Soldati israeliani fungono da guardie private per i coloni: video

8 Gennaio 2014 / Fonte: B’Tselem – The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories

La mattina del 6 gennaio 2014, un gruppo di coloni travisati, provenienti dalla zona dell’insediamento di Yitzhar, è arrivato nel villaggio di ‘Urif, vicino a Nablus.

Dopo aver raggiunto il lato est del villaggio, si sono diretti verso il cantiere di una riserva per l’acqua in costruzione con aiuti dell’USAID. I coloni hanno sfasciato il contatore dell’elettricità e hanno lanciato delle pietre contro la casa della famiglia Safadi, adiacente al cantiere.

Hanno anche lanciato delle pietre contro la scuola, situata a circa 100 metri dal cantiere. I coloni erano accompagnati da dei soldati e da almeno un colono armato dotato di un walkie-talkie, che molto probabilmente è una delle guardie di sicurezza dell’insediamento.

Usama Safadi, un abitante del villaggio, ha filmato la scena e ha dato le immagini a B’Tselem. Le immagini che ha ripreso mostrano i coloni che lanciano pietre mentre i soldati gli stanno a fianco. I soldati non hanno preso nessun provvedimento per arrestare i coloni, per rimuoverli dall’area, o come minimo per fermare il lancio di pietre.

Diversi studenti della scuola hanno risposto all’attacco dei coloni lanciando loro delle pietre, e i soldati hanno sparato dei gas lacrimogeni contro gli studenti. A quel punto, i docenti hanno richiamato gli studenti nell’edificio della scuola per allontanarli dallo scontro.

Il tutto è durato circa 50 minuti, dopodiché i coloni se ne sono andati, in direzione dell’insediamento di Yitzhar. Le immagini dei coloni che si dirigono verso la collina li mostrano mentre passano a fianco di diversi veicoli parcheggiati sulla salita: due jeep militari, un jeep bianca ed un pickup, che probabilmente sono di proprietà del personale di sicurezza dell’insediamento.

Due dei coloni che hanno preso parte all’attacco vengono ripresi mentre si avvicinano al veicolo della sicurezza e uno di loro mentre prende una giacca dal retro del pickup. Persino a quel punto, da parte dei soldati non sembra esserci nessuna volontà di arrestare gli aggressori, o di controllare le loro identità. In seguito, le immagini riprendono cinque soldati che si incamminano dal villaggio in direzione dell’insediamento.

La documentazione filmata dell’accaduto indica che i soldati hanno agito senza rispettare il loro dovere di proteggere i palestinesi: non hanno fermato gli atti violenti di cui sono stati testimoni, agendo solamente quando i palestinesi hanno lanciato delle pietre ai coloni. I soldati inoltre non hanno fatto nessun tentativo di identificare gli individui travisati o di trarli in stato di fermo fino all’arrivo della polizia, in modo che potessero essere denunciati. Per quello che è riuscito a sapere B’Tselem, i soldati non hanno fornito la loro versione dell’accaduto alla polizia.

Le immagini registrate indicano che l’esercito, a cui sarebbe richiesto di difendere i palestinesi nella West Bank, nella realtà dei fatti ha svolto il ruolo di agenzia di sicurezza per i coloni violenti. Durante l’attacco, i soldati hanno dato man forte ai coloni nel loro assalto contro i palestinesi e le loro proprietà.

Considerate le immagini ricevute, B’Tselem ha intenzione di contattare le autorità competenti, chiedendo che un’indagine sull’accaduto venga aperta immediatamente. L’indagine deve esaminare la condotta dei soldati e degli agenti presenti sul posto durante il fatto, degli aggressori e del personale di sicurezza dell’insediamento.

Inoltre, B’Tselem ha in progetto di richiedere che tutte le forze di sicurezza dispiegate sul terreno vengano informate del loro dovere di proteggere la popolazione palestinese locale e le loro proprietà da questo tipo di attacchi.

Fonte: http://www.btselem.org/press_releases/20140108_settler_attack_in_urif

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