Di Rosa Schiano da Gaza sotto assedio
Eccomi tornata, questa mattina abbiamo accompagnato i contadini in Khuza’a, a sud della Striscia di Gaza, eravamo 13 in tutto internazionali. Ci siamo disposti davanti la barriera di separazione ad una distanza di circa 100 metri, per proteggere i contadini che lavoravano alle nostre spalle. Verso le 10.30 è arrivata una jeep israeliana, ed un soldato ha iniziato a
sparare nelle nostra direzione. Ho chiesto al megafono di smettere di sparare ricordando che siamo civili e che i contadini stavano lavorando la terra. I veicoli militari si sono poi allontanati, per poi tornare verso le 11.10, un soldato è uscito da una jeep ed ha iniziato a sparare. Da lì è stato un continuo di spari, alcuni proiettili sono stati sparati sul terreno, poi il soldato ha sparato un proiettile contro il trattore, su cui vi era un contadino palestinese ed un internazionale. Il proiettile ha colpito la zona del motore, ma per fortuna il motore non si è rotto, il trattore si è allontanato. Intanto al megafono continuavo a gridare di smettere di sparare, ma i soldati non si fermavano. I soldati hanno inoltre sparato lacrimogeni. Questi lacrimogeni sono diversi da quelli usati in Italia. Ho sentito un enorme bruciore al petto, che non mi faceva più respirare, ho tentato di cacciare il dolore tossendo. Dopo il lancio dei lacrimogeni abbiamo dovuto abbandonare l’area perché non potevamo più respirare. Vorrei ricordare che gli accordi segnati per il cessate il fuoco impongono ai soldati israeliani di smettere di sparare contro i civili lungo il confine, e consentono ai contadini palestinesi di lavorare all’interno dei 300 metri di distanza dalla barriera di separazione con Israele. Gli attacchi di questa mattina sono una ulteriore violazione del cessate il fuoco, oltre violazione dei dirittti umani, perché i soldati hanno sparato contro noi civili disarmati e contadini intenti a lavorare la terra. Urge l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. Domattina torneremo nella stessa area ad accompagnare i contadini. Mentre io tenevo il megafono, i miei compagni internazionali hanno girato video dell’attacco, più tarli li pubblicheremo. Ecco il video: