16 Dicembre 2013 / Fonte: 729 magazine, Mairav Zonszein
Un ex-generale che soprintende al progetto di legge dice di non aver
ricevuto nessun ordine di fermare il processo legislativo.

beduini e internazionali gridano slogan durante la manifestazione del 30-11
Il Prawer Plan in fin dei conti potrebbe non essere rinviato. Quattro
giorni dopo che uno degli ideatori della proposta di legge, Benny Begin,
aveva annunciato la sospensione di questo piano che prevede lo sfollamento
di circa 40.000 beduini nel Negev, un ex generale dell’IDF a capo
dell’unità che ha il compito di implementare il piano di «spostamento»,
lunedì ha fatto sapere ad Haaretz di non aver ricevuto nessun ordine di
sospendere il piano e che sta continuando le procedure per la sua messa in
atto.
Il Generale Maggiore Doron Almog ha aggiunto che Begin è libero di
dichiarare quello che vuole, ma che il progetto di legge rimane nel
processo legislativo. Inoltre, secondo Israel Radio, il Ministro
dell’Agricoltura Yair Shamir (figlio dell’ex Primo Ministro Yitzhak
Shamir) e membro del partito di destra Yisrael Beiteinu, sta sostituendo
Benny Begin nel ruolo di soprintendente del Prawer Plan.

la polizia si prapara a caricare contro la manifestazione del 30-11
Secondo l’ONG israeliana Bimkom-Planners for Planning Rights, il Comitato
degli Affari degli Interni della Knesset si è riunito lunedì per discutere
su come procedere con la proposta di legge, nonostante il fatto che le
scuole e molti edifici pubblici a Gerusalemme fossero ancora chiusi a
causa della tempesta di neve. MK Miri Regev, che siede alla testa del
Comitato, ha confermato ciò che ha affermato Almog, insistendo sul fatto
che il governo non ha richiesto l’abbandono della proposta di legge.
Bimkom, che ha collaborato con i leader delle comunità beduine per
sviluppare un piano alternativo a quello del governo, continua a sostenere
che il piano attuale è discriminatorio e che l’unica soluzione sensata
sarebbe il riconoscimento dei diritti e delle terre dei beduini, in
accordo con il piano regolatore israeliano.
E’ importante notare che quando Benny Begin, il co-autore della proposta
di legge, giovedì scorso ha annunciato l’arresto del piano, lo ha fatto in
modo informale. L’annuncio di Begin è stato fatto nel contesto di una
conferenza stampa ufficiale tenutasi nel quartier generale del Ministero
della Difesa a Tel Aviv, da un podio con l’insegna del ministero del Primo
Ministro. La domanda è: come si posiziona il ministero del Primo Ministro
rispetto a questa faccenda? Come mai Netanyahu stesso non si è sbilanciato
su questa questione? C’è forse dietro qualche gioco?
– Aggiornamento, 18.05 (lunedì 16 dicembre): Haaretz riporta che
nonostante il ministero del Primo Ministro sia rimasto muto dall’annuncio
di Begin, voci ufficiali del ministero del Primo Ministro lunedì hanno
confermato una dichiarazione attribuita a Netanyahu, che esprime la
necessità di trovare una soluzione a questa questione importante per tutti
gli abitanti del Negev. Fonti ufficiali della Knesset hanno aggiunto che
sarebbe preferibile continuare ad apportare delle modifiche al piano di
legge attuale piuttosto che cestinarlo e ricominciare tutto da capo.
Quando settimana scorsa era stata diffusa la notizia secondo cui il piano
era stato bloccato, i cittadini beduini, i gruppi per i diritti umani e
gli altri oppositori al piano, tra cui anche dei parlamentari della
destra, avevano celebrato molto cautamente, definendola una vittoria,
visto che nessuno aveva creduto possibile l’abbandono del piano.
Ma come era stato fatto notare sul nostro sito, «il governo israeliano non
si era svegliato dal nulla decidendo di prendere sul serio le lamentele
dei suoi cittadini beduini.” Sembra che la notizia di oggi sia la prova
del fatto che la lotta contro il trasferimento delle comunità beduine
dalle loro case sarà ancora lunga e tortuosa.
Fonte: http://972mag.com/prawer-plan-may-not-be-shelved-after-all/83792/