5 aprile 2026
Le ultime indagini confermano che la spedizione di MSC destinata a Israele, composta da otto container di acciaio legato di grado militare, è già stata scaricata nel porto di Abu Qir, in Egitto, ed è attualmente in attesa di essere trasbordata, con data prevista per l’8 aprile 2026, ma soggetta a possibili modifiche.
Il coinvolgimento in qualsiasi aspetto della fornitura di materiale militare a Israele, mentre quest’ultimo perpetra un genocidio contro i palestinesi a Gaza, per non parlare dei decenni di occupazione militare e apartheid, può costituire una grave violazione del diritto internazionale, inclusa la Convenzione sul genocidio.
L’acciaio proviene da R L Steels & Energy Limited (Aurangabad, India) ed è destinato a Banyan Group International (Israele), una società che opera come intermediario per gli acquisti nel settore militare israeliano. I dati disponibili, le informazioni commerciali e doganali e i precedenti modelli di spedizione indicano che la destinazione finale di questi materiali sono gli impianti di produzione di armi della IMI Systems (Elbit Systems Land) a Ramat Hasharon, il principale produttore israeliano di munizioni, la cui produzione è esclusivamente militare e non destinata al mercato civile.
Il carico, trasportato a bordo della MSC Danit da Nhava Sheva, in India, è stato scaricato nel porto egiziano di Abu Qir il 23 marzo. In base alle rotte consolidate e ai dati di programmazione disponibili, si prevede che la spedizione proseguirà il suo trasporto dal territorio egiziano, con le informazioni attuali che indicano che dovrebbe essere caricata sulla Valor intorno all’8 aprile. Le prove esaminate, inclusi i dati di spedizione, doganali e commerciali, indicano che la spedizione in questione è stata scaricata in Egitto ed è destinata a Israele.
Diverse partite di acciaio legato sono attualmente in transito attraverso i porti del Mediterraneo nell’ambito di un percorso a due navi operato da MSC: una nave trasporta il carico dall’India al Mediterraneo e una seconda nave porta i container in Israele.
Questa spedizione fa parte di una serie più ampia di almeno quattro spedizioni in transito attraverso i porti del Mediterraneo. Al momento della stesura di questo testo, tre di queste quattro spedizioni – provenienti dall’India e collegate alla stessa catena di approvvigionamento – sono state fermate per accertamenti dalle autorità italiane. Sono state intraprese anche altre azioni contro queste spedizioni: la Spagna ha negato l’autorizzazione all’attracco a una delle navi coinvolte e gli addetti portuali in Grecia si sono rifiutati di scaricare i container sospetti. Anche la spedizione rimanente – la Spedizione 3 – a bordo della MSC Danit è stata oggetto di attenzione politica, comprese le interrogazioni parlamentari in Portogallo dopo la sua sosta a Sines. Nonostante ciò, ha raggiunto Abu Qir e, se le autorità egiziane non interverranno, si prevede che verrà trasferita, in ultima analisi, a produttori di armi nell’Israele responsabile del genocidio.
In particolare, e a seguito delle pressioni dell’opinione pubblica, MSC ha ripetutamente modificato rotte e orari, spostando la spedizione attraverso porti in Spagna, Italia, Grecia, Turchia e infine Egitto. Tuttavia, dati indipendenti confermano costantemente che la spedizione 3 è stata trasportata a bordo della MSC Danit e scaricata nel porto di Abu Qir in Egitto.
In base alle analisi disponibili, il volume totale di acciaio contenuto nelle quattro spedizioni identificate potrebbe produrre circa 13.000 proiettili di artiglieria da 155 mm. Questi proiettili da 155 mm possono essere caricati con diverse testate, tra cui esplosivi convenzionali, munizioni a grappolo e fosforo bianco. Israele ha ampiamente utilizzato tali proiettili per bombardare i palestinesi nelle aree densamente popolate di Gaza. Solo nelle prime sette settimane del genocidio, ad esempio, Israele ha sparato oltre 90.000 proiettili di artiglieria contro il campo di concentramento di Gaza.
In risposta all’appello del movimento BDS che sollecitava pressioni sulle autorità egiziane affinché impedissero alla MSC Danit – presumibilmente carica di acciaio di grado militare – di utilizzare i porti egiziani per consegnare questi materiali a Israele, il Ministro dell’Informazione egiziano Dia’ Rashwan ha dichiarato retoricamente che le operazioni portuali sono conformi agli accordi marittimi internazionali, senza tuttavia affrontare le prove del contrario. Non vi è ancora alcuna conferma di un tentativo da parte delle autorità egiziane, ad esempio, di indagare su questa sospetta spedizione di materiale militare destinata a Israele. Contemporaneamente, è stata presentata una formale richiesta legale al pubblico ministero per la sospensione del trasbordo, invocando gli obblighi dell’Egitto ai sensi del diritto internazionale.
Alla luce di tali accertamenti, l’Egitto è tenuto – ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio e delle leggi di guerra sancite dalle Convenzioni di Ginevra – ad evitare qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto che possa contribuire a sostenere i crimini internazionali israeliani, tra cui il genocidio, i crimini contro l’umanità (come l’apartheid) e l’occupazione militare illegale.
Consentire l’attracco e il ricarico del carico militare destinato a Israele costituisce una chiara violazione delle sentenze e delle posizioni emesse negli ultimi due anni dalla Corte Internazionale di Giustizia, dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 18 settembre 2024, votata dall’Egitto, e dalla Corte Penale Internazionale in merito alla commissione di crimini internazionali da parte di Israele.
In linea con la volontà del popolo egiziano, dei suoi sindacati, delle forze politiche e della società civile, e in conformità con gli obblighi morali e legali dell’Egitto in quanto Stato (come dettagliato qui), continuiamo a chiedere una maggiore pressione sulle autorità egiziane affinché agiscano: indaghino immediatamente su tali spedizioni, ne impediscano il trasbordo, garantiscano una maggiore trasparenza pubblica e impongano rigorose misure di dovuta diligenza per fermare il flusso di rifornimenti militari a Israele attraverso l’Egitto.
Allegati
Allegato A: Rapporto investigativo di The Ditch su una precedente spedizione di merci militari, tra cui acciaio, da R L Steels & Energy Limited a IMI Systems ed Elbit Systems (dicembre 2024) — ontheditch.com/eu-registered-ship/
Allegato B: I massimi esperti di diritto del mare confermano: gli Stati costieri e di bandiera hanno l’obbligo di porre fine alla complicità nei trasferimenti marittimi illegali per Israele
