“Abbiamo lasciato soli i bambini”: Guardiola condanna il silenzio globale su Gaza

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30 gennaio 2026 
Pep Guardiola ha espresso solidarietà ai palestinesi durante un concerto a Barcellona, ​​condannando l’inazione globale e avvertendo che i bambini di Gaza sono stati abbandonati dalla comunità internazionale.

Pep Guardiola parla a sostegno della Palestina durante la campagna di beneficenza “Per la Palestina” a Barcellona. (Immagini: Social Media, UN News. Design: PC)

Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, ha rinnovato il suo sostegno pubblico alla Palestina durante un evento di beneficenza tenutosi giovedì a Barcellona, ​​pronunciando un discorso che criticava duramente l’inazione globale e definiva la sofferenza di Gaza un fallimento morale e umanitario.

Guardiola è intervenuto al “Concerto per la Palestina”, tenutosi al Palau Sant Jordi di Barcellona nell’ambito della campagna Act x Palestine, un’iniziativa sostenuta da organizzazioni palestinesi per i diritti umani e da gruppi della società civile europea.

Salito sul palco indossando una kefiah palestinese, Guardiola si è rivolto a migliaia di partecipanti, esprimendo solidarietà ai palestinesi e alle persone oppresse in tutto il mondo.

“Siamo al fianco degli oppressi”, ha detto Guardiola. “Oggi siamo al fianco della Palestina, non solo della Palestina, ma di tutte le giuste cause. Questa è una dichiarazione per la Palestina e una dichiarazione per l’umanità”.

“Abbiamo abbandonato i bambini”

Le dichiarazioni di Guardiola si sono concentrate in particolare sull’impatto della guerra israeliana sui bambini di Gaza. Ha descritto il filmato di un bambino che si filmava tra le macerie, gridando il nome della madre senza capire cosa fosse successo.

“Penso sempre a cosa devono pensare i bambini”, ha detto Guardiola. “Li abbiamo lasciati soli, abbandonati”.

Ha immaginato i bambini che invocavano aiuto al mondo, aggiungendo: “Li immagino mentre dicono: ‘Dove siete? Venite ad aiutarci’. E finora, anche adesso, non l’abbiamo fatto”.

Guardiola ha criticato duramente i leader internazionali per non aver agito, suggerendo che il silenzio e l’inazione favoriscono la continuazione della violenza.

“Ciò che le bombe vogliono causare è il silenzio e farci voltare dall’altra parte”, ha detto. “Questo è il loro unico obiettivo. Ed è a questo che dobbiamo resistere”.

Ha invitato le persone a impegnarsi e a mostrare solidarietà, sottolineando che anche la presenza e il sostegno pubblico sono importanti di fronte ai tentativi di normalizzare la violenza.

Responsabilità condivisa

Tracciando parallelismi storici, Guardiola ha fatto riferimento al bombardamento di Barcellona del 1938, sottolineando che città come Barcellona, ​​Londra e Parigi capiscono cosa significhi soffrire sotto i bombardamenti aerei.

Ha affermato che schierarsi oggi dalla parte dei palestinesi riflette una più ampia responsabilità umana di schierarsi dalla parte dei più deboli, descrivendo la Palestina come simbolo di una più ampia lotta per la giustizia.

Il concerto, che ha attirato circa 12.000 spettatori, ha visto esibirsi diversi artisti e ha raccolto fondi per iniziative culturali palestinesi, tra cui il Palestinian Performing Arts Network.

Guardiola si è già espresso a sostegno della Palestina, con appelli a sostegno di partite di beneficenza e dichiarazioni pubbliche di condanna della guerra israeliana a Gaza ed espressione di profondo scetticismo nei confronti dei leader mondiali.

Ha ripetutamente sostenuto che i palestinesi vengono puniti per circostanze al di fuori del loro controllo, avvertendo che il danno morale causato dall’indifferenza globale è profondo e duraturo.

La guerra genocida di Israele contro Gaza, lanciata nell’ottobre 2023, ha ucciso più di 71.000 palestinesi, in maggioranza donne e bambini, e ne ha feriti oltre 171.000, secondo fonti palestinesi e internazionali.

L’attacco ha devastato circa il 90% delle infrastrutture civili di Gaza, inclusi ospedali, scuole, università e luoghi di culto. Le Nazioni Unite hanno stimato il costo della ricostruzione a quasi 70 miliardi di dollari, mentre esperti legali internazionali e funzionari delle Nazioni Unite hanno avvertito che le azioni di Israele potrebbero costituire un genocidio secondo il diritto internazionale.

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