Il rilascio di un assassino a sangue freddo illustra il razzismo della società israeliana

23 aprile 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Ieri, Elor Azraya, un soldato dell’esercito israeliano, tristemente noto per l’esecuzione extragiudiziale di Abed al-Fattah al-Sharif nella occupata al-Khalil (Hebron), è stato rilasciato per poter celebrare la festa ebraica di Pessah con la sua famiglia.

Elor Azraya welcomed home

Elor Azraya accolto a casa

Abed al-Fattah al-Sharif, 21 anni, era steso a terra immobile dopo quello che le forze israeliane dicono che sia stato un attacco al coltello esguito da lui e da Ramzi al-Qasrawi contro i soldati israeliani di stanza al checkpoint Gilbert nel quartiere Tel Rumeida della occupata al-Khalil. In un video che è stato fatto dal difensore dei diritti umani Emad Abu Shamsiya, che da allora ha ricevuto minacce di morte dai coloni, Elor Azraya può essere visto inclinare il fucile e giustiziare Abed al-Fattah con un colpo alla testa. Con  sangue e materia cerebrale che  inizia a uscire dalla ferita alla testa, è ovvio che Abed al-Fattah era ancora vivo quando viene giustiziato a sangue freddo da Elor Azraya.
*** ATTENZIONE *** il seguente video contiene materiale estremamente grafico. Si vede un soldato  nell’esecuzione di uno degli uomini palestinesi a 1:52. Video-credit: Emad Abu Shamsiya.

Il quartiere di Tel Rumeida e la piccola striscia di Shuhada Street, dove i palestinesi hanno ancora il ‘permesso’ di camminare dopo il massacro del 1994 alla Ibrahimi Mosque, sono stati dichiarati una ‘zona militare chiusa’ dal 1 Novembre 2015 in un atto di punizione collettiva contro l’intera popolazione palestinese. L’aumento di umilianti e razzisti ‘security-control “verso  i residenti palestinesi da parte delle forze israeliane, va di pari passo con la disumanizzazione di questi residenti, con l’introduzione di un sistema numerico, dove ogni residente palestinese ha avuto assegnato un numero con cui lui o lei viene denominato. Quando si passa ed essere controllato in uno degli innumerevoli posti di blocco che un residente palestinese deve passare per entrare, i soldati verificano se essi sono registrati e residenti numerati. Allo stesso tempo, i coloni israeliani degli insediamenti illegali sono autorizzati liberamente e senza problemi, a girare per le strade, a prescindere dal fatto che in realtà siano residenti in questo settore.
L’approvazione e il sostegno che Elor Azraya sta ricevendo sia dai suoi compagni (come può essere visto nel video in cui loro nemmeno battono ciglio quando viene giustiziato Abed al-Fattah) che dai coloni, rispecchia il grande sostegno di cui gode da parte della maggioranza della popolazione israeliana . Al suo arrivo a casa, Elor Azraya è stato ricevuto come un eroe con una grande festa. L’esercito israeliano chiaramente promuove una cultura in cui le esecuzioni extragiudiziali e un uso eccessivo della forza contro i palestinesi sono considerati ‘lodevole’, ‘normale’ e anche ‘eroismo’; che è approvata non solo dalla politica israeliana, ma anche dalla società, e sta diventando così parte integrante della società israeliana.

In varie manifestazioni in favore di questa esecuzione a sangue freddo, i manifestanti israeliani sono stati visti con cartelli che chiedono di ‘uccidere tutti’ – applaudendo non solo l’esecuzione atroce di Abed al-Fattah, ma invitando tutti a uccidere tutti i palestinesi – un chiaro invito per la pulizia etnica e genocidio, dei palestinesi. Queste manifestazioni hanno attirato centinaia di israeliani, e non hanno ricevuto una condanna da parte del pubblico israeliano o del governo.

Banner calling for the erasure of the Palestinian people Photo credit: AFP

Manifesto che chiede la cancellazione del popolo palestinese Photo credit: AFP

Mentre Elor Azraya è stato rilasciato fino a Domenica, il corpo di Abed al-Fattah è ancora detenuto dal governo israeliano in una pratica in cui il governo israeliano tiene in ostaggio i corpi di palestinesi accusati di tentare di danneggiare le forze israeliane o i coloni. Come Abed al-Fattah al-Sharif, molti famiglie palestinesi si vedono quindi negato il diritto di seppellire i loro cari e ne piangono la scomparsa. Le famiglie di questi palestinesi e i loro sostenitori hanno protestato contro questa tattica disumana, per chiedere la liberazione dei corpi.
In un ambiente che sostiene e autorizza l’uccisione extragiudiziale di un (palestinese) essere umano sdraiato inabile a terra – che chiaramente non presenta  una minaccia per nessuno – non viene come una grande sorpresa che Elor Azraya sia stato rilasciato ‘per celebrare Pessah con la sua famiglia’. L’accusa per l’assassinio efferato di Abed al-Fattah era già stata ridotta a ‘omicidio’, nonostante il racconto e la evidente ripresa video. Il suo rilascio, senza alcuna conseguenza, per l’esecuzione di un palestinese così chiaramente ripreso dalla macchina fotografica, non è solo un altro segno di quanto l’apartheid dell’occupazione israeliana della Palestina sia a sangue freddo, razzista e disumano; ma anche di come l’ ‘unica democrazia del Medio Oriente’ non ha visibilmente alcun riguardo o piuttosto un totale disprezzo per i diritti umani, lo stato di diritto o anche della vita umana – fintanto che è la vita palestinese.

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