I coloni israeliani radono al suolo terre di proprietà palestinese a Battir

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20 Dicembre 2018 
BETHLEHEM (Ma’an) – I coloni israeliani hanno spianato terre di proprietà palestinese nel villaggio di Battir, nel distretto sud-occidentale occupato di Betlemme, nella zona sud occidentale di Betlemme, giovedì mattina.
Un attivista locale, Hassan Breijieh, rappresentante del Wall and Settlements Resistance Committee, ha dichiarato che i coloni israeliani hanno spianato le terre a nordovest di Battir, a ovest della città di Betlemme, per creare o aprire una strada per gli insediamenti.
Breijieh ha aggiunto che l’apertura della strada per gli insediamenti è un tentativo dei coloni israeliani di costruire un nuovo avamposto per colonizzare le terre palestinesi.
I villaggi palestinesi di Battir hanno tentato di impedire ai coloni di radere al suolo le loro terre.
Breijieh ha sottolineato che l’area nord-occidentale di Battir, localmente conosciuta come al-Khamar, è stata recentemente confiscata da Israele nonostante il fatto che i proprietari abbiano fornito documenti legali che dimostrano la loro proprietà delle terre.
Battir è stato inserito nella lista dell’UNESCO come “Palestina: terra di ulivi e viti” nel 2014 e comprende una serie di valli coltivate, con caratteristiche terrazze in pietra, alcune delle quali sono irrigate per la produzione di ortaggi, mentre altre sono coltivate  a secco e piantate con viti e ulivi. Battir è sulla lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO grazie ai suoi canali di coltivazione e irrigazione a terrazza.
Dall’occupazione della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, nel 1967, tra 500.000 e 600.000 israeliani si sono trasferiti negli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato, in violazione del diritto internazionale.
I circa 196 insediamenti israeliani riconosciuti dal governo sparsi per il territorio palestinese sono tutti considerati illegali secondo il diritto internazionale.

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