Al Aqaba è un villaggio situato a poche decine di km a nord di Nablus, conta ormai solamente 300 abitanti circa perchè il resto della popolazione è emigrata in Giordania.
Giunti nel villaggio siamo stati accolti dal Sindaco del paese, Haj Sami Sadiq, un uomo di circa 50 anni sulla sedia a rotelle. Ci racconta che all’eta di 16 anni i soldati israeliani gli hanno sparato alle gambe ed al cuore ma ciò nonostante si è salvato.
Il villaggio è circondato da 3 campi militari e regolarmente i soldati lo usano come fosse una base di addestramento incutendo notevole paura negli abitanti, i quali si trovano a dover vivere in un paese in cui le strade sono disseminate di munizioni di armi da guerra.
I soldati israeliani hanno piu volte distrutto e chiuso la strada principale che collega il paese alla Valle del Giordano, Al-Salam Street, l’ultima volta il 18 aprile di quest’anno. Oltre alla strada, sono state distrutte numerose abitazioni e nuovi ordini di distruzione sono stati emessi. Gli abitanti si sono piu volte appellati all’Alta Corte ma l’insieme delle pratiche è troppo costosa per una popolazione il cui principale mezzo di sostentamento e l’agricoltura e l’allevamento.
Al Aqaba si trova nell’area C, sotto totale controllo israeliano, e agli abitanti è proibito costruire qualsiasi struttura o servizio ad uso civile: scuole, abitazioni e persino una rete idrica. Sono infatti costretti a comprare l’acqua, che tengono in grossi container, a prezzi elevati da compagnie israeliane.
Sami nel salutarci ci ha detto: “Vi prego, raccontate a chiunque nel vostro paese e nel mondo intero come siamo costretti a vivere nel nostro villaggio. Chiunque voglia venire a visitare Al Aqaba è nostro ospite, noi vogliamo soltanto vivere in pace”.
Al-rabìa Entespil
