Tre mesi in Palestina: Progetto Marmara e prospettive di Resistenza

di Mario, attivista ISM

Durante queste settimane testa e cuore hanno conosciuto il significato della dignità. Settimane nelle quali la voglia di partecipare,di lavorare per la giustizia sociale è stata sempre l’ elemento cardine,dei miei pensieri,della mia azione.

La consapevolezza del mio credere nella giustizia sociale,nell’uguaglianza mi ha dato quelle energie emotive, fisiche e cognitive. Testa e cuore.

Il progetto di costruzione di case ha questo significato:diritti umani,partecipazione,non abbassare la testa.Tutto ciò non va slegato dal contesto nel quale avviene.L’occupazione sionista,la pulizia etnica,la pressione continua che viene esercitata,da chi porta avanti un progetto basato sulla superiorità di una religione sull’altra.Il progetto sionista si nasconde dietro la maschera della sicurezza.Ciò che esprime è legato alla logica dell’imperialismo,alla logica del profitto che crea ingiustizie sociali.

Vivere sulla propria terra,vivere la propria terra, vivere la propria esistenza. Resistere,vivere, guardare avanti, costruire ha questo valore.

Il progetto sionista, la pulizia etnica avviene in diversi modi. Diversi livelli. Espandere i vecchi insediamenti cacciando le comunità palestinesi dalla loro terra.Costruirne di nuovi con le stesse dinamiche imperialiste e razziste.Cacciare i palestinesi dalla loro terra.Questo è cio che viene osannato come un progetto democratico e leggittimo.

Costruire case in questo contesto ha un alto valore emotivo,umano e politico. Testa e cuore.Non abbasare la testa,affermare la propria esistenza.L’esistenza di un popolo,che viene considerato di serie b,un popolo che viene considerato da quando il progetto sionista ha avuto inizio al massimo come una tribù.

Resistere a Idhna. Resistere all’occupazione sionista. Resistere alle demolizioni di case,alle confische di terre.Resistere alla pulizia etnica.Da qui riparto.Il progetto,la casa,il lavoro fisico,la stanchezza fisica,la condivisione con gli altri volontari,le gioie,le risate,il thè coi lavoratori. Cose che fanno parte della quotidianità,del breve, medio e lungo periodo. Si costruisce,si collezionano pietre giorno dopo giorno.Si lavora fianco a fianco coi lavoratori palestinesi che danno del loro meglio,spendono le loro energie per costruire.Si costruisce ora dopo ora,giorno dopo giorno e Settimana dopo settimana.

Si vedono i risultati.Ciò che viene su è casa,è Resistenza. Testa e cuore.I divieti di costruzione sono su carta.La famiglia esiste.La Palestina e i palestinesi anche.Le zone militari,l’Area C come avviene a Idhna servono per mettere pressione sulle comunità palestinesi e permettere l’ espansione degli insediamenti illegali. Il muro dell’Apartheid,gli spari ai ragazzi che vivono della propria terra,che vanno a raccogliere i frutti della loro terra. Questa è la famigerata democrazia, la sicurezza che viene espressa da Israele.

Rompere quella quotidianità dettata dall’occupazione. Gli insediamenti illegali oltre al muro sono lì che incombono. Km dopo Km, questo è il progetto d’espansione sionista. Divieto dopo divieto.Ordine di confisca dopo ordine di confisca.

Resistere giorno dopo giorno. Vivere la propria terra. Costruire sulla propria terra. Lottare contro i divieti di costruzione,le confische di terre e e tutte le misure che hanno l’obiettivo di continuare la pulizia etnica della Palestina!

Tornare su quelle terre.Il Progetto Marmara. I comitati popolari. La raccolta delle olive che sarà prossima. Ritornare su quei campi,odorare i frutti della terra,raccoglierli. Anche questa è Resistenza.

Resistere per Esistere

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