Carrefour aggrava la sua complicità con l’apartheid israeliano mentre cresce la pressione globale del movimento BDS in vista dell’assemblea degli azionisti.

20 maggio 2026

dal sito bdsmovement.net

Mentre gli azionisti di Carrefour si preparano a riunirsi il 22 maggio per l’Assemblea Generale Annuale (AGM) della società, il messaggio della crescente campagna #BoycottCarrefour BDS è chiaro: la complicità nel regime israeliano di genocidio, apartheid e occupazione illegale comporta costi etici, reputazionali e finanziari sempre più elevati.

La complicità di Carrefour si sta aggravando attraverso una partnership diretta con il governo israeliano responsabile del genocidio.

Carrefour non si limita più a operare nell’Israele dell’apartheid; è sempre più coinvolta in progetti statali complici, mentre Israele intensifica l’espansione degli insediamenti, la pulizia etnica e il genocidio contro i palestinesi. Le aziende hanno la responsabilità legale di porre fine a qualsiasi complicità nei crimini di Israele contro i palestinesi, mentre le società, così come i loro consigli di amministrazione e dirigenti, potrebbero essere perseguite penalmente per la loro complicità in crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Grazie al progetto “Israeli Basket”, lanciato in collaborazione con il Ministero dell’Economia israeliano, Carrefour è diventata un partner centrale di un’iniziativa economica statale, entrata in vigore il 15 aprile. Nell’ambito del piano, Carrefour offre sconti su determinati prodotti, con un contributo del governo israeliano di 50 milioni di shekel (circa 17 milioni di dollari).

L’iniziativa, accompagnata da una massiccia campagna promozionale finanziata dallo Stato, integra ulteriormente Carrefour nella politica ufficiale del governo israeliano.

Dall’inizio del genocidio in corso perpetrato da Israele contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza, il sostegno di Carrefour Israele è passato dalla distribuzione di pacchi di aiuti ai soldati israeliani alla fornitura diretta di cibo e bevande alle istituzioni statali israeliane, incluso il Ministero della Guerra, nel 2024.

Nonostante le pubbliche smentite di Carrefour riguardo alla sua presenza negli insediamenti illegali israeliani, recenti rapporti pubblicati dalle Nazioni Unite, da Who Profits, da DBIO e da AFPS documentano la continua espansione dell’azienda nei territori palestinesi illegalmente occupati, comprese le filiali a Gerusalemme Est.

Ma il costo di questa complicità è sempre più evidente.

L’utile netto del Gruppo Carrefour è crollato nel 2025, con un calo di quasi il 56% (da 723 milioni di euro nel 2024 a 319 milioni di euro nel 2025). Gli analisti finanziari hanno indicato l’aumento dei costi di integrazione, le preoccupazioni degli investitori, l’instabilità regionale e le crescenti pressioni operative come fattori che incidono sulla performance del gruppo. Nel frattempo, Carrefour continua a ritirarsi o a ristrutturare le proprie attività in diversi mercati.

Anche la più ampia campagna di boicottaggio si sta intensificando a livello globale. La pressione costante del movimento BDS ha già costretto le attività legate a Carrefour a ritirarsi da Giordania, Oman, Bahrein e Kuwait, generando al contempo una crescente pressione reputazionale e commerciale sull’azienda e sui suoi partner.

Carrefour sta riorientando la sua presenza globale su tre pilastri fondamentali: Francia, Spagna e Brasile, espandendo ulteriormente il suo modello di franchising nel continente africano. Ma il boicottaggio si sta diffondendo anche lì.

Dal Brasile alle Mauritius, dal Ghana alla Francia e dal Marocco al Senegal, gli organizzatori si stanno unendo alla Settimana Globale di Azione dal 18 al 24 maggio, intensificando la pressione in vista dell’Assemblea Generale degli Azionisti di Carrefour. In tutto il mondo, attivisti, sindacati, gruppi di base e consumatori stanno organizzando proteste, azioni nei negozi, mobilitazioni online e campagne pubbliche per chiedere a Carrefour di porre fine alla sua complicità nel regime israeliano di colonialismo di insediamento, apartheid e genocidio.

Il messaggio del movimento BDS agli azionisti di Carrefour è semplice: la complicità nel genocidio e nell’apartheid non è solo illegale e immorale, ma è anche dannosa per gli affari.

Mentre le proteste si radunano davanti alla sede centrale globale di Carrefour durante l’Assemblea Generale degli Azionisti, i gruppi BDS e le reti di solidarietà con la Palestina stanno intensificando la pressione della campagna. Unisciti ora alla campagna in continua crescita:

  • Organizza o partecipa ad azioni locali per fare pressione sulla multinazionale francese Carrefour affinché ponga fine alla sua complicità nei crimini di Israele.
  • Contatta i negozi locali, facendo pressione affinché rescindano il contratto di franchising con Carrefour, o almeno esprimano le loro preoccupazioni alla casa madre in merito alle richieste della campagna.
  • Amplifica la campagna online utilizzando l’hashtag #BoycottCarrefour e taggando l’amministratore delegato di Carrefour, Alexandre Bompard.
  • Intensifica le azioni di boicottaggio da parte dei consumatori.

Il genocidio non si è fermato. E non ci fermeremo nemmeno noi.
#BoicottaCarrefour

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