratello Rami, di 34 anni, e 3 dei miei cugini: Bayan Khamis Baker, 17; Khaled Mohammed Baker, 17, e Omar Mohammed Baker, 22, al largo della riva di Gaza. Abbiamo iniziato la pesca a circa 3 miglia nautiche al largo della costa. Alle ore 10:00, una cannoniera israeliana si è avvicinata e ci ha cacciato e ordinato di smettere. Le forze israeliane hanno cominciato a sparare pesantemente contro di noi. Pertanto, abbiamo interrotto la pesca per paura di essere feriti o che le nostre barche venissero danneggiate. Ci hanno ordinato di toglierci i vestiti, saltare in acqua e nuotare verso la cannoniera. Abbiamo fatto quello che ci hanno ordinato di fare. Le forze israeliane hanno arrestato noi (mio fratello, tre cugini e me) e trasportati al porto di Ashdod, dove ci hanno interrogati. Alle 21:00, ci hanno rilasciati, mentre le nostre barche sono rimasti in mano a loro. ”
In un altro incidente, una cannoniera israeliana ha attaccato 2 barche da pesca appartenenti a Sabri Mohammed Baker, di 52 anni, e Eid Mohsen Baker, di 23 anni, che sono entrambi pescatori e vivono a Gaza City. I 2 uomini eranoi a pescare a circa 2 miglia nautiche [2] al largo della costa, quando le forze navali israeliane hanno aperto il fuoco sulle barche, danneggiando la barca che appartiene a Eid Baker. Le forze navali israeliane hanno ordinato ai 9 pescatori che erano a bordo delle due imbarcazioni di sospendere la pesca e poi li hanno arrestati. Li hanno portati al porto di Ashdod e interrogati. Le forze navali hanno trattenuto le due barche. Intorno alle 21:00, 8 pescatori sono stati rilasciati mentre Emad Mohammed Baker, di 33 anni, di Gaza è rimasto in custodia.
Alla luce di quanto sopra, PCHR:
1. Condanna le continue violazioni israeliane contro i pescatori palestinesi nel mare di Gaza, e invita Israele a fermare immediatamente la sua politica di inseguire e arrestare i pescatori palestinesi, e permettere invece loro di navigare e pescare liberamente;
2. Ritiene che le violazioni commesse contro i pescatori palestinesi entro il limite di 6 miglia nautiche dimostra la falsità delle affermazioni israeliane di permettere ai pescatori di pescare liberamente fino a 6 miglia nautiche dalla costa;
3. Invita la comunità internazionale, incluse le Alte Parti Contraenti della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 sulla protezione dei civili in tempo di guerra, di intervenire per fermare immediatamente le violazioni israeliane contro i pescatori palestinesi, e di permettere loro di navigare e pescare liberamente nella Striscia di Gaza