7 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Anata, Palestina occupata
Venerdì scorso, 5 luglio, alla periferia di Anata, Gerusalemme, ci sono stati violenti scontri tra shebab (giovani) palestinesi e l’esercito israeliano. Verso le 15, jeep dell’esercito israeliano hanno guidato verso la città di Anata e i soldati hanno cominciato a prendere foto delle case. Trenta minuti dopo sono arrivati shebab locali e hanno cominciato a lanciare pietre contro l’esercito che poi ha risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma fino a dopo le 20.

le comunità beduine di Anata
Gli scontri hanno avuto luogo intorno a una strada che collega il centro della città per una tangenziale che circonda il muro di annessione che separa la Cisgiordania da Gerusalemme. Su entrambi i lati di questa strada esistono due comunità beduine che vivono in tende e che sono rimaste coinvolte negli scontri settimanali violenti a cui essi stessi non partecipano.
Una ventina di soldati con veicoli militari hanno bloccato la strada nei pressi di una delle comunità beduine prima di incamminarsi per la strada e di fianco alle tende. Alcuni internazionali presenti hanno richiesto all’esercito di stare lontano dalle tende e non sparare gas all’interno. L’esercito e gli shebab hanno continuato a scontrarsi per tutto il pomeriggio e la sera intorno alle tende. L’esercito ha ripetutamente sparato lacrimogeni, proiettili di gomma e ha gettato granate assordanti agli Shebab, a volte sparando dall’interno di una moschea locale. Un certo numero di volte l’esercito ha marciato attraverso le tende, armi in mano, in totale disprezzo per coloro che vivono all’interno.
Gli scontri settimanali violenti spesso durano quattro o cinque ore e hanno portato l’esercito a sparare sempre più colpi di gas lacrimogeni nelle tende beduine. I beduini subiscono chiaramente trauma fisici e psicologici negli scontri e un certo numero di loro soffre di asma a causa della esposizione regolare a gas lacrimogeni. Un venditore di anguria locale, la cui baracca si trova tra le due comunità beduine – e quindi pure lui nel mezzo degli scontri – ha raccontato le urla dei bambini beduini quando l’esercito è arrivato nelle settimane precedenti.
Alcuni dei membri della famiglia in una delle comunità sono sordomuti, e così incapaci di sentire i lacrimogeni e di eludere il loro percorso. Non ci sono stati beduini feriti questa settimana e neanche gas lacrimogeno è rimasto nelle tende. Uno Shebab è stato colpito alla gamba da un proiettile di acciaio rivestito di gomma, ma non è ricorso a cure mediche.
Le famiglie pagano l’affitto per vivere sulla terra, ma non hanno permessi di costruire e, quindi, hanno costruito tende da legno di scarto e fogli di lamiera con suolo nudo per pavimento. Le tende offrono poca protezione dai gas lacrimogeni, dalle bombe sonore e dai proiettili di gomma/acciaio. Le comunità sono state casa per un certo numero di famiglie e il loro bestiame per gli ultimi due anni. Con scarso supporto da parte di persone della città di Anata i beduini vengono poi lasciati a sopportare le conseguenze degli scontri settimanali dentro e intorno alle loro case.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BOllyzzFRWA