25 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Izbat Tabib, Palestina Occupata
Il 24 novembre dei soldati israeliani hanno bloccato la strada all’entrata di Izbat Tabib e sono entrati nel villaggio a tre riprese durante la notte, sparando candelotti di gas lacrimogeni e minacciando gli abitanti.
Verso le 14:30 circa, quattro soldati su una jeep militare hanno posizionato un blocco stradale vicino all’entrata del villaggio, impedendo il passaggio del traffico e dei pedoni sulla strada per Qalqiliya. Il blocco stradale è rimasto attivo per un’ora e mezza. Solo pochi veicoli e pedoni hanno ricevuto il permesso di passare, a seconda del giudizio puramente arbitrario dei soldati. Poco dopo il tramonto, una jeep corazzata israeliana è entrata nel villaggio. Tre soldati hanno perquisito con modi aggressivi il tendone usato come centro comunitario dal villaggio, perquisendo un palestinese di 14 anni e minacciando di tornare più tardi la stessa notte. Verso le 22:00, una pattuglia di soldati a piedi si è posizionata nei cespugli vicino all’entrata di Izbat Tabib. In tutte e tre le occasioni, i soldati hanno dovuto confrontarsi con degli attivisti internazionali. Quando gli è stata chiesta la ragione della loro presenza, si sono inventati che dei bambini avrebbero lanciato delle pietre e delle bottiglie molotov sull’autostrada 55, una strada usata sia da palestinesi che da israeliani. Quando ai soldati è stato chiesto di dare maggiori dettagli sull’accaduto, essi hanno dato risposte inconsistenti e in contraddizione tra loro. Ad esempio, un soldato addirittura ha affermato che una bottiglia molotov sarebbe stata lanciata alle 15:00 vicino all’entrata del villaggio. Questo è impossibile perchè in quel momento i soldati avevano già bloccato la strada e gli attivisti internazionali erano presenti. Per finire, alle 00:30, i soldati sono entrati nel villaggio per la quarta volta della giornata sparando dei gas lacrimogeni tra le case. Izbat Tabib, con una popolazione di circa 250 abitanti, è situato in Area C. Diversi anni fa l’esercito israeliano aveva emesso degli ordini di demolizione a Izbat Tabib, che ha una popolazione di circa 250 abitanti, ed è situato a est di Qalqiliya. Gli ordini significavano la distruzione di 33 case (73% del villaggio) e della scuola del villaggio. Due case sono già state demolite, e la scuola, che ha 52 studenti, ha un’importanza vitale per il villaggio ed il suo futuro. Questi attacchi e la pressione dell’esercito fanno parte di una campagna costante di punizione collettiva per spingere gli abitanti ad abbandonare la resistenza popolare contro questi ordini di demolizione e contro l’occupazione in generale.