direttamente dagli attivisti ad Al-Khalil:
Dalla Giornata della Terra, 30 marzo 2012, ad oggi abbiamo assistito ad una escalation di arresti da parte del IDF (Israeli Defence Force) nei confronti di attivisti internazionali a difesa dei diritti umani.
In particolare questi sono alcuni casi risalenti a queste ultime due settimane, sono state arrestati sette attivisti:
- il 30 marzo è stato arrestato un ragazzo svedese, Robin (nome di fantasia), durante la manifestazione a Qalandia in occasione della marcia su Gerusalemme. Robin si trovava insieme al gruppo di attivisti ISM che si erano piazzati davanti ai militari per evitare che questi ultimi continuassero il tiro al bersaglio verso i civili palestinesi fatto di lacrimogeni, proiettili di gomma e skunk water. Rilasciato il giorno dopo senza condizioni. (http://www.youtube.com/watch?v=sVuxQJw-6TI)
- il 1 aprile è la volta di una ragazza olandese, Mira (nome di fantasia), arrestata ad Hebron mentre insieme ad attivisti ISM e attivisti palestinesi dello YAS (Youth Against Settlement) cercava di prevenire l’occupazione di una casa di proprietà dell’Autorità Palestinese da parte dell’esercito israeliano e dei coloni. Rilasciat asenza condizioni dopo due giorni. La polizia ha trattenuto il suo passaporto per un giorno dopo il suo rilascio. (http://www.youtube.com/watch?v=CJWWo1AAcCc&feature=g-upl&context=G29688a3AUAAAAAAAEAA)
- il 5 aprile è stato arrestato Jonas (svedese, nome di fantasia) a Nablus mentre tentava di prevenire pacificamente l’arresto ingiustificato di un palestinese. Rilasciato dopo alcune ore, Jonas ancora oggi è impossibilitato a muoversi da Tel Aviv perchè privo del suo passaporto trattenuto dalla polizia israeliana.
- il giorno 8 aprile Amal (nome di fantasia), una ragazza dalla doppia nazionalità, palestinese americana, è stata arrestata in occasione delle proteste pacifiche sorte per la chiusura completa, da parte dell’esercito israeliano, di una strada sotto amministrazione palestinese nel centro di Hebron. La chiusura completa della strada e dei negozi presenti, durata più di sei ore, serviva a permettere il passaggio di un gruppo di coloni. Rilasciata dopo poche ore. (http://www.youtube.com/watch?v=2osQx_s5J7g&feature=player_embedded#)
- sempre in pieno centro a Hebron, vicino alla tomba dei patriarchi, il giorno 9 aprile venivano arrestati contemporaneamente Vito (italiano, nome di fantasia) e Joseph (americano, nome di fantasia). La loro unica “colpa” quella di passeggiare in centro durante la visita dei coloni nella parte araba della città di Hebron. Vito e Joseph sono stati accusati di aver partecipato agli scontri avvenuti il giorno precedente durante l’arresto di Amal. Le accuse, aggressione a pubblico ufficiale e disturbo della quiete pubblica, sono assolutamente ingiuste in quanto il giorno precedente i due attivisti stavano solo filmando le proteste. Rilasciati dopo un giorno con la condizione di non avvicinarsi a più di 300 metri dal luogo dell’arresto e di non prendere parte a manifestazioni per un periodo di tempo di sei mesi.
- Malik, un ragazzo italiano, è stato arrestato il giorno 11 aprile insieme a Giorgio, altro italiano presente ad Hebron per parteciapre alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare di Bil’in. I partecipanti sono stati attaccati dall’esercito mentre si trovavano in centro ad Hebron. L’accusa è quella di aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata e violenza a pubblico ufficiale quando in realtà non era in corso nessuna manifestazione ma i partecipanti alla conferenza stavano ritornando dalla pausa pranzo. Marco e Giorgio, senza possibilità di difendersi in un processo, sono stati condannati all’espatrio forzato. Marco sta resistendo al rimpatrio e quindi attualmente si trova a Tel Aviv nel centro di detenzione per gli immigrati in attesa di espulsione. (http://www.youtube.com/watch?v=XDk-Wbn_dfc&feature=youtu.be)
Questa escalation di violenza e di arresti da parte dell’esecito israeliano fa pensare ad un tentativo da parte loro di scoraggiare gli internazionali ad arrivare in Palestina, anche alla luce della prossima iniziativa del 15 aprile “Welcome to Palestine”.
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