La colonia più violenta in Cisgiordania invade Asira al Qibliya

fonte: http://palsolidarity.org

Secondo le statistiche dell’OCHA, Yizhar è la colonia più violenta in tutta la Cisgiordania. Sono stati infatti riportati ben 70 episodi di violenza solamente nel 2011. In media dunque si registra un’aggressione a settimana perpetrata dai coloni di Yizhar ai danni dei sei villaggi vicini.

Quattro mesi fa, i coloni di Yizhar hanno costruito un avamposto militare in una collina del villaggio di Urif.

Questa settimana le autorità israeliane hanno distribuito delle mappe nel villaggio di Urif dalle quali si evince l’ assegnazione di due dunum di territorio alla colonia di Yizhar. Di fatto la colonia ha però occupato l’intera collina.

La terra sottratta tuttavia non sembra essere sufficiente; un pastore che pascolava le pecore attorno l’avamposto militare di Yizhar è stato recentemente picchiato: le ferite riportate sono state giudicate serie ma apparentemente non tali da metterne in pericolo la vita. Un altro episodio di violenza ha coinvolto due agricoltori palestinesi che camminavano lungo la strada che porta alla collina. I soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro i due abitanti. Gli abitanti dei villaggi contestano questa sottrazione di territorio. Purtroppo la legge in questo paese e tutto fuorché giusta. I residenti sono inoltre consapevoli che alle pietre palestinesi Israele risponderebbe utilizzando gas lacrimogeno ed esplosivi assordanti senza tener conto dei fucili dei soldati.

L’accanimento sui residenti è aumentato. Al momento almeno una volta a settimana i soldati irrompono in Asira nel cuore della notte colpendo le porte delle case dei residenti con i calci dei loro fucili d’assalto assicurandosi di tormentare gli abitanti seguendo lo stesso protocollo eseguito ad Urif e a Burin.

Nonostante Yizhar sia relativamente piccola si è rivelata una colonia molto violenta a nord della Cisgiordania occupata. E’ posta su di una collina circondata da sei villaggi palestinesi che vivono in una condizione di timore costante.

traduzione: Luciano Martorana

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