Ondata repressiva contro attivisti internazionali in Palestina: arresti, deportazioni e violenze

31 Gennaio 2014 | International Solidarity Movement | Palestina Occupata

Con l’arresto di due attivisti internazionali per i diritti umani al
tribunale militare di Salem, nel distretto di Jenin, il 29 gennaio 2014,
il numero di arresti di attivisti internazionali nell’ultimo mese è salito
a cinque, e il numero di deportazioni a quattro.

image

Gli attivisti deportati hanno riportato di aver subito abusi sia fisici
che verbali mentre si trovavano in custodia delle forze israeliane.
All’interno della comunità per i diritti umani è sorto la preoccupazione
che Israele stia mettendo in atto una campagna pianificata di
intimidazione e deportazione contro gli attivisti internazionali.

– Violazioni dei processi regolari

Gli arresti più recenti sono avvenuti quando due attivisti, una norvegese
e un canadese, stavano assistendo ad un’udienza di Ahmad Atatreh, un
attivista palestinese di 20 anni arrestato dieci giorni prima durante una
manifestazione pacifica nella Valle del Giordano.

Dopo l’udienza, a cui gli internazionali hanno assistito in solidarietà
con Atatreh e la sua famiglia, i soldati israeliani hanno spintonato
violentemente l’imputato, che era ammanettato, fuori dall’aula.

Quando gli internazionali hanno chiesto come mai stessero trattando
Atatreh in quel modo, i soldati hanno preso il passaporto dell’attivista
norvegese e l’hanno arrestata accusandola di aver “tirato uno schiaffo ad
un soldato”. L’attivista norvegese è da lungo tempo impegnata in attivismo
di solidarietà non violenta.

I due altri attivisti rimasti e la famiglia di Atatreh sono usciti dal
tribunale e mentre stavano salendo in una macchina davanti al tribunale un
altro soldato si è avvicinato ed ha arrestato l’attivista canadese con
l’accusa di aver “tentato di impedire un arresto”.

I due attivisti hanno passato la notte nella stazione di polizia
dell’insediamento illegale di Ariel. La legge israeliana prevede che gli
internazionali vengano portati davanti ad un tribunale civile nelle 24 ore
seguenti all’arresto, anche se in casi recenti la polizia non ha
rispettato questa legge, preferendo dare il via alle procedure di
deportazione senza rispettare i regolamenti.

image

Nel caso di Vincent Mainville (attivista svizzero) e Fabio Theodule
(attivista italiano), arrestati l’8 gennaio 2014 mentre tentavano di
impedire a dei soldati israeliani di sparare dei proiettili veri contro
dei bambini, il giudice ha decretato che i due attivisti sono stati
arrestati illegalmente, anche se troppo tardi per fermare il loro
trasferimento in un centro di detenzione per migranti e la loro
deportazione nei loro paesi di provenienza.

A nessuno dei due attivisti è stata concessa un’udienza in un tribunale
civile come richiesto dalla legge israeliana.

Un altro attivista, Sven W, cittadino tedesco, è stato arrestato il 18
gennaio 2014 durante una manifestazione pacifica nella Valle del Giordano.
Come Mainville e Theodule, è stato deportato senza nessuna udienza in un
tribunale civile.

– Attivisti abusati verbalmente e pestati mentre si trovavano in detenzione

Oltre ad aver violato le leggi israeliane relative allo svolgimento di un
processo regolare, in tutti questi casi i soldati israeliani hanno pestato
gli attivisti in loro custodia. L’attivista norvegese arrestata il 29
gennaio ha riportato di essere stata pestata alla stazione di polizia di
Ariel.

Mentre si trovavano in detenzione, Mainville e Theodule sono stati
trascinati dai soldati dalle manette, facendogli sanguinare i polsi.
Mainville inoltre è stato preso a calci sulle costole e in faccia.

Dopo molte ore di detenzione, quando Theodule ha chiesto dell’acqua un
agente di polizia di frontiera gli ha risposto: “Se vuoi bere, puoi bere
il mio piscio.”

Mentre si trovava in detenzione, Sven W. è stato bendato e costretto a
rimanere inginocchiato per più di un’ora. In quel frangente un soldato
israeliano ha spinto apposta la faccia di Sven in una pozzanghera di acqua
sporca, prima di portarlo dietro una jeep militare e prenderlo a calci
nelle costole ripetutamente.

This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *