Continua la Pressione sui residenti della Firing Zone 918

24 giugno 2014 | Christian Peacemaker Teams | Colline a sud di Hebron, Palestina Occupata
http://palsolidarity.org
Il 15 maggio 2014, i tribunali israeliani hanno esteso il processo di mediazione tra l’esercito israeliano e i villaggi compresi nella Firing Zone 918 per altri tre mesi. L’esercito israeliano vuole utilizzare questa area per le esercitazioni.

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Le organizzazioni israeliane, palestinesi e internazionali per i diritti umani hanno condannato la dichiarazione di estromettere gli abitanti del villaggio come violazione del diritto internazionale, la quale vieta il trasferimento forzato della popolazione autoctona di un territorio occupato a meno che la potenza occupante voglia preservarla da un pericolo immediato.

Durante il periodo precedente la mediazione, la corte ha permesso la riabilitazione dei danni causati dal maltempo, così come l’accesso alla zona da parte di organizzazioni umanitarie internazionali. Come risultato, è stato possibile qualche sviluppo nella zona, nello specifico alle scuole di al-Fakheit e Jinba. Allo stesso tempo, come rivelato in un articolo pubblicato su Ha’aretz, ufficiali dell’esercito hanno ammesso di utilizzare le firing zones come mezzo per scoraggiare la crescita delle comunità palestinesi nell’Area C e per espellere i palestinesi dai luoghi dove avevano vissuto fin da prima dell’occupazione della Cisgiordania nel 1967.

Dall’8 giugno, l’esercito israeliano ha condotto esercitazioni in prossimità, e in una occasione, all’interno del villaggio di Jinba. Qualche settimana prima, l’esercito ha mosso con veicoli blindati sui campi palestinesi e vicino a Jinba Mirkez, danneggiando il loro raccolto.

I residenti di Jinba, hanno riferito a CPT di aver ricevuto una “soluzione” per la battaglia legale in corso da parte dell’esercito israeliano tramite il loro avvocato all’inizio di giugno. L’esercito ha chiesto che tutti i residenti palestinesi lascino volontariamente la zona per trenta mesi per permettere all’esercito israeliano di svolgere le sue esercitazioni militari. Dopo di che, i palestinesi potrebbero tornare alle loro case. Gli abitanti del villaggio hanno rifiutato l’offerta, affermando di non avere altro posto dove andare con tutto il loro bestiame. Anche se l’esercito gli avesse permessomdi rientrare, nessuno si sarebbe preso cura delle coltivazioni e degli allevamenti per i trenta mesi previsti.

L’esercito non ha chiesto ai coloni israeliani residenti nella zona di lasciare la Firing Zone 918.
trad. G.A.

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