Ecco l’artista anonimo che ricorda al mondo che l’apartheid non fermerà i palestinesi

Il muro di separazione illegale che Israele ha costruito sulla terra palestinese racconta la storia non solo dell’oppressione dei palestinesi, ma attraverso l’arte evidenzia anche la loro capacità di sopravvivere e prosperare nonostante l’invasione.

25 gennaio 2024.                                                                                      Sanja Skov Vedel

https://www.middleeastmonitor.com/20240125-meet-the-anonymous-artist-reminding-the-world-that-apartheid-wont-stop-palestinians-living/

Nel cuore della Cisgiordania occupata, in mezzo alla distesa di cemento del muro di separazione illegale di Israele, un misterioso artista europeo conosciuto per la sua presenza online “Cakes Stencils” sta usando la sua arte per creare una narrazione visiva della lotta duratura dei palestinesi,  la sua arte trascende la realtà concreta, raccontando un racconto struggente di resistenza e resilienza.
“Sto lavorando nello spazio pubblico per dare alle persone l’opportunità di ripensare il muro e vedere come i palestinesi soffrono a causa dell’apartheid”, dice Cakes Stencils a MEMO. La sua arte, insieme a quella di molti altri, adorna il Muro della Separazione, trasformandolo in una tela che protesta l’occupazione israeliana e chiede la libertà per i palestinesi.


L’artista, che ha fatto quasi 20 viaggi audaci nella Cisgiordania occupata, condivide le sue esperienze di navigazione nel paesaggio pericoloso. Cakes Stencils rivela: “Poiché ho viaggiato in quella zona così tante volte, so quali torri di guardia sono occupate dai soldati e quali sono vuote. Quindi conosco i momenti migliori per dipingere sul muro.”
Di fronte a soldati che urlano dalle torri di guardia, Cakes Stencils ritorna più e più volte fino a quando la sua opera d’arte è completa riuscendo ad oggi a non essere identificato dall’occupazione. Il primo stencil, completato nel 2017, raffigura una ragazza che salta usando il filo spinato, simbolo della resilienza dei bambini palestinesi di fronte alla lotta quotidiana per la sopravvivenza causata dalle forze di occupazione israeliane.

In un atto di sfida contro il regime di apartheid in corso, Cakes Stencils cattura l’essenza della vita e della resistenza palestinese nella sua arte. “Dimostra che i bambini in Palestina si divertono, o almeno ci provano, nonostante la presenza dell’apartheid è lì. Anche se i soldati intimidiscono questi bambini loro non perdono la speranza. Possono ancora divertirsi”, spiega Cakes Stencils.
I suoi rischiosi sforzi invitano gli spettatori a confrontarsi con la dura realtà dell’apartheid e a riflettere sulla vita quotidiana dei palestinesi. “Sto cercando di dare loro l’idea che l’occupazione e l’apartheid non sono solo il muro, ma che accadono cose brutte al popolo palestinese, ai bambini. I bambini vengono uccisi a causa dell’occupazione. I palestinesi muoiono a causa dell’occupazione.”
Cakes Stencils sfida le idee sbagliate sul Muro della Separazione, sottolineando che non è “un confine” tra Israele e Palestina, ma una struttura che perpetua l’oppressione, impedendo alle persone di accedere alla propria terra. La barriera illegale della Cisgiordania, che si estende per 710 chilometri, deteriora la vita dei palestinesi, limitando i loro movimenti e ingoiando le loro terre. Il muro rimane in piedi e si sta espandendo, nonostante sia stata inizialmente presentata come una misura di sicurezza temporanea da Israele due decenni fa. “Avere i bambini che giocano con il filo spinato nella mia arte dimostra anche che il popolo palestinese è forte, trova ancora il suo modo di godersi la vita, ha dei sogni. Questo è il messaggio principale dietro il filo spinato.”
In un mondo in cui i continui bombardamenti su Gaza continuano a fare notizia, Cakes Stencils usa la sua arte per incoraggiare il pensiero critico, ricordando alla gente che i palestinesi, come tutte le persone, meritano la libertà e il muro della separazione è una delle barriere a questa aspirazione. Attraverso il suo lavoro anonimo ma d’impatto, contribuisce a una conversazione globale sulla giustizia, la libertà e la forza duratura del popolo palestinese.

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