“Non ci sono più case”: un’organizzazione per i diritti umani avverte che Israele sta intensificando la campagna per svuotare Gaza

https://www.palestinechronicle.com/
23 maggio 2026 

Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che Israele sta distruggendo sistematicamente le case rimaste a Gaza, ampliando al contempo le politiche di sfollamento forzato.

Un’immagine di Google Earth Pro mostra la distruzione diffusa di interi quartieri a Khan Yunis e Rafah, nel sud di Gaza. (Immagine: Google Earth Pro)

Sviluppi chiave
– Un’organizzazione per i diritti umani di Gaza ha segnalato un crescente fenomeno di evacuazioni forzate seguite dalla demolizione delle case.

– Nuove immagini aeree hanno rivelato la distruzione diffusa nei quartieri di Rafah e Khan Yunis.
– Gli attivisti per i diritti umani hanno avvertito che la riduzione delle zone civili potrebbe facilitare piani di sfollamento più ampi all’interno di Gaza.

Un’organizzazione per i diritti umani con sede a Gaza ha avvertito sabato che le forze di occupazione israeliane stanno intensificando una campagna sistematica contro ciò che resta delle aree residenziali di Gaza.

L’organizzazione ha affermato che le continue demolizioni e i ripetuti ordini di sfollamento stanno creando le condizioni che potrebbero costringere i palestinesi ad abbandonare ampie zone della Striscia.

Ha avvertito che questo schema riflette un più ampio tentativo di eliminare gli ultimi spazi abitativi civili e di intensificare gli sfollamenti di massa in tutta Gaza.

L’avvertimento è giunto mentre nuove immagini aeree rivelavano la vasta distruzione di Rafah e Khan Yunis, mostrando interi quartieri residenziali ridotti in macerie a causa delle continue operazioni militari e dei bombardamenti.

Evacuazioni e distruzione
Il Centro per i diritti umani di Gaza ha affermato che le forze di occupazione israeliane si sono sempre più affidate a una strategia in cui i residenti ricevono telefonate che ordinano loro di evacuare le case rimaste, prima che queste vengano successivamente bombardate o distrutte.

Secondo l’organizzazione, molti degli edifici presi di mira avevano già subito danni da precedenti attacchi, lasciando le famiglie con sempre meno alternative abitative.

Il centro ha espresso crescente preoccupazione per l’espansione delle operazioni di distruzione e sfollamento nella Gaza centrale, in particolare nelle aree a est dei campi di Al-Bureij e Al-Maghazi, nonché per la continua attività di demolizione con i bulldozer a est di Deir al-Balah.

Secondo l’organizzazione, tra il 20 e il 22 maggio le squadre sul campo hanno documentato la distruzione di interi isolati residenziali nei campi profughi di Nuseirat, Al-Bureij e Al-Maghazi.

Il centro ha affermato che almeno 12 attacchi avvenuti nel mese di maggio sono seguiti a ordini di evacuazione telefonica.

Ha sostenuto che questo schema non riflette episodi isolati, ma fa parte di una più ampia strategia a lungo termine che prende di mira gli ambienti residenziali di Gaza.

L’organizzazione ha avvertito che gli avvisi telefonici e le notifiche di evacuazione non esonerano dalla responsabilità legale né legittimano gli attacchi alle infrastrutture civili.

Ha affermato che tali misure funzionano come strumenti di intimidazione, distruzione di massa e sfollamento forzato.

https://www.palestinechronicle.com/more-palestinians-wounded-as-israeli-occupation-forces-continue-gaza-attacks/

Spazi abitativi in ​​calo
L’organizzazione per i diritti umani ha affermato che le stime attuali indicano che circa il 90% degli edifici di Gaza è già stato distrutto durante la guerra.

Quasi due milioni di palestinesi vivono ora in tende, tra le macerie o all’interno di strutture danneggiate non più considerate sicure per l’abitazione.

Il centro ha inoltre avvertito che le aree in cui ai palestinesi è ancora permesso di rimanere si sono ulteriormente ridotte e ora rappresentano solo circa il 35% del territorio totale di Gaza.

Ha affermato che la continua riduzione dello spazio disponibile solleva preoccupazioni sul fatto che si stiano creando le condizioni per facilitare piani di sfollamento forzato su larga scala.

L’organizzazione ha descritto gli incidenti documentati e migliaia di casi simili come parte di un processo continuo che comporta la distruzione delle condizioni necessarie alla vita civile.

https://www.palestinechronicle.com/worse-than-animals-released-global-sumud-activists-detail-beatings-sexual-abuse-torture/

Nuove immagini aeree
Ulteriori immagini aeree pubblicate sabato hanno fornito prove visive di distruzioni su larga scala nel sud di Gaza.

Le immagini, acquisite tramite Google Earth Pro, mostravano intere sezioni di Rafah e Khan Yunis rase al suolo, con vaste aree che apparivano quasi completamente cancellate.

Case, scuole e strutture di servizio erano tra le strutture non più visibili nelle ultime immagini.

Gli osservatori hanno affermato che le immagini riflettevano un modello ripetuto di distruzione diffusa che si estendeva oltre i singoli obiettivi e colpiva intere aree urbane, in particolare Rafah.

Gli esperti legali citati nei rapporti hanno affermato che la portata e la ripetizione della distruzione potrebbero sollevare seri interrogativi ai sensi del diritto internazionale umanitario, in particolare per quanto riguarda il targeting di strutture civili e i principi di proporzionalità. Gli esperti hanno inoltre osservato che le immagini hanno un particolare valore probatorio perché forniscono una documentazione visiva diretta sia dell’entità che della natura della distruzione a Gaza.

L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire con urgenza, di fare pressione su Israele affinché cessi gli attacchi contro le case e le zone residenziali dei civili, di garantire la protezione della popolazione di Gaza e di agevolare l’ingresso dei soccorsi materiali per i rifugi temporanei forniti dall’agenzia, a supporto degli sforzi di ricostruzione.

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