fonte: palsolidarity.org | PSCC , Bab Alshams, Occupied Palestine
250 uomini e donne provenienti da tutta la Palestina hanno impiantato venerdì mattina un nuovo villaggio palestinese di nome “Bab Alshams” (Porta del Sole). Le tende sono state costruite in quello che Israele definisce zona E1 e i palestinesi hanno portato anche attrezzature per un soggiorno a lungo termine.
Il gruppo ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Noi, i figli e le figlie della Palestina da tutto il paese, annunciamo la creazione del villaggio Bab Al Shams (Porta del Sole). Noi, il popolo, senza il permesso degli occupanti, senza autorizzazione da parte di nessuno, sediamo qui oggi, perché questa è la nostra terra, ed è nostro diritto abitarla.
Pochi mesi fa il governo israeliano ha annunciato la sua intenzione di costruire circa 4000 unità abitative in insediamenti nella zona a cui Israele si riferisce come E1. L’area E1 è uno spazio di circa 13 kmq che si trova su terra palestinese confiscata a Est di Gerusalemme, tra l’insediamento Ma’ale Adumim, che si trova sulla terra occupata della Cisgiordania palestinese, e Gerusalemme stessa. Non resteremo in silenzio, finchè l’espansione degli insediamenti e la confisca della nostra terra continua. Perciò istituiamo il villaggio di Bab Al Shams per proclamare la nostra fede nell’azione diretta e nella resistenza popolare. Si dichiara che il villaggio resterà stabile fino a quando i proprietari di questa terra avranno avuto il loro diritto di costruire sulla loro terra.
Il nome del paese è tratto dal romanzo, “Bab Al Shams,” dallo scrittore libanese Elias Khoury. Il libro descrive la storia della Palestina attraverso una storia d’amore tra un uomo palestinese, Younis, e sua moglie Nahila. Younis lascia la moglie per unirsi alla resistenza palestinese in Libano, mentre Nahila resta tenacemente in quel che resta del loro villaggio in Galilea. Nel corso degli anni tra il 1950 e il 60, Younis riesce clandestinamente a andare e venire tra il Libano e la Galilea per incontrare sua moglie nella grotta “Bab Al Shams”, dove dà alla luce i loro figli. Younis torna alla resistenza in Libano, la moglie rimane in Bab Al Shams.
Bab Alshams è la porta per la nostra libertà e la nostra fermezza. Bab Alshams è la nostra porta per Gerusalemme. Bab Alshams è la porta per il nostro ritorno.
Per decenni, Israele ha continuato con i fatti sul terreno, mentre la comunità internazionale rimaneva in silenzio e senza risposta a queste violazioni. È giunto il momento ora di cambiare le regole del gioco, siamo noi a stabilire dei fatti sul terreno – la nostra terra. Questa azione ha coinvolto donne e uomini provenienti da nord a sud ed è una forma di resistenza popolare. Nei prossimi giorni si terranno diversi gruppi di discussione, presentazioni educative ed artistiche, oltre a proiezioni di film sulle terre di questo villaggio. I residenti di Bab Al Shams invitano tutti i figli e le figlie della nostra gente a partecipare e unirsi al villaggio nel sostenere la nostra resistenza.