Preavviso  delle forze israeliane: un Palestinese, morto da 22 anni, è segnalato per gli interrogatori

12 lug 2016 | International Solidarity Movement, al-Quds team | Kufr Malik, Palestina occupata
Il 9 luglio alle 4:00 del mattino, la famiglia Be’rat si è svegliata per trovare i soldati israeliani che battevano alla porta della loro casa a Kufr Malik, chiedendo che Jihad, il figlio di Mohammed Tawfik e Nadia Mustafa, si presentasse per gli interrogatori. Jihad, tuttavia, è scomparso venti due anni fa, prima di raggiungere l’età di quindici giorni.
beit furik
Le forze israeliane hanno chiesto che tutti in casa mostrassero una qualche forma di identificazione, compresi i bambini, e hanno continuato a chiedere di Jihad. Dopo aver spiegato la situazione ai soldati, alla madre di Jihad è stato chiesto di presentare il certificato di morte del figlio come prova.

“Hanno fatto aprire il mio cuore e mi hanno detto fatto ricordare mio figlio”, ha detto Nadia dell’esperienza. I soldati non hanno restituito il certificato di morte. I bambini, anche se abbastanza  abituati alle incursioni israeliane nel villaggio, sono stati traumatizzati anche da questo evento.

Questo particolare evento serve come esempio dei metodi arbitrari e indiscriminati dei militari israeliani nella loro selezione e nella ricerca  dei “sospetti”. Il caso mette in luce anche l’assoluta mancanza di diritti legali che coloro che vivono sotto l’occupazione hanno, visto che i palestinesi sono sempre considerati colpevoli fino a prova contraria, e le accuse sono depositate a prescindere dal fatto se uno è già morto o è in carcere.
Secondo il gruppo per i diritti dei prigionieri palestinesi Adameer, attualmente ci sono almeno sette mila prigionieri politici nelle carceri israeliane. Oltre 400 di questi prigionieri sono bambini. Degli arrestati, alcuni dopo essere stati informati immediatamente del crimine che sono accusati di aver commesso, molti non sono mai informati delle accuse specifiche. La politica israeliana di detenzione amministrativa consente alle forze di occupazione di arrestare palestinesi senza accusa e tenerli per un periodo di sei mesi infinitamente rinnovabile. Oltre settecento palestinesi sono attualmente detenuti senza accusa in detenzione amministrativa.
Consegnato alle 4:00 del mattino, il documento israeliano chiede che il membro defunto della famiglia Be’rat si presenti per l’interrogazione

This entry was posted in info and tagged , . Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *