24 Marzo 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, West Bank occupata
La mattina del 24 marzo, intorno alle 8.30 del mattino, due giovani palestinesi, Ramzi Aziz al-Qasrawi, 21 anni, e Abed al-Fattah Yusri al-Sharif, 21 anni, sono stati colpiti a morte dalle forze israeliane dopo un presunto tentativo di accoltellamento nel quartiere palestinese di Tel Rumeida. Tel Rumeida è anche sede di un gran numero di violenti coloni israeliani illegali. Dal 1 ° novembre 2015 l’area stessa è stata considerata una ‘zona militare chiusa’ da parte dell’esercito israeliano che rende il documentare ciò che accade dentro l’area, estremamente difficile per chiunque non sia parte dell’esercito israeliano.

Intorno alle 08:30, sei colpi di pistola sono stati sentiti dalle pareti degli edifici vicini. Poco dopo aver sentito i colpi è stato confermato che due giovani palestinesi erano stati colpiti dall’esercito israeliano occupante vicino alla colonia illegale di Tel Rumeida. Alla ambulanza della Mezzaluna Rossa Palestinese è stato impedito di raggiungere i due uomini per offrire loro assistenza medica, mentre il soldato leggermente ferito è stato visto anche da medici israeliani immediatamente, mentre i giovani palestinesi sono stati lasciati stesi a terra in lotta per la loro vita.

A Palestinesi e attivisti internazionali per i diritti umani è stato impedito di avvicinarsi alla scena, mentre ai coloni israeliani illegali, compreso il notoriamente rinomato autista dell’ambulanza Ofer, è stato permesso di camminare liberamente tra le due vittime, pesantemente armati e ripresi dai loro dispositivi mobili.
Il noto colono Ofer, che gestisce il proprio canale youtube raffigurante delle riprese di palestinesi e che guida anche un’ambulanza israeliana, non è un medico e non è mai stato visto prestare il primo soccorso a qualsiasi delle vittime palestinesi, invece nelle riprese, ride con i soldati e dirige i soldati verso ciò che dovrebbero fare (anche se lui non è in alcun modo parte dei militari) ed è stato uno dei primi sulla scena di oggi.

Un testimone oculare alla sparatoria ha riferito che come uno degli uomini palestinesi che stava morendo a terra si è mosso, questo ha spinto la risposta di uno dei coloni illegali sulla scena a chiedere a un soldato di sparargli – una richiesta che il soldato ha eseguito sparandogli alla testa a bruciapelo. Come si può vedere in questo video, l’uomo palestinese disarmato non presentava una minaccia per nessuno – rendendo così il suo assassinio a sangue freddo una esecuzione extragiudiziale.
*** Attenzione, il seguente video contiene materiale estremamente grafico. Un soldato è visto nell’esecuzione di uno degli uomini palestinesi a 01:52 *** Video-credito: B’Tselem
Data l’impunità che l’esercito israeliano riceve dal proprio governo per quanto riguarda l’uccisione di palestinesi, è dubbio che accuse o addirittura una indagine siano imminenti.
Le azioni intraprese dall’esercito israeliano in quasi tutti i casi di tentativi di accoltellamento riportati mettono in discussione l’uso eccessivo della forza che viene spesso utilizzato sui palestinesi, l’uso della forza che non è solo ritenuto accettabile dal governo israeliano e militare, ma incoraggiato. Con l’addestramento militare che i soldati ricevono, si potrebbe pensare che il soldato sarebbe stato in grado di disarmare l’attaccante, piuttosto che sparare per uccidere.

Il coltello che è stato trovato, privo di sangue
Nelle ultime due settimane, altri cinque uomini palestinesi dalla città di Hebron sono stati uccisi dalle forze di occupazione.
Il 14 marzo Qasem Farid Jaber (31 anni) e Ameer Fuad al-Junaidi (22 anni) sono stati uccisi dalle forze israeliane dopo il presunto aprire il fuoco verso i soldati nella zona vicino all’insediamento illegale di Kiryat Arba. Nessuna prova di questo è stata trovata e non ci sono soldati rimasti feriti. Circa mezz’ora dopol’esecuzione dei due giovani, il 18enne Yousif Walid Tarayra è stato colpito a morte dalle forze israeliane dopo aver presumibilmente mandato con forza la sua auto verso i soldati, colpendo tre di loro. Non ci sono soldatiche siano stati segnalati come feriti.
Il 18 marzo Mahmoud Ahmad Abu Fanunah di 21 anni da Hebron è stato ucciso all’incrocio Gush Etzion a 17 chilometri da Hebron. E’ uscito dalla sua auto vicino all’incrocio ed è stato subito colpito in quello che i soldati hanno descritto come “sventare” il presunto attacco. Nessun coltello è stato trovato sulla scena.
Il 19 marzo, Abdullah Muhammad al-Ajloini di 18 anni è stato colpito e lasciato morire dissanguato al Queitun Checkpoint a Hebron. Testimoni hanno detto che i soldati hanno “inondato” al-Ajlouni di proiettili, aggiungendo che le forze israeliane avevano chiuso tutti gli ingressi alla moschea Ibrahimi nella città vecchia di Hebron dopo l’attacco.
Con la condanna proveniente dagli alleati di Israele nel mondo contro i palestinesi che commettono gli attacchi con coltello, perchè la comunità internazionale non si cura di indagare sulle circostanze per spiegare perché in quasi tutti i casi, il palestinese è gravemente ferito e prevalentemente lasciato morire senza che vengano offerte cure mediche? Sembra che il trattamento medico è un altro diritto umano negato ai palestinesi che vivono la vita sotto l’occupazione.