23 Novembre 2013 / Fonti: Samidoun Prisoner Solidarity Network e Palestine
News Network
– Yousry El-Masry: due anni di cancro senza cure mediche adeguate
Il prigioniero politico palestinese di Gaza Yousry el-Masri, 30 anni, dopo
due anni di negazione di cure mediche adeguate, soffre di cancro alla
tiroide, secondo quanto riferito dall’avvocato della Palestinian Prisoner
Society Shereen Nasser, dopo una visita alla clinica della prigione di
Ramle.

Durante due anni nel carcere di Nafha, el-Masri ha sofferto di
dolori all’addome, pesanti mal di testa, colpi di calore e sudori. Dopo
aver eseguito degli esami del sangue, ha ricevuto solamente degli
antidolorifici come trattamento di quello che in realtà era un cancro alla
tiroide. El-Masri ha affermato che questo rientra in una politica di
diniego di cure mediche ai prigionieri, che non prende in considerazione
il dolore dei prigionieri e si rifiuta di fornire i test, gli esami ed i
trattamenti medici appropriati.
Dopo una grave deteriorazione delle sue condizioni di salute, El-Masri è
stato spedito all’ospedale di Soroka, dove è stato scoperto
l’ingrossamento della sua tiroide e dei suoi linfonodi. Prima di ricevere
il permesso per l’operazione di rimozione della tiroide, sono passati
mesi. Durante il periodo di convalescenza, è stato tenuto ammanettato
nonostante la sua malattia grave e l’operazione chirurgica subita. Nasser
ha detto che, secondo quanto riportato da El-Masri l’amministraione
penitenziaria ha trasferito il dottore e il direttore clinico dal carcere
di Nafha, dicendo che questo è avvenuto a causa della loro responsabilità
riguardo le sue condizioni di salute e i suoi dolori. El-Masri ha detto
che le autorità carcerarie trattano con molta indifferenza le questioni
riguardanti le condizioni di salute dei detenuti. Al momento, El-Masri sta
aspettando un trattamento adeguato e la chemioterapia.
– Il prigioniero Akram al-Fassisi in sciopero della fame dal 29 settembre
2013
Il prigioniero palestinese Akram al-Fassisi, 30 anni, originario del
villaggio di Ethna, a ovest di al-Khalil, è in sciopero della fame dal 29
settembre per protestare contro la sua detenzione amministrativa, che a
metà novembre è stata rinnovata di altri tre mesi dalle autorità di
occupazione.

Ha iniziato lo sciopero il 29 settembre nel carcere di Ofer
in protesta contro il rinnovo della sua detenzione amministrativa senza
accusa. Al momento è detenuto nella clinica della prigione di Ramle, ed è
stato in detenzione amministrativa dal 16 novembre 2012. In precedenza,
era stato detenuto per un anno e mezzo nelle carceri israeliane.
Al-Fassisi ha raccontato all’avvocato Hanan al-Khatib che sta continuando
il suo sciopero nella clinica del carcere e sta rifiutando di prendere
delle vitamine, prendendo solo acqua e sale. Ha anche detto che è stato
mantenuto in isolamento e che la sua cella viene perquisita 3-4 volte alla
settimana. Tutte le apparecchiature elettroniche gli sono state confiscate
e le visite della famiglia sono state vietate.
L’avvocato palestinese Ahmad Safia ha fatto sapere che Al-Fassisi avrà
un’udienza nel tribunale militare di Ofer il 18 novembre, dopo che le
autorità israeliane hanno rinnovato le sua detenzione amministrativa per
altri 3 mesi. Al-Fassisi ha affermato che boicotterà le cure mediche nella
clinica di Ramle perchè non si fida dei medici della prigione
amministrativa, e ha fatto una chiamata a favore di un’azione allargata
contro la detenzione amministrativa.
Fonte:
http://samidoun.ca/2013/11/al-fassisi-enters-50th-day-of-hunger-strike-as-detention-renewed/
– Prigionieri iniziano uno sciopero della fame ad Ashkelon
In una notizia datata 20 novembre, viene riportato che la Palestinian
Prisoners Society (PPS) ha comunicato che i detenuti del carcere di
Ashkelon hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per protestare
contro le irruzioni repressive delle forze israeliane nelle loro celle,
che hanno causato diversi feriti tra i prigionieri.
La PPS ha riportato che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella
cella numero 15 scatenando uno scontro tra i detenuti e le guardie. In
seguito, le autorità israeliane hanno fatto irruzione nella cella numero
13, operando una perquisizione completa di tutti i prigionieri, e
trasferendoli in altre celle. L’Israel Prison Service ha fatto irruzione
in altre celle e spostato i prigionieri nella sezione 4, trasferendone
alcuni in celle di isolamento. Contro di loro sono state imposte delle
sanzioni, tra cui il divieto di visite famigliari per un mese, e confisca
delle apparecchiature elettroniche e degli effetti personali. La PPS ha
fatto sapere che, dati i continui e brutali attacchi dell’Israel Prison
Service contro i prigionieri, considera la IPS come pienamente
responsabile delle vite dei prigionieri feriti.
Fonte:
http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6200-ashkelon-prisoners-launch-an-open-hunger-strike
– Due fratelli prigionieri iniziano uno sciopero della fame
Due fratelli palestinesi detenuti nel carcere israeliano di Ofer hanno
iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione
amministrativa senza accusa ne processo. In un comunicato del 18 novembre,
la Palestinian Prisoner’s Society (PPS) ha fatto sapere che Mohammed e
Islam Badr del villaggio di Beit Laika, vicino a Ramallah, hanno deciso di
iniziare uno sciopero della fame per protestare contro la decisione di un
tribunale israeliano che li ha condannati ad una detenzione amministrativa
senza nessuna accusa.
La PPS ha affermato che Mohammed era stato condannato a sei mesi di
detenzione amministrativa. Suo fratello Islam è stato condannato a tre
mesi (rinnovabili), spingendolo ad unirsi allo sciopero della fame del
fratello, iniziato quattro giorni prima.
Fonte:
http://english.pnn.ps/index.php/prisoners/6195-two-detained-brothers-declare-hunger-strike
– Le autorità israeliane mandano un prigioniero in isolamento
Mercoledì 20 novembre, un’organizzazione per i diritti umani palestinese
ha riportato che l’amministrazione carceraria israeliana ha mandato in
isolamento il prigioniero palestinese Fathi al-Khatib, 53 anni, del
villaggio di Qaffin vicino a Tulkarem, nel nord della West Bank. La
Tadhamun Foundation for Human Rights ha fatto sapere che l’amministrazione
carceraria di Hadarim ha trasferito Khatib in regime di isolamento, sotto
pretesto di aver trovato una carta SIM nella sua cella.
Khatib era stato arrestato l’8 maggio 2002 e condannato 29 volte al
carcere a vita e 20 anni, dopo essere stato condannato per la
partecipazione ad un commando che aveva preso di mira il Grand Park Hotel
nei Territori Occupati Palestinesi, in cui erano stati uccisi degli
israeliani.
Nello stesso comunicato, si apprende che lo Shin Bet ha trasferito il
prigioniero palestinese Salim Hajja, 40 anni, del villaggio di Burqa,
vicino a Nablus, nel Petah Tikva Center per interrogarlo ulteriormente,
allungando il periodo di interrogatorio di 8 giorni, dato che dovrà
recarsi in tribunale domenica prossima. Hajja è stato condannato 16 volte
al carcere a vita e 30 anni. E’ stato arrestato il 2 aprile 2002 con
l’accusa di aver preso parte ad attività militari e di aver aiutato dei
combattenti della resistenza palestinese in due operazioni di commando
contro obiettivi israeliani.
– Studenti di Birzeit contro la visita di Hollande
Il 17 novembre 2013, il gruppo degli Studenti Progressisti Democratici
“Al-Qotob” dell’università di Birzeit ha pubblicato il seguente
comunicato, rifiutandosi di dare il benvenuto in Palestina al presidente
francese Hollande. In particolare, ha posto l’attenzione sul caso del
prigioniero arabo Georges Ibrahim Abdallah, imprigionato nelle carceri
francesi. Per maggiori informazioni sulla campagna di solidarietà con
Abdallah, visitare: http://liberonsgeorges-en.overblog.com/

Noi, gruppo degli Studenti Progressisti Democratici “Al-Qotob”
dell’Università di Birzeit, rifiutiamo la visita del presidente francese
Francois Hollande con l’Autorità Palestinese in programma il prossimo
lunedì. Chiediamo all’amministrazione dell’università di non dargli il
benvenuto.
Consideriamo la visita di Hollande come una trovata mediatica per ripulire
l’immagine del colonialismo nelle menti del nostro popolo, e per
migliorare la sua immagine nel mondo arabo e a livello internazionale.
Una delegazione dell’università ha in programma di partecipare alle
cerimonie di benvenuto, in modo da spiegare a Hollande “le richieste della
gioventù palestinese”, il che permetterà al presidente francese di far
credere di interessarsi veramente alle opinioni dei partecipanti, e di
esprimere “simpatia” per la nostra causa; questo gli permetterà di darsi
un immagine da “leader umano”, nonostante le sue politiche estere
dimostrino che la Francia rimane uno stato colonialista.
La Francia in quanto entità colonialista non ha cessato di esistere;
quello che è successo in Libia, e quello che sta succedendo in Siria e
altri paesi africani riguardo il coinvolgimento della NATO, non è altro
che una nuova forma di colonialismo. La Francia si schiera a fianco
dell’entità sionista imperialista, visto che Hollande domani visiterà la
Knesset e il governo sionista.
La libertà che la Francia potrebbe avere, se ne possiede una, è
strettamente nazionale e limitata ad alcune sue politiche interne; a
livello estero ed internazionale, rimane una forma di colonialismo a
favore dell’oppressione dei popoli, e non della loro libertà.
Per questi motivi, invitiamo l’amministrazione dell’università a prestare
attenzione al movimento studentesco, in modo da non costringerci ad un
escalation delle proteste. Non permetteremo che l’università di Birzeit
contribuisca alla legittimazione e alla ripulita dell’immagine del
colonialismo, e che si schieri dalla parte di coloro che hanno
imprigionato il combattente nazionalista arabo George Abdallah.
Siamo tutti George Abdallah, siamo tutti Abd al-Qadir al-Jaza’iri.
Fonte:
http://samidoun.ca/2013/11/birzeit-students-reject-hollande-visit-support-georges-ibrahim-abdallah/