2 Gennaio 2014 / Fonti: Samidoun Palestinian Prisoners Solidarity Network
– Bambini palestinesi rinchiusi in gabbie all’aperto durante tempeste
invernali
The Electronic Intifada ha riportato che Israele ha rinchiuso dei
prigionieri palestinesi, inclusi dei bambini, in gabbie all’aperto durante
le violente tempeste di neve che hanno colpito la regione il mese scorso.

“La pratica scioccante è stata rivelata in un comunicato di fine anno del
gruppo Public Committee Against Torture in Israel (PCATI) e discussa dal
parlamento israeliano, la Knesset, questa settimana. Pure descritta in una
lettera dell’ufficio del National Public Defender di Israele, la pratica è
andata avanti per mesi, ma sembra che ora sia stata sospesa.
La lettera del 16 dicembre indirizzata al capo dell’Israel Prison Service
(IPS) afferma che degli avvocati dell’ufficio del difensore pubblico sono
venuti a conoscenza di questa pratica durante una visita ufficiale al
carcere di Ramle dove dei prigionieri politici palestinesi, inclusi dei
bambini, vengono spesso trasferiti dalla West Bank violando le leggi
internazionali.”
Durante la visita di due di questi avvocati “che ha coinciso con la forte
tempesta che ha colpito il paese, gli avvocati hanno incontrato dei
prigionieri che hanno descritto una situazione scioccante: nel mezzo della
notte, decine di prigionieri sono stati trasferiti in gabbie di ferro
costruite fuori dall’edificio dal carcere di Ramle,” secondo quanto
riportato in una dichiarazione del difensore pubblico del 17 dicembre.
“In queste gabbie, che erano esposte al maltempo, hanno speso diverse ore
al freddo e sotto la pioggia, fino all’arrivo del trasporto che li ha
portati in tribunale verso le 6 del mattino,” secondo il rapporto.
Il rapporto afferma che la pratica è andata avanti per mesi, un fatto
“verificato durante altre visite e non negato dal servizio penitenziario
israeliano.”
Il difensore pubblico ha lanciato un ricorso di emergenza indirizzato a
vari organi ufficiali, incluso il Ministero della Giustizia, “in modo da
evitare un’altra notte di tale grave danno all’umanità.”La dichiarazione
sottolinea che alcuni dei prigionieri nelle gabbie erano “minorenni”,
bambini.
Il Jerusalem Post ha riportato che il 31 dicembre Tzipi Livni, ministra
della giustizia israeliana, “ha telefonato immediatamente al Ministro
della Pubblica Sicurezza Yitzhak Aharonovitch, dicendogli di sospendere
questa pratica.”
Se ne è discusso anche martedì al parlamento israeliano dove , secondo il
Jerusalem Post, “il comitato della Knesset ha affermato che le modalit�
dell’arresto e della detenzione dei bambini palestinesi violano la legge
israeliana riguardante il trattamento dei bambini.”
Il comunicato del PCATI sottolinea “con crescente preoccupazione e
condanna il fallimento di Israele nella protezione dei bambini palestinesi
di fronte a torture e maltrattamenti diretti ed indiretti.” Afferma
inoltre di aver ricevuto “decine di testimonianze di torture e
maltrattamenti su bambini negli ultimi 10 anni” e attualmente sta
lavorando sui casi di “bambini che si sono lamentati di torture e
maltrattamenti subiti da parte di soldati e altro personale israeliano
addetto agli interrogatori.”
Link articolo completo di The Electronic Intifada:
http://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/israel-put-palestinian-children-outdoor-cages-during-winter-storm
Fonte:
http://samidoun.ca/2014/01/palestinian-children-held-in-outdoor-cages-during-severe-winter-storm/
– I fratelli Badr cessano lo sciopero della fame dopo che è stato deciso
che verranno processati da un tribunale militare
Mohammed Badr, 25 anni, e Islam Badr, 20 anni, due palestinesi detenuti
nelle carceri israeliane, il 22 dicembre scorso hanno cessato lo sciopero
della fame durato 38 giorni, dopo essere stati rimossi dalla detenzione
amministrativa e trasferiti per essere processati.
Ma’an News ha riportato che le loro famiglie hanno spiegato che ora i due
fratelli verranno processati da un tribunale militare israeliano. I due
erano stati arrestati il 28 ottobre da delle forze israeliane in borghese
nel villaggio di Beit Liqya. Mohammed e Islam Baqr avevano iniziato uno
sciopero della fame a metà novembre per protestare contro la loro
detenzione amministrativa senza processo, ma hanno cessato lo sciopero
dopo essere giunti ad un accordo.

La loro famiglia ha detto all’Ahrar Center for Prisoners’Studies and Human
Rights che la detenzione amministrativa contro i due fratelli è stata
sospesa nell’ambito dell’accordo. La detenzione amministrativa è una
tattica usata per imprigionare un prigioniero senza accusa per lunghi
periodi di tempo. Thaer Abdu, l’altro prigioniero che era in sciopero
della fame con i due fratelli, continua il suo sciopero.
Fonte:
http://samidoun.ca/2014/01/badr-brothers-end-hunger-strike-after-being-charged-for-military-trial/
– Il prigioniero malato Ali Da’na in sciopero della fame da 29 giorni
Ali Fahmi Ibrahim Da’na, 35 anni, è in sciopero della fame da 29 giorni e
la sua salute sta peggiorando, secondo quanto ha riportato l’avvocato
Fares Ziad ad Addameer, associazione per il supporto ai prigionieri e i
diritti umani.
Ziad ha visitato Da’na nella clinica del carcere di Ramle, notando le sue
cattive condizioni di salute. Da’na in tre occasioni ha vomitato sangue e
continua a rifiutare i test medici. Da’na sta scioperando in protesta
contro la negligenza delle cure mediche dell’amministrazione carceraria.
Durante un incontro in cui gli ha chiesto di cessare lo sciopero della
fame, il direttore della sicurezza del carcere ha accettato alcune delle
richieste di Da’na, incluse le visite con sua madre e sua figlia, la fine
delle sanzioni nei suoi confronti per lo sciopero, il trasferimento nel
carcere di Hadarim come pure la fornitura di cure mediche per la sua
malattia. Ciononostante, un accordo non è stato concluso e sono in
programma altri incontri tra Da’na e l’amministrazione carceraria.
A seguito dell’annuncio dell’inizio dello sciopero della fame,
l’amministrazione del carcere ha vietato a Da’na le visite famigliari per
3 mesi, l’ha messo in isolamento per due settimane e lo ha multato. La
cella d’isolamento di Da’na è stata perquisita ogni ora durante la notte,
deprivandolo del sonno. Da’na è stato trasferito nell’ospedale di Ramle
dopo 14 giorni di sciopero della fame e isolamento, sofferente di
intorpidimento, spasmi muscolari e pressione sanguigna bassa.
Da’na soffre di problemi di salute, tra cui un’infiammazione cronica
dell’intestino crasso e costipazione cronica. Stava ricevendo le sue
medicine in modo regolare per questi due problemi di salute, ma il dottore
della prigione del Negev ha cancellato le sue ricette mediche per tre mesi
e le sue richieste di ricevere un trattamento o ricominciare le sue
medicine sono state rigettate.
A metà novembre 2013, mentre era detenuto nel carcere del Negev, Da’na ha
denunciato la clinica del carcere per avergli negato gli appuntamenti e la
fornitura delle medicine di cui necessita. Due giorni dopo un’unit�
speciale ha fatto irruzione nella sua cella saccheggiandola e
perquisendola. Il 3 dicembre ha iniziato il suo sciopero della fame ad
oltranza ed è stato trasferito in isolamento.
Da’na, di Ras al-Amud a Gerusalemme, era stato arrestato il 16 luglio 2003.
Fonte:
http://samidoun.ca/2014/01/palestinian-ill-prisoner-ali-dana-on-hunger-strike-for-29-days/