25 gennaio 2023 |BNC (BDS National Committee) https://bdsmovement.net/news/historic-palestinian-anti-apartheid-call
L’OLP, il movimento BDS e la società civile palestinese e le organizzazioni per i diritti umani lanciano un appello storico per intensificare la pressione globale per smantellare il regime israeliano di colonialismo e apartheid.
Il primo appello della conferenza nazionale palestinese anti-apartheid verso un fronte globale per smantellare il regime israeliano di colonialismo e apartheid
Noi, i partecipanti alla prima Conferenza nazionale palestinese contro il regime israeliano di colonialismo e apartheid, a partire dal Dipartimento anti-apartheid dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), l’unico rappresentante legittimo del nostro popolo, in collaborazione con il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), la rete di ONG palestinesi, il ministero della Giustizia palestinese e il Consiglio delle organizzazioni palestinesi per i diritti umani (PHROC), e con la partecipazione di esperti legali, giornalisti, attivisti politici, accademici e sostenitori della nostra causa, si sono riuniti in questa conferenza per intensificare la nostra lotta coordinata e strategica per esporre e smantellare il sistema israeliano di colonialismo, apartheid e occupazione militare che opprime il nostro popolo palestinese nel suo insieme, in patria e nella diaspora, dalla Nakba del 1948.
Questo appello costituisce il fondamento e la base politica, dei diritti umani, diplomatica, dei media e delle alleanze per la costruzione di un fronte globale per porre fine all’apartheid e al colonialismo: lavorare con tutti coloro che difendono i diritti umani universali e i diritti dei palestinesi per costruire questo fronte arabo e internazionale:
I diritti del popolo palestinese in conformità con il diritto internazionale, in particolare la Carta delle Nazioni Unite, il Patto internazionale sui diritti civili e politici e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (in particolare il primo articolo comune tra di loro), nonché le relative risoluzioni delle Nazioni Unite, sono indivisibili e costituiscono la pietra angolare della nostra legittima lotta di liberazione.
In questa dichiarazione e appello, affermiamo le seguenti questioni politiche, sui diritti umani, diplomatiche e di alleanza:
a. I partecipanti alla conferenza e i firmatari di questo appello confermano quanto hanno affermato le organizzazioni palestinesi e internazionali per i diritti umani, nonché i relatori speciali delle Nazioni Unite in merito all’applicabilità del crimine contro l’umanità dell’apartheid, come definito nel diritto internazionale, al sistema e alle politiche imposto da Israele all’intero popolo palestinese sin dalla costituzione di Israele nel 1948.
b. La comunità internazionale, in particolare le Nazioni Unite, ha la responsabilità legale di imporre il rispetto del diritto internazionale da parte di Israele adottando tutte le misure necessarie, comprese le sanzioni legali ai sensi del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, per porre fine all’occupazione militare di Israele, compresi gli insediamenti e il muro (in conformità con le relative risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la risoluzione 2334), e per smantellare il suo regime coloniale, di cui l’apartheid è uno strumento e una manifestazione.
c. Lo smantellamento del regime israeliano di colonialismo e apartheid è una condizione indispensabile affinché il popolo palestinese possa esercitare i suoi pieni diritti legittimi e inalienabili come sancito dal diritto internazionale. I più importanti tra questi diritti sono: il diritto all’autodeterminazione dell’intero popolo indigeno palestinese sul suo territorio nazionale; il diritto dei profughi palestinesi a ritornare alle loro case e terre originarie e a ricevere risarcimenti (come stipulato nella risoluzione 194 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite); il diritto di stabilire uno stato palestinese indipendente e sovrano con Gerusalemme come capitale; i diritti nazionali così come il diritto all’uguaglianza completa del nostro popolo nelle aree del 1948 (compreso il riconoscimento della loro identità nazionale arabo-palestinese); e il diritto alla sovranità sulle nostre risorse naturali.
d. Il sistema di apartheid israeliano è uno strumento del progetto coloniale sionista in Palestina, che ha istituito lo Stato di Israele sulle rovine della patria palestinese e ha deportato la maggior parte del popolo indigeno arabo-palestinese durante la Nakba del 1948, iniziata poco dopo l’ingiusta decisione di spartizione del 1947. I piani di questo progetto sono stati attuati attraverso la pulizia etnica del popolo arabo-palestinese per consolidare il controllo coloniale di Israele sulla più vasta area possibile della nostra patria.
A partire dalla Nakba, le fondamenta dell’apartheid israeliano sono state rese operative attraverso leggi, politiche e pratiche, in particolare quelle mirate a negare ai profughi e agli sfollati palestinesi il diritto al ritorno alle loro case, terre e proprietà, rafforzando così la loro espropriazione, frammentazione e dominio. Queste leggi, in particolare la Legge fondamentale dello Stato-nazione del popolo ebraico del 2018, hanno mirato a cancellare i diritti dei palestinesi e a minare l’identità palestinese. Dopo 74 anni, continua la graduale pulizia etnica dei palestinesi da parte di Israele, attraverso le continue operazioni di “giudaizzazione” in Galilea e nel Negev, e operazioni di insediamento e annessione di terre palestinesi in Cisgiordania, in particolare a Gerusalemme e nella Valle del Giordano, il che conferma che la Nakba continua.
e. Il sionismo, sorto nel contesto dell’espansione imperialista e coloniale europea, è la base intellettuale e ideologica del colonialismo di insediamento in Palestina. È un’ideologia razzista e genocida che incoraggia il terrorismo e il fascismo, come il nostro popolo ha testimoniato per 74 anni.
f. Il regime israeliano di colonialismo, apartheid e occupazione militare dipende per la sua sopravvivenza e forza dalla complicità di stati, corporazioni e istituzioni che lo trattano come se fosse normale. Dipende anche dalla normalizzazione con alcuni regimi e istituzioni arabe, stabilendo sicurezza regionale e alleanze militari sotto la sua guida per rafforzare la sua egemonia regionale. Il regime di oppressione israeliano non è solo una minaccia per il popolo palestinese e per i fraterni popoli arabi. È anche una minaccia per milioni di persone in tutto il mondo, poiché testa le sue dottrine, i suoi meccanismi di repressione e i suoi prodotti militari e di sicurezza sui palestinesi, quindi li esporta in regimi tirannici e dittatoriali in tutto il mondo.
Sulla base di quanto sopra, la conferenza:
invita i governi, i parlamenti e i partiti politici, nel mondo arabo e nel mondo, a contribuire allo smantellamento del regime israeliano di colonialismo e apartheid, iniziando con l’imposizione di un embargo militare e di sicurezza globale; terminare tutti gli accordi commerciali e finanziari con essa; e vietando tutti i prodotti delle aziende complici della sua occupazione, colonizzazione e apartheid. Invita inoltre tutti i governi a trattare i leader politici, della sicurezza e militari dell’occupazione israeliana come criminali di guerra, processandoli e vietando loro di entrare nei loro paesi, e facendo pressione sulla Corte penale internazionale (ICC) affinché li processi.
Invita i popoli del mondo e le loro forze democratiche e progressiste che sostengono la pace con la giustizia a rafforzare il crescente stato globale di solidarietà con il popolo palestinese e la nostra giusta causa sostenendo – e partecipando attivamente – al boicottaggio globale guidato dai palestinesi (BDS). La solidarietà effettiva con la lotta di liberazione del nostro popolo inizia con il lavorare in ogni arena per porre fine alla complicità di governi, aziende e istituzioni con il regime di apartheid israeliano.
Invita tutti gli Stati e le organizzazioni regionali fraterni e amici – in particolare la Lega degli Stati arabi, l’Organizzazione per la cooperazione islamica e l’Unione africana – a sostenere questo appello con le parole e con i fatti, anche sostenendo la richiesta palestinese in seno al Generale delle Nazioni Unite Assemblea per attivare i suoi meccanismi speciali per indagare e smantellare il regime dell’apartheid, compreso il Comitato speciale e il Centro contro l’apartheid, che hanno contribuito allo smantellamento del regime dell’apartheid in Sudafrica in passato.
Riafferma il suo pieno sostegno alle iniziative palestinesi volte a deferire alla CPI i fascicoli dei crimini di guerra perpetrati dall’occupazione israeliana e dal regime coloniale contro il popolo palestinese. Chiede di sostenere la richiesta palestinese di un parere consultivo legale della Corte internazionale di giustizia per determinare la natura dell’occupazione israeliana come sistema coloniale razzista.
Chiede la formazione di alleanze intersezionali nazionali, arabe e internazionali con movimenti per la giustizia razziale, ambientale, sociale e altre forme di giustizia per promuovere la lotta congiunta e contribuire a:
– Stabilire un fronte globale contro l’apartheid israeliano e perseguire e ritenere Israele responsabile dei suoi crimini razzisti contro il popolo palestinese.
– Prevenire l’approvazione di leggi che proibiscono o sopprimono la libertà di espressione relative alla difesa dei diritti dei palestinesi o alla condanna del sionismo e del regime coloniale e razzista di Israele, in particolare quelle leggi repressive che prendono di mira il movimento BDS e le organizzazioni della società civile palestinese.
Invita i gruppi ebraici progressisti di tutto il mondo ad affrontare i frenetici tentativi di Israele e del movimento sionista mondiale di indurre leggi e politiche che uniscano deliberatamente il rifiuto del sionismo e l’opposizione al regime israeliano di colonialismo e apartheid con il razzismo e con l’odio contro gli ebrei. Fin dalla sua istituzione, l’OLP ha sempre distinto tra i due e costruito alleanze con le forze ebraiche antisioniste come alleato nella lotta contro il colonialismo, l’oppressione e il razzismo in tutte le sue forme, compreso l’antisemitismo.
Chiede l’istituzione di una coalizione legale internazionale di organizzazioni specializzate per i diritti umani per perseguire l’occupazione israeliana e i suoi criminali nei forum internazionali e legali, sulla base della giurisdizione internazionale.
Chiede il lancio di campagne palestinesi, arabe e internazionali sia ufficiali che popolari per designare i partiti razzisti e fascisti che compongono il governo dello stato coloniale e di apartheid di Israele come organizzazioni terroristiche e per proibire di trattare con loro.
Chiede di sostenere e intensificare il ruolo della diplomazia ufficiale e popolare palestinese nel fare pressioni sulle Nazioni Unite, sugli Stati e sui partiti politici di tutto il mondo affinché designino Israele come Stato di apartheid e, di conseguenza, impongano su di esso leggi, sicurezza militare, commerciali, finanziarie, accademiche, sanzioni culturali e sportive, proprio come è stato fatto contro il defunto regime di apartheid in Sudafrica.