29 agosto 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Kufr Qaddum
Un centinaio o più abitanti di Kufr Qaddum, accompagnati da attivisti internazionali e israeliani, hanno partecipato a una protesta regolare dopo la preghiera del venerdì.
Diverse ore prima che la manifestazione iniziasse, i giovani del villaggio hanno bloccato parte della strada principale del villaggio e monitorato il movimento dell’esercito israeliano, che si posiziona spesso, in mezzo alle case del villaggio e sulle colline circostanti, prima dell’inizio della protesta.
Il loro scopo è quello di disperdere i manifestanti. Sparano proiettili di gomma e gas lacrimogeni contro di loro da distanza ravvicinata e scattano foto dei manifestanti, per usarli come prove nei tribunali militari degli occupanti.
Quando siamo arrivati, poco prima di mezzogiorno, c’erano linee di sassi poste dagli abitanti del villaggio sulla strada poco prima che l’inizio della chiusura della strada abbia inizio. L’esercito israeliano era in pieno assetto dall’altra parte, con il bulldozer e veicoli dell’esercito visibili da dove eravamo.
Quello che succede di solito è che l’esercito israeliano inonda i manifestanti con gas lacrimogeni e proiettili di gomma e poi il bulldozer si muove, eliminando le linee di pietree, seguita dal veicolo che spruzza un maleodorante ‘skunk water’ contro i manifestanti e le case nella zona circostante.
Questa volta la routine è cambiata, in quanto il bulldozer dell’esercito si è rotto e l’esercito israeliano non poteva fare un’incursione nel villaggio. Invece, hanno inondato i manifestanti con ondate continue di gas lacrimogeni, mentre i giovani del villaggio hanno lanciato pietre contro di loro e ai loro veicoli mentre davano fuoco a pneumatici.
La strada principale del paese è stata chiusa nel 2002 per agevolare le esigenze dell’insediamento illegale di Kedumim, che è stato costruito intorno alla strada che collega Kufr Qaddum con la città di Nablus, situata 9 chilometri a est.
La chiusura è uno dei tanti esempi di interruzione della vita quotidiana palestinese per soddisfare le esigenze dei colonizzatori illegali e dell’esercito di occupazione. Esso separa gli abitanti dalle loro terre e fa si che Nablus sia raggiungibile solo tramite una deviazione lunga, che ha aumentato il tempo di percorrenza da 15 minuti fino a 40 minuti, triplicando il costo del viaggio.
Le proteste del venerdì a Kufr Qaddum hanno iniziato nel 2011, e sono diventati noti per l’estrema brutalità della risposta dell’esercito israeliano, con decine di persone che vengono ferite in tempi recenti dai proiettili di acciaio ricoperti di gomma e gas lacrimogeni sparati direttamente sui manifestanti. Abbiamo assistito a questo noi il venerdì, nonostante questa pratica viola le linee guida dello stesso esercito occupante.
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Inoltre negli ultimi mesi, decine di abitanti Kufr Qaddum sono stati arrestati per aver partecipato alle proteste, compresi bambini di 10 anni.
Quando stavamo rientrando verso Nablus dopo la manifestazione, abbiamo dovuto passare attraverso due posti di blocco israeliani, che non erano lì quando eravamo andati a Kufr Qaddum. Lunghe file di auto palestinesi sono state fatte attendere, avanzando lentamente nel caldo pomeriggio verso dove l’esercito bloccava la strada, per avere il loro ID controllata. Al secondo posto di controllo, tre soldati stavano controllando gli ID in riferimento a un foglio di carta che uno di loro mostrava, probabilmente con i nomi delle persone che stavano cercando. Il quarto soldato era in piedi sulla cima della vicina collina con la sua mitragliatrice pintata sulla fila di auto e il suo dito tristemente vicino al grilletto.



