Numbers Are In: Israeli Army Data Reveals Americans, Europeans and Arabs in Its Ranks – Palestine Chronicle
By Palestine Chronicle Staff 14 febbraio 2026
I dati militari israeliani identificano oltre 50.000 cittadini stranieri, tra cui cittadini occidentali e arabi, che prestano servizio durante il genocidio di Gaza.
Sviluppi principali
– Le cifre israeliane mostrano che oltre 50.000 soldati possiedono una cittadinanza straniera oltre a quella israeliana.
– I contingenti più numerosi provengono dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Russia, insieme a numerosi stati europei.
– I gruppi per i diritti umani chiedono indagini secondo le leggi sulla giurisdizione universale sulla condotta della guerra a Gaza.
– Denunce legali sono già state presentate in Canada, Belgio e Gran Bretagna contro i sospetti crimini di guerra.
Una dettagliata suddivisione per nazionalità
I dati militari israeliani recentemente divulgati hanno rivelato l’ampia composizione multinazionale delle sue forze armate, con 50.632 soldati che detengono almeno una nazionalità straniera oltre a quella israeliana.
Secondo le cifre pubblicate da Yedioth Ahronoth e dettagliate in reportage regionali, il contingente più numeroso è costituito da 12.135 cittadini statunitensi. Seguono 6.127 cittadini francesi e 5.067 cittadini russi.
I dati registrano inoltre 3.901 cittadini tedeschi, 3.210 cittadini ucraini, 1.686 cittadini britannici e 1.675 cittadini rumeni in servizio nell’esercito.
Altre cifre elencano 1.207 cittadini statunitensi con doppia o multipla cittadinanza, 337 cittadini francesi con doppia o multipla cittadinanza, 102 cittadini russi con doppia o multipla cittadinanza, 292 cittadini tedeschi con doppia o multipla cittadinanza e 56 cittadini ucraini con doppia o multipla cittadinanza.
La lista include anche reclute provenienti dalla Polonia, dal Canada e da diversi paesi dell’America Latina, insieme a numeri più ridotti di persone con nazionalità araba, tra cui Yemen, Tunisia, Libano, Siria e Algeria.
Oltre allo status di doppia cittadinanza, i dati mostrano che 4.440 soldati possiedono due ulteriori cittadinanze straniere, mentre 162 soldati ne possiedono tre o più.
La pubblicazione rappresenta una delle divulgazioni ufficiali più dettagliate che illustrano la portata globale del reclutamento nell’esercito israeliano in Nord America, Europa e altre regioni.
Il ruolo dei cittadini stranieri durante la guerra di Gaza
La presenza di cittadini stranieri ha acquisito particolare rilevanza a seguito dell’inizio della guerra genocida di Israele su Gaza nell’ottobre 2023, durante la quale decine di migliaia di soldati con doppia o multipla cittadinanza hanno partecipato alle operazioni militari.
La composizione multinazionale indica che il conflitto si estende oltre il supporto diplomatico e militare, coinvolgendo direttamente cittadini di numerosi paesi nelle attività di combattimento.
Ciò ha intensificato il controllo sulla possibilità che singoli individui possano essere ritenuti personalmente responsabili di crimini per azioni compiute durante la guerra.
Crescente controllo legale
Gli esperti legali affermano che la partecipazione di cittadini stranieri apre la porta a procedimenti penali secondo il principio della giurisdizione universale, permettendo ai tribunali di perseguire sospetti crimini di guerra indipendentemente dalla nazionalità o dalla localizzazione.
Organizzazioni internazionali, tra cui Human Rights Watch e Amnesty International, hanno chiesto indagini indipendenti e sollecitato i governi a esaminare il comportamento dei propri cittadini che hanno partecipato al conflitto.
Diversi paesi hanno già assistito a azioni legali. La polizia federale canadese ha aperto indagini su sospetti crimini di guerra che si ritiene coinvolgano riservisti con doppia cittadinanza. In Belgio e nel Regno Unito, organizzazioni per i diritti umani hanno presentato denunce davanti alle autorità nazionali e alla Corte Penale Internazionale, prendendo di mira centinaia di individui, inclusi cittadini europei.
Implicazioni politiche
Le rivelazioni mettono sotto crescente pressione i governi occidentali, poiché molti forniscono supporto politico e militare a Israele affrontando anche potenziali obblighi legali nei confronti dei loro cittadini in servizio all’estero.
La questione complica le posizioni diplomatiche, in particolare nei paesi la cui legge interna limita la partecipazione alle forze armate straniere o impone la persecuzione di gravi crimini internazionali.
Secondo le autorità palestinesi, più di 72.000 palestinesi sono stati uccisi da ottobre 2023 e oltre 171.000 feriti, mentre circa il 90% delle infrastrutture civili è stato distrutto.
Le organizzazioni per i diritti umani affermano che gli sforzi in corso per la documentazione e i casi legali probabilmente si amplieranno man mano che emergono prove del conflitto.
(Media israeliani, PC, AJA, QNN)