By Nina Larsson 22 Giugno 2012 | International Solidarity Movement, West Bank
Venerdì, 22 giugno, diverse centinaia di palestinesi e attivisti internazionali si sono raccolti a Susya per una dimostrazione contro gli ordini di demolizione imposti alla comunità locale. All’inizio di questa settimana, Israele ha emesso delle ordinanze che minacciano di demolire l’intero villaggio di Susya, nel sud della West Bank.

Almeno 5 autobus pieni ed anche auto private, taxi e mezzi di comunicazione, sono arrivati a Susya per partecipare alla manifestazione del Venerdì mattina. Tra di loro c’erano parecchie organizzazzioni per i diritti umani e per la solidarietà. Uno di questi gruppi includeva drum-attori e clown che danno performance spontanee.
Sono arrivati subito esercito israeliano, polizia di frontiera, e polizia: hanno cominciato a sparare bombe sonore e gas lacrimogeni sulla protesta pacifica. Militari israeliani hanno tentato di arrestare un uomo palestinese, ma è stato strappato alla polizia daglialtri manifestanti. Quando i dimostranti hanno formato una catena umana, i soldati si sono subito avvicinati in modo violento contro di loro. La manifestazione è durata circa 4 ore.
All’inizio di questa settimana, gli ordini di demolizione sono stati emessi per oltre 50 strutture che si aggiungono ai numerosi ordini di demolizione dati in precedenza. Gli ordini riguardano per la maggior parte Susya, includendo non solo abitazioni, ma anche ricoveri animali, cisterne per l’acqua, un asilo, una clinica medica, e il sistema elettrico ad energia solare.
Nina Larsson è una volontaria con l’International Solidarity Movement (il nome è stato cambiato)