fonte: Neta Golan, appena liberata
Quando mi stavano portando nella sala d’attesa del tribunale dove si doveva tenere la mia causa, vicino al Russian Compound (moskobia) sono rimasta scioccata dal riconoscere Samer Al Issawi attraverso le sbarre della cella di detenzione di fronte a me. Ho chiesto al giovane uomo in piedi vicino alla sua porta sbarrata di dirgli che lo conosco e che molti altri in tutto il mondo conoscono il suo volto, il suo nome e la sua causa e stiamo
lavorando per aumentare la consapevolezza di tutti e per sostenerlo.
Quando Samer ha saputo che ero stata arrestata a Bab Al Shams si è avvicinato alla porta per parlare con me di persona. Era troppo debole per stare in piedi senza sostegno e aveva bisogno di appoggiarsi contro la porta, ma quando ha parlato, ha parlato con forza e passione. Egli manda i suoi saluti a tutti coloro che hanno preso parte a Bab Al Shams e dice che questa azione gli ha dato forza e orgoglio e rafforza la sua volontà di continuare con il suo sciopero della fame fino al suo rilascio. “Spero che questo modello si diffonderà e molti villaggi simili verranno creati nella Palestina. Spero di vedere Bab Al Muhabeh (la porta dell’amore) Bab Al Hurriya (La porta della libertà) e Bab Al Salam (la porta della pace)” Samer ha ribadito la sua determinazione a continuare lo sciopero della fame fino alla sua liberazione, nonostante la sua condizione di deterioramento: “mi unirò presto fuori a tutti voi”, ha detto sorridendo.