Sempre violenze contro i pastori a Masafer Yatta

Dai volontari ISM sul posto: 

https://palsolidarity.org/2024/02/illegal-settlers-attack-shepherding-family-in-masafer-yatta/

Martedì 20 febbraio 2024

Dei coloni israeliani armati hanno attaccato una famiglia di pastori e le
loro pecore vicino ai villaggi di Al Jawaya e At-Tuwani.  Hanno lasciato
libero il loro cane che ha attaccato le pecore, ferendone tre, puntato le
armi minacciando di sparare e colpito un bambino.Il pastore Hamze Shawaheen riferisce che 2 coloni armati,  in divise
militari, hanno raggiunto lui e la sua famiglia a metà mattinata, mentre
stava pascolando il suo gregge. I coloni vengono probabilmente da Ma’on o
da un altro insediamento vicino. Hanno spinto a terra uno dei suoi figli e
colpito diverse pecore, e poi hanno liberato il cane per attaccare e
disgregare il suo gregge.  Hamze ha tentato di filmare, ma gli hanno
puntato contro il mitra e hanno minacciato di sparargli.  Afferma che hanno
sparato con un’arma verso il gregge, senza riportare ferite da arma da
fuoco.  I coloni hanno minacciato di andare a prendere lui e il suo gregge,
dicendo “abbiamo una tua foto e verremo a prenderti ogni volta, perché hai
chiesto aiuto”.
Hamze ha scelto di far pascolare le sue pecore in un altro posto nel
pomeriggio, alla presenza di attivist* solidali.  Quel pomeriggio, tre auto
private si sono fermate su una collina vicina e hanno aspettato un po’, prima
di andarsene. Hamze ritiene che se gli e le attivist* non fossero stat*
present* lo avrebbero attaccato nuovamente.

Afferma che questi aggressori gli sono noti, anche se non conosce i loro
nomi.  Ha mostrato una foto scattata quando uno di loro è arrivato su un
trattore e ha tentato di investire le sue pecore.  Dice che molesta lui e
le sue pecore quasi quotidianamente e che lo ha aggredito fisicamente due
volte.  Nessuna accusa è stata mossa contro i suoi aggressori, anche se lui
stesso è stato arrestato e trattenuto per 6 ore dopo uno scontro.  Hamze
nega di aver compiuto qualsiasi illecito o aggressione fisica nei confronti
dei coloni.  Fino ad ora, nessuno dei suoi familiari è rimasto gravemente
ferito, ma i coloni hanno ucciso 2 delle sue pecore, una incinta di 2
pecorelle non ancora nate.
Violenze come queste sono diventate comuni nelle colline a sud di Hebron
dal 7 ottobre, sia per mano di coloni che di riservisti militari.  A volte
è difficile differenziarli poiché i coloni indossano uniformi militari e i
soldati e la polizia sembrano sottomettersi a loro durante gli scontri.
Hanno attaccato i mezzi di sussistenza dei palestinesi attaccando i loro
greggi e distruggendo le terre coltivate.  E hanno aggredito e minacciato
bambini e adulti, sfollando e terrorizzando interi villaggi.  Attivisti
solidali, sia israeliani che internazionali, sono presenti nell’area da
molti anni, ma vi sono violenze da parte dei coloni e dei militari contro i
civili palestinesi in tutta la Cisgiordania.  Hamze ritiene che l’unica
ragione per cui può ancora pascolare le sue pecore sia la presenza di
attivist* solidali: “Dobbiamo avere attivist* con noi ogni giorno […],
perché l’esercito e i coloni hanno paura di essere fotografati dalle vostre
telecamere”

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