9 mag 2013 | International Solidarity Movement, Talfit e Qalaban, Palestina occupata
L’occupazione israeliana ha creato diversi problemi a Talfit e Qabalan. Talfit è orgogliosa della sua storia e vuole proteggerla dalle incursioni dell’esercito israeliano che cercano di appropriarsene, e Qalaban che stremata continua a fornire l’acqua alla sua popolazione.

antica macina per olive
Talfit è un villaggio situato a sud di Nablus, in una vallata ricca di uliveti. Un villaggio orgoglioso della propria storia, soprattutto per il ruolo avuto nella resistenza durante la prima e la seconda Intifada. Per questo importante ruolo nella resistenza gli abitanti villaggio hanno subito punizioni collettive e le loro case sono state demolite. E’ stata rasa al suolo anche la casa di un attuale membro del consiglio del villaggio il quale aveva preso parte alle importanti battaglie per la resistenza.
Negli ultimi mesi, Talfit ha sofferto delle incursioni settimanali notturne da parte delle forze di occupazione israeliane, suscitando in questo modo le preoccupazioni degli abitanti. Durante queste incursioni i soldati si sono mostrati molto interessati nei confronti dei vecchi edifici di Talfit. Oggetti antichi, come vasi e aratri sono stati sottratti al villaggio dall’esercito. Strutture più grandi come i vecchi edifici contenenti pietre miliari e frantoi sono stati pure fotografati dai soldati. Durante queste incursioni alcuni soldati hanno imbrattato i muri e le porte degli edifici con scritte in ebraico e stelle di David.
Queste incursioni sono fonte di preoccupazione per gli abitanti del villaggio, i quali si preoccupano che lo scopo prefisso sia quello di cercare di appropriarsi della loro storia, il ciò potrebbe portare a problemi in futuro. Israele ha in passato utilizzato l’appropriazione della storia e della cultura palestinese come pretesto per nascondere il legame fra il popolo palestinese e la sua terra. Una strategia simile è stata utilizzata a Susyia dove sono stati espulsi gli abitanti dei villaggi e le loro case demolite a causa della scoperta da archeologi sionisti di una vecchia sinagoga. Gli archeologi non si sono preoccupati della storia del villaggio antecedente alla costruzione della sinagoga.
Qabalan, un villaggio vicino a Talfit, non è l’unico villaggio nella West Bank che soffre per l’insufficienza d’acqua causata dall’occupazione israeliana. Tuttavia Qabalan pare soffrire più di altri. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una persona ha bisogno di una media di 100 litri al giorno, ma secondo il consiglio del villaggio di Qabalan, i residenti ricevono meno della metà di tale importo con una media di 44 litri per persona al giorno. Il consumo medio di acqua per persona al giorno da parte di Israele e dei loro insediamenti è di 242 litri. (Vedi l’ infografia di Visualising Palestina e Ewash qui.)
La scarsità d’acqua in Qabalan è il risultato di questa forte domanda da parte di Israele e dei suoi vicini degli insediamenti di Rechalim, Shilo e Eli, situati sulla montagna che domina Qabalan. Dall’occupazione della West Bank nel 1967, Israele controlla l’erogazione, l’acqua fornendo l’acqua palestinese ai palestinesi stessi a un prezzo superiore rispetto a quello praticato ai coloni e ai cittadini israeliani. Questo è vero anche per l’energia elettrica e il gas. Una gran parte del territorio di Qalaban si trova in zona C, area che Israele dovrebbe amministrare per il bene di tutte le persone che vivono lì. Israele comunque ha emesso ordini di demolizione di 9 case lasciando le famiglie senza un tetto sopra la testa.

antiche costruzioni a Talfit
Tre mesi fa, i coloni Rechalim hanno attaccato la popolazione di Qabalan, dando fuoco alla terra tagliando circa 200 alberi di ulivo distruggendo inoltre delle auto. Ulteriormente, durante il periodo della raccolta delle olive, che è di grande importanza per il popolo di Qabalan, i coloni hanno attaccato i contadini durante la raccolta delle olive su un terreno nei pressi degli insediamenti. In aggiunta agli attacchi si sono verificati anche diversi arresti dei residenti Qabalan – Nel maggio 2013 un ragazzo di 18 anni da Qabalan è stato arrestato e posto in detenzione amministrativa per diversi giorni – trattenuto senza accusa alcuna né processo.
I problemi creati dall’ occupazione che colpisce i villaggi e la Palestina tutta sono un ostacolo diretto alla pace. Un membro del consiglio di Talfit ha riassunto la situazione dicendo che “Israele è come una persona che cerca di portare due meloni, i terreni o la pace. Ma può avere o la terra o la pace, non entrambi “.
traduzione di Nuraddin
