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Nakba, la catastrofe, ciò che accadde quando le forze armate israeliane costrinsero oltre 750.000 persone a lasciare i luoghi che sarebbero poi diventatati lo stato di Israele. Sarebbero state anche di più se molte di esse non fossero state massacrate.
E’ successo ormai 66 anni fa e commemorare ciò che accadde, è proibito secondo la legge israeliana; ma nessuna legge può impedire alle persone – che sono ancora nello stato di rifugiati- di ricordare quei giorni terribili, le avversità, l’essere stati separati, in molti casi, dalle loro famiglie.
Molti hanno conservato – o le hanno lasciate in eredità ad altri – le chiavi delle case che furono costretti a lasciare: un simbolo importante del loro diritto al ritorno.
A Gaza circa il 75% della popolazione è composta di rifugiati o loro discendenti. Esistono ancora otto campi profughi.
E che cosa potrebbe essere più appropriato in questo giorno che cercare i ricordi qui tra loro?
In Shati-camp ho incontrato Miriam Abed al-Hameed, una donna di 85 anni con una mente lucida e devo ammettere, molto bella a dispetto degli anni. E’ infatti anche veloce nel dirmi che da giovane era bellissina ed io non ho alcun dubbio a rigurado.
Aveva solo diciannove anni quando i soldati arrivarono al suo villaggio, Hamama, che si trovava fra le odierne Ashkelon e Ashdod.
Gli ordini dell’IDF erano di espellere tutti i residenti, circa 5.000, spingendoli verso sud; di impedire loro di tornare, di far esplodere tutti gli edifici e minare il percorso.
Miriam afferma di ricordare ogni dettaglio del suo villaggio: i suoi uliveti, i vigneti, gli albicocchi, i fichi, i mandorli…tutto così diverso dal cemento e dal sovraffollamento del campo profughi in cui ci troviamo.
Mi racconta della strada che conduceva alla casa in cui viveva, i nomi dei loro vicini e quello che ha fatto il giorno in cui i soldati sono arrivati.
Miriam ricorda. E niente può cambiarlo, nessuna legge al mondo sarà mai in grado di impedirglielo.
I suoi racconti si tramandano, proprio come la chiave che ella conserva.
Charlie Andreasson, 15 Maggio 2014, Gaza – Palestina occupata
