9 Gennaio 2014 | International Solidarity Movement | Palestina Occupata
Ieri, mercoledì 8 gennaio, verso le 11 del mattino a Khalil (Hebron), V. M. (attivista svizzero) e F. T. (attivista italiano) sono stati arrestati dalla polizia di frontiera israeliana. I due attivisti internazionali sono stati posti in stato di fermo mentre stavano tentando di fermare delle forze israeliane che stavano sparando dei proiettili veri e dei candelotti di gas lacrimogeni verso un gruppo di giovani e di bambini palestinesi che stavano lanciando delle pietre in direzione dei soldati. 
Le forze israeliane hanno accusato i due attivisti di aver tentato di aggredire un agente della polizia di frontiera e di ostruzione di un’azione militare. Entrambe gli attivisti sono impegnati in un lavoro di solidarietà non violenta.
Vincent e Fabio sono stati ammanettati e trasferiti alla stazione di polizia di Jaabara, dove sono rimasti ammanettati per oltre tre ore prima di poter contattare i loro rappresentanti legali.
I due attivisti sono apparsi davanti al tribunale di Hasharon questa mattina a Gerusalemme; sono stati scortati dalla polizia di frontiera israeliana e durante la notte sono rimasti ammanettati.
Quando sono arrivati al tribunale, sono stati scortati in diverse stanze prima di essere portati fuori dall’edificio senza vedere i propri avvocati. Vincent e Fabio sono stati portati nel centro di immigrazione dove sono iniziate le procedure di deportazione senza un’udienza.
Nonostante il giudice in un secondo momento abbia decretato che gli attivisti sono stati arrestati illegalmente, era troppo tardi per fermare il loro trasferimento al centro di immigrazione e fermare la loro deportazione. Gli attivisti al momento sono detenuti dalle forze israeliane, non si sa ancora per quanto prima che vengano espulsi dal paese.