Il giovane palestinese Mohammad Ziad Awwad Salaymeh è stato ucciso nel giorno del suo diciassettesimo compleanno ad Hebron. I proiettili sparati hanno ferito un altro uomo e molti giornalisti sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati picchiati per strada. Gli scontri tra palestinesi e forze di occupazione israeliane sono esplosi in tutta la città e nelle zone circostanti.
Verso le 19:30 di mercoledì 12 dicembre 2012 un soldato dell’esercito israeliano ha sparato a Mohammad Salaymeh, uccidendolo con due proiettili al corpo e alla testa nel quartiere Salaymeh di Hebron, vicino la moschea Ibrahimi. Mohammad aveva trascorso la giornata a scuola e stava andando a comprare una torta per lui e la sua famiglia per festeggiare il suo compleanno, quando improvvisamente la sua vita è stata stroncata. Un altro palestinese è stato ferito dai proiettili e portato all’ospedale della città. I militari israeliani hanno dichiarato che Mohammad Salaymeh aveva con sé una pistola giocattolo, quindi gli hanno sparato. Il padre di Mohammad, che si è precipitato a prestare i primi soccorsi al figlio, ha detto di non aver visto alcuna pistola giocattolo su di lui. Bombe sonore, gas lacrimogeni e proiettili di gomma sono stati sparati sui palestinesi che hanno cercato di aiutare il ragazzo morente. I soldati israeliani hanno chiuso tutte le strade intorno all’area in cui è stato ucciso Mohammad per impedire ai giornalisti di raggiungere il luogo dell’incidente. Un auto con quattro giornalisti a bordo è stata colpita con numerosi proiettili, i giornalisti sono stati fermati e costretti a scendere dall’auto. I giornalisti, due di Youth Against Settlements (Giovani contro gli insediamenti), uno di Reuters e uno di Palmedia sono stati costretti a spogliarsi fino alla biancheria intima nel freddo della sera. I soldati hanno sequestrato le loro macchine fotografiche e li hanno picchiati al punto da aver avuto bisogno di cure ospedaliere. Un regista che lavora per il gruppo israeliano per la pace B’Tselem, che vive vicino al luogo della sparatoria, è stato circondato da 12 soldati, picchiato e arrestato. I funzionari dell’Ufficio Distrettuale di Coordinamento per gli Affari Militari hanno informato gli attivisti locali che le macchine fotografiche gli sarebbero state restituite l’indomani dopo essere state controllate per le prove.
L’esercito israeliano ha invaso la città con un enorme quantitativo di soldati che hanno tentato di sgomberare le strade in modo molto aggressivo, lanciando bombe sonore su gruppi di dimostranti palestinesi, sparando gas lacrimogeni e proiettili d’acciaio rivestiti in gomma. Questo comportamento ha avuto l’unico esito di aizzare gli abitanti di Hebron e trasformare la situazione di tensione in un confronto diretto, considerati gli scontri scoppiati in tutta la città. Nelle aree di Salaymeh, Bab Al-Zawiya, Qtoun e Dar Al Binzaid riecheggiava il suono di proiettili veri, granate assordanti, lacrimogeni e proiettili d’acciaio rivestiti in gomma. Ulteriori scontri sono stati segnalati nelle vicine città di Yatta e Dura.
Le tensioni a Hebron sono in aumento da quando le forze di occupazione israeliane hanno incrementato i livelli di violenza in città dalla recente aggressione a Gaza. Hamdi Alfalah è stato ucciso il 20 novembre e molti sono rimasti feriti. Hebron vedrà un altro funerale giovedì 13 dicembre.
Team Khalil è un gruppo di volontari dell’International Solidarity Movement con sede a Hebron (al-Khalil).