24 ottobre 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team| Hebron, Palestina occupata
Immaginate di essere un bambino di otto anni, un ragazzino, che a piedi va a scuola,
e come ci arriva vicino, vicino al posto di blocco dove devi passare tutti i giorni,
ci sono jeep dell’esercito ovunque, chiudendo lo spazio tra il posto di blocco e il cancello.
Bisogna schiacciarsi tra la jeep e il muro, da un lato, o schiacciarsi tra le due jeep,
solo per passare il posto di blocco, solo uno degli ostacoli installati dalle forze israeliane,
come un promemoria di tutti i giorni di chi sia l’occupato, il ‘meno umano’,
la gente che l’esercito di occupazione sta cercando così assiduamente di spostare.
Il tuo unico difetto: essere nato palestinese.
O il ragazzo, che vive vicino alla colonia, utilizzata per la presenza ubiquitaria,
di coloni del vicino insediamento illegale, costruito sul terreno di famiglia,
di soldati occupanti pesantemente armati , con l’unico dovere di proteggere i coloni.
La torre militare in cima alla vostra casa di famiglia, il vostro ‘luogo sicuro’,
un promemoria quotidiano della occupazione viziosa.
Il tuo unico difetto: essere nato palestinese
Cresciuto sotto l’occupazione, nulla è normale.
Tutto è normale. Un esercito straniero ti sveglia durante la notte,
il giorno prima di un esame importante, trascinando via tuo fratello,
nel buio della notte. Normale.
Normale non è normale, anormale è normale. L’occupazione è ‘normale’.
Tenuto conto di questa normalità, sulla strada per la scuola, due dozzine di soldati,
jeep dell’esercito e cancelli militari che bloccano la strada. Normale.
Vai allegramente a scuola a piedi, in attesa di incontrare gli amici.
Il tuo unico difetto: essere nato palestinese
Immaginate di essere in prima elementare, sulla strada per la scuola, con la paura.
I coloni dagli insediamenti illegali, che hanno già picchiato tuo fratello maggiore.
La sua colpa: essere nato palestinese,
osando giocare fuori della propria casa in una festa ebraica.
Il sempre presente esercito di occupazione: a guardare. Impedire a un’ambulanza di raggiungere tuo fratello.
“Niente auto palestinesi su questa strada”.
Con molti coloni e soldati in strada, la strada per la scuola sembra impossibile da fare.
La strada per la scuola, a soli due minuti, sembra improvvisamente a un’ora.
Ancora in piedi sulla porta, incerto se la cosa è fattibile oggi.
Tutta la presenza dell’esercito – lasciano appena le prime melodie del suono Inno nazionale,
segna l’inizio della giornata di scuola. La presenza dell’esercito, solo per l’intimidazione?
Per intimidire scolaresche, nel loro cammino verso la scuola,
per ottenere una formazione nonostante l’occupazione.
L’inno nazionale, suonando la resistenza, la fermezza del popolo palestinese.
Suonando l’illegalità del furto di terra israeliano, le palesi violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra.
Suonando la volontà dei palestinesi di non essere de-umanizzati, distrutti, cancellati.