Coloni dietro la protezione delle forze israeliane impediscono l’apertura dei negozi palestinesi

24 giugno 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Hebron, Palestina occupata

Verso le 8.30 di questa mattina sulla starda Shuhada a Hebron, sono arrivati coloni, soldati e poliziotti di frontiera israeliani , i coloni hanno montato una tenda per fare colazione proprio di fronte due negozi di proprietà di un palestinese e, sotto la protezione della polizia e dell’esercito di occupazione, sono rimasti davanti ai suoi negozi per circa tre ore e mezzo.

Il proprietario dei negozi, che si occupa di macinare il grano per ottenere farina, è Ghassan Azzedine Abu Hadid. HRC ha operato insieme a lui per facilitare la riapertura dei suoi due negozi ma a causa della presenza dei coloni gli è stato impedito di lavorare nelle sue due attività e procedere all’apertura.

Attivisti dell’International Solidarity Movement erano presenti e hanno chiesto a Ghassan una dichiarazione riguardo a quello che stava accadendo, lui ha risposto: “Non posso dire niente, voglio solo aprire i miei negozi e continuare il mio lavoro.”

Un volontario dell’ISM si è avvicinato alla polizia di frontiera israeliana, mentre i coloni erano ancora seduti di fronte ai negozi di Ghassan e ha chiesto se qualcuno di loro parlasse inglese, loro hanno risposto di no e hanno chiamato altri soldati per trovarne uno che conoscesse l’inglese. L’attivista ha quindi chiesto al soldato come mai fosse stata messa una tenda davanti ai negozi del palestinese, come mai i coloni fossero li e come mai fossero protetti dall’esercito e dalla polizia. Il soldato israeliano ha risposto “Questa è la vostra opinione. Noi siamo qui solo per proteggere i coloni.” L’attivista dell’ISM ha replicato: “Sai che il New York Times sta progettando di pubblicare un articolo che parla di come 70 negozi palestinesi sulla strada Shuhada ‘dovrebbero essere aperti’, ma di come in realtà non sia così” (l’attivista indica la tenda dei coloni sottolineando come quella impedisca ai negozi del negoziante palestinese di aprire) a quel punto il soldato israeliano ha risposto: “OK … lascia che ti dica cosa fanno per noi gli arabi.” Ma in quel momento un gruppo di soldati che si trovavano dall’altra parte della strada ha urlato verso quelli che parlavano con gli attivisti, e si suppone che li abbiano invitati a non intrattenersi con gli attivisti perchè la conversazione si è conclusa li.

Verso le 12:00, la maggior parte dei coloni ha fatto ritorno alla colonia illegale di Beit Hadassah. Solo un colono è rimasto per imballare la tenda e le sedie, con l’aiuto dell’esercito israeliano.

Un altro proprietario di negozio palestinese, che desidera rimanere anonimo, ha dichiarato agli attivisti dell’ISM: “Questa non è la prima volta che i coloni e i soldati israeliani fanno così, hanno preso di mira questi due negozi in particolare perché sono sempre aperti. I coloni hanno immaginato che il proprietario avrebbe aperto e si sono fatti trovare li davanti sotto la tenda”. Riguardo la recente notizia dei 70 negozi palestinesi aperti sulla strada Shuhada ha affermato che si tratta di “una trovata pubblicitaria israeliana”.

E ‘importante notare che senza la presenza dei soldati israeliani e della polizia di frontiera i coloni non sarebbero stati in grado di montare la tenda davanti ai negozi di Ghassan e rimanervi. Questo evento è stato chiaramente progettato da coloni in collaborazione con le forze israeliane.

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