18 Ottobre 2013 / International Solidarity Movement, Charlie Andreasson / Gaza, Palestina Occupata
Nella festività di Eid al-Adha viene commemorato Ibrahim, o Abramo come chiamato dai cristiani, e la sua decisione di sacrificare suo figlio. Ma egli non dovette sacrificare suo figlio, e come narrano le tre religioni monoteistiche, al suo posto sacrificò un montone. Durante questa festività al centro della tavola c’è quindi la carne.

piccoli ferries segnano la festa
Secondo la tradizione, le famiglie più benestanti condividono la carne dopo aver macellato i loro animali migliori. Un terzo viene dato ai poveri, un terzo ai famigliari, amici e vicini, e il terzo rimanente rimane per la casa. La maggior parte dei ricchi oggigiorno non tiene più animali, ma tende ad acquistare il cibo e poi a distribuirlo. Non è raro vedere persone che bussano alle porte con dei sacchetti di cibo in mano.
Questa festività non si concentra principalmente sulla carne. Ma come succede quando i cristiani celebrano il Natale,

bambini con vestiti nuovi
regali e dolci rappresentano una parte fondamentale della festa. Come pure i vestiti. Ovunque vai nelle strade vedi la gente che porta i propri vestiti migliori, preferibilmente nuovi. I bambini sono pettinati e vestiti di tutto punto, e si muovono più attentamente del solito, in modo da non sporcarsi. Quando cala l’oscurità, la gente scende in strada per socializzare e divertirsi. C’è un clima di allegria che, dal punto di vista di un osservatore, nemmeno i voli intensi di F-16 sembrano turbare.
Ma la festività si svolge purtroppo in una contesto difficile. La situazione sta peggiorando in questa striscia di terra costiera. Ora che l’Egitto ha fatto causa comune con Israele, sia per le merci che per le persone è diventato estremamente difficile varcare il confine. La distruzione dei tunnel sotterranei, vitale per le persone e gli affari, ha acuito la crisi. Inoltre, l’attenzione dei media sulla situazione di Gaza è venuta meno a causa della crisi in Siria. L’anno scorso, associazioni di beneficenza avevano distribuito 400 mila chilogrammi di cibo e abbigliamento invernale per 3 mila bambini. Quest’anno queste donazioni sono diminuite significativamente. E il tasso di disoccupazione sempre più alto, risultato di un blocco economico e attacchi sempre più intensi da parte delle forze di occupazione contro i contadini e i pescatori, ha segnato le festività di Eid.

fila di negozi chiusi
Una società povera è raramente egualitaria. Nonostante alcuni sembrano farcela, la proporzione di persone indigenti è in aumento costante. Per loro, Eid rappresenta un ennesimo momento di esclusione dalla società, in cui non hanno abbastanza cibo sulla tavola per poter invitare famigliari o amici, in cui non hanno vestiti nuovi da sfoggiare, in cui le conseguenze dell’occupazione impediscono loro di festeggiare con quella fascia di popolazione sempre più ristretta che ancora ce la fa.

padre e figlio vestiti per la festa
La festività di Eid al-Adha avviene il giorno dopo che i pellegrini terminano l’haji, il pellegrinaggio alla Mecca. Per molte persone di Gaza, il pellegrinaggio risulta impossibile, e se fosse stato possibile, sarebbero tornate a casa trovando piatti vuoti. I voli sempre più intensi sopra la Striscia di Gaza al fine di ricordare la presenza della potenza occupante non sono quasi più necessari. Le conseguenze delle sue politiche sono terribilmente chiare, persino senza il bisogno di questo promemoria costante.
traduzione: Claudia