16 giugno 2014 | International Solidarity Movement, Nablus team | Awarta, Palestina Occupata
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Intorno alle 2 del 15 giugno, i soldati israeliani hanno condotto un raid notturno nel villaggio di Awarta vicino a Nablus, che faceva parte di una serie di incursioni e chiusure effettuate dalle forze israeliane, in seguito alla scomparsa di tre giovani coloni israeliani vicino ad al-Khalil (Hebron). Testimoni palestinesi affermano che oltre 50 soldati israeliani hanno circondato il villaggio.
Durante l’operazione circa 20 militari israeliani hanno forzato l’ingresso, e hanno preso d’assalto la casa di Sameer Abu Shayb. Residenti palestinesi affermano che i soldati erano aggressivi e avevano il volto coperto. Sameer è stato quindi ammanettato e interrogato a casa sua per telefono da un comandante, per circa 15 minuti. Sameer non è stato accusato di alcun reato, ma è stato poi portato al di fuori, con gli occhi bendati, e rapito dalle forze israeliane.
Questa è la sesta volta che Sameer è stato imprigionato negli ultimi anni, per un totale di circa 6 mesi.
Non è mai stato formalmente accusato di un reato e non è mai stata presentata alcuna prova per giustificare le sue detenzioni ripetute. Sameer precedentemente gestiva un negozio di design grafico, ma è stato costretto a chiudere a causa di tali soprusi. Tre anni e mezzo fa, i soldati israeliani hanno fatto irruzione nel suo ufficio, rubato un computer e la macchina fotografica, e hanno rotto una stampante e altre merci. Il materiale rubato non è mai stato restituito, né Sameer ha ricevuto un indennizzo.
Durante la notte oltre 80 palestinesi sono stati rapiti dalle forze israeliane in Cisgiordania, in un’operazione che è stato descritto dall’Autorità palestinese come una forma di punizione collettiva.
