Resistenza a Beit Ummar

Fonte: pagina FB di International Solidarity Movement
“Non vogliano che Israele trovi una scusa per toglierci terra”, ha detto un organizzatore della piantumazione di ulivi di sabato a Safa, accanto al
Villaggio palestinese di Beit Ummar.

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Sabato l’iniziativa del villaggio ha avuto successo con decine di ulivi piantati nella terra di una famiglia di agricoltori locali, in una qregione minacciata regolarmente dai coloni e dalla violenza militare. Beit Ummar ha lavorato ampiamente per poter coltivare la terra vicino all’insediamento illegale in modo che le forze israeliane non possono rivendicare la terra dichiarandola incolta e, quindi, rubandola dai villaggi contadini.

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Gli abitanti del villaggio dopo aver piantato gli olivi, accompagnati da numerosi giornalisti e volontari internazionali, hanno  viaggiato per il lato opposto del paese. Dall’altra parte di Beit Ummar, dove un recinto alto, sormontato da filo spinato,separa i campi del villaggio da una strada che contorna l’insediamento illegaledi Karmi Tzur. Prima una guardia di sicurezza colono, poi una jeep con quattro soldati, sono arrivati ​​per affrontarli. I manifestanti hanno scandito slogan mentre alcuni si arrampicavano sulla porta e mettevano bandiere palestinesi sui fili superiori.
Successivamente i soldati hanno aperto e sono saliti sul cancello per abbattere le bandiere. La guardia di sicurezza colono ha strappato un poster che un residente di Beit Ummar aveva messo sul cancello, gettando gli scarti in faccia ai manifestanti.

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Anche se le azioni di sabato  fortunatamente sono state  libere dala violenza di coloni e militari, Beit Ummar ha subito una serie di attacchi nel corso degli ultimi mesi, compresi i frequenti raid notturni violenti e decine di arresti. Il paese ha inoltre recentemente ricevuto una mappa tra cui la proposta di
tracciato di una strada colono subito un taglio attraverso il  territorio del villaggio, che porta da vicino Gush Etzion alla città di Halhul. Sabato gli organizzatori locali hanno dichiarato la fine della manifestazione prima che i soldati potessero usare le armi per disperdere i manifestanti; prima comjnque avevano assicurato tutti i presenti che sarebbero presto tornati per continuare a resistere agli attacchi contro il loro popolo e la loro terra.

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