Escalation di attacchi da terra, un civile ucciso ed altri 7 feriti

Fonte: Rosa Schiano su http://ilblogdioliva.blogspot.it/
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Oggi pomeriggio siamo andati alla tenda del lutto della famiglia del giovane di 27 anni ucciso venerdì dall’esercito israeliano, Odah Jihad Hamad. Abbiamo parlato con due dei suoi fratelli, e poi ho salutato le donne della sua famiglia, tra cui sua madre e la sua giovane moglie di 20 anni.�
“E’ stato ucciso nel giorno del suo compleanno”, ci ha detto uno dei suoi fratelli. Mentre ci raccontava quello che era successo, immaginavo con orrore gli attimi in cui Odah è stato ucciso.
Odah stava raccogliendo materiale dalla discarica lungo il confine, sperando di rivenderlo e poter comprare della legna per la casa della sua famiglia e da utilizzare per cucinare. Avevano terminato infatti il gas da cucina. Trovare ora gas da cucina a Gaza è quasi impossibile, a causa dei limiti sulle importazioni di beni e della chiusura dei tunnels.�
Voleva comprare legna per cucinare. E’ stato ucciso con un proiettile alla testa. Il proiettile è entrato ed uscito dalla testa di Odah.�
Ciò che ancor più mi sconvolge di questa storia, è che la prima ambulanza arrivata sul posto non ha potuto raggiungere il corpo di Odah a causa dei continui spari dell’esercito. Successivamente, attraverso il coordinamento con le autorità israeliane, ottenuto dalla Croce Rossa Internazionale solo dopo un’ora, un’ambulanza ha potuto raggiungere il suo corpo. DOPO UN’ ORA. Chissà, forse Odah avrebbe potuto sopravvivere se fosse stato recuperato in tempo. I dottori hanno detto che parte del cervello era fuoriuscita e Odah aveva perso troppo sangue. E’ morto poco dopo in ospedale. Fortunatamente, suo fratello Raddad che era con lui, si è salvato. Il proiettile è entrato ed uscito dal suo braccio. Oggi l’abbiamo visto sul suo letto traumatizzato, a stento riusciva a parlare. Ora vorrei chiedere al mondo esterno come fare a sopportare tutto questo, e come queste famiglie dovrebbero vivere. Vorrei sapere se è normale che un esercito spari non permettendo ad un’ambulanza di recuperare i corpi delle vittime. Vorrei sapere se è normale che un “coordinamento” sia ottenuto dopo un’ora.�
Domande che rimarranno senza risposta.
Buone feste.
Rosa
Gaza, 23 dicembre 2013

Nel primo pomeriggio di venerdì 20 dicembre 2013, le forze israeliane di occupazione hanno ucciso un ragazzo di 27 anni, , e ferito suo fratello , di 22 anni, a nord di Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza. Il Palestinian Center for Human Rights riporta che le forze israeliane  hanno aperto il fuoco direttamente sui due civili nonostante fosse chiaro che i due stessero raccogliendo acciaio e plastica dalla discarica vicino la barriera di separazione. Raddad ha riportato al Pchr che era andato alla discarica con suo fratello Odah verso le 12.00. Verso le 15.30, le forze israeliane hanno aperto il fuoco ed un proiettile ha colpito Odah alla testa. Raddad, ha detto di aver cercato di raggiungere suo fratello ma le forze israeliane hanno sparato ferendolo alla mano destra. E’ scappato ed ha cercato di chiamare la Palestine Red Crescent Society per chiedere un’ambulanza. L’ambulanza è arrivata con ritardo solo alle 16.15 quando ha ottenuto il coordinamento attraverso della Croce Rossa Internazionale. Odah è stato trasportato al Beit Hanoun hospital dove è morto poco dopo.

Inoltre, sempre nel pomeriggio, due ragazzi palestinesi sono stati feriti dal fuoco dell’ esercito israeliano vicino il cimitero ad est di Jabalia, a nord di Gaza  city.  I tre feriti,  (23 anni),  (17 anni), e  (20) ,  sono stati trasportati al Kamal Odwan hospital.

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Mohammad Hammouda Ayoub, 23 anni

Mohammed lavora in un negozio che vende carbone nei pressi del cimitero ad est di Jabalya, a nord della Striscia di Gaza. Mohammed ci ha raccontanto che, terminato il suo turno di lavoro, verso le 11.30, si stava allontanando quando ha visto un gruppo di ragazzi avvicinarsi al suo negozio. Ha chiesto loro di andare via, poi i soldati hanno iniziato a sparare. Questo posto si trova accanto al confine, e, soprattutto il venerdì, i ragazzi si recano lì per lanciare pietre contro i soldati. Le forze militari israeliane senza esitazione iniziano a sparare. Giovani palestinesi rimangono feriti così ogni settimana o ogni due settimane in questa zona.

Mohammed è stato colpito da un proiettile alla gamba destra. I ragazzi sono scappati. Mohammed è rimasto a terra 15 minuti prima che qualcuno arrivasse ad aiutarlo. L’ambulanza non poteva raggiungere il posto, un ragazzo in moticicletta ha preso Mohammed e l’ha trasportato all’ambulanza che aspettava vicino la moschea Abu Baker. Il negozio dove lavora Mohammed dista circa 600 mt dalla barriera di separazione. Mohammed pensa che gli spari provenivano da una delle torri di controllo poste lungo il confine, all’interno delle quali ci sono mitragliatrici automatiche.

. Il proiettile ha causato una frattura e si era spostato all’interno dell’arto.

I dottori hanno posto un fissatore esterno. Dovrà tenerlo per 6 mesi.

La famiglia di Mohammed, del campo rifugiati di Jabalia, è composta da 11 persone. Mohammed è l’unico  membro della famiglia che ha un lavoro stabile. Suo padre lavora saltuariamente. Mohammed guadagnava 30 shekels al giorno (circa 6 euro). Ci ha detto che, a causa della mancanza di lavoro, sarebbe disposto ad accettare qualsiasi paga.

Gli altri due ragazzi rimasti feriti hanno riportato ferite minori agli arti inferiori e sono stati rilasciati dall’ospedale.�
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Foto del proiettile estratto dall’arto di Mohammed

Inoltre, sempre nel pomeriggio, due ragazzi sono stati feriti ad est del villaggio di Khuza’a, a sud della Striscia di Gaza. I due feriti, , 21 anni, e  , 23 anni, sono stati trasportati all’ European hospital. Omar ci ha detto che verso le 14.30 stavano raccogliendo fave a circa 500 metri di distanza dalla barriera di separazione. Il proiettile non è entrato, ha colpito la sua gamba di striscio. Ha bisogno di antibiotici e necessita di cambiare le fasciature.�
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la ferita di Omar Sobh Qudaih

Il giorno successivo, sabato mattina, alle 7.30 circa, soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro contadini e lavoratori vicino il confine in Khuza’a, a sud della Striscia di Gaza. Un contadino è stato ferito alla gamba, , 21 anni. Eravamo appena arrivati sul posto per svolgere la quotidiana attività di interposizione quando abbiamo trovato l’ambulanza che stava andando  a recuperare Ismael.

Ismail pensa che i proiettili siano stati sparati dalle torri di controllo. Ismail ci ha detto che si trovava con altri due lavoratori a circa 600 mt dal confine e che stava camminando verso il suo allevamento di polli. Il proiettile ha colpito la sua gamba di striscio. Un infermiere ci ha detto che le sue condizioni sono stabili.

Domenica mattina in un gruppo di internazionali abbiamo accompagnato i contadini nelle loro terre in Khuza’a, nel sud della Striscia di Gaza. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro di noi ed i contadini che stavano arando la terra con due trattori.

Qui un video:

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