Aggiornamento di mercoledì 16 aprile:
Durante l’udienza di Mariam davanti ad un tribunale militare che si è
svolta oggi, un giudice militare israeliano ha dichiarato che “ha dei
dubbi riguardo le prove su cui si fondano le accuse del pubblico
ministero” e ha accettato di rilasciare Mariam su cauzione.
Ciononostante, ha decretato che Mariam dovrà rimanere in detenzione
militare fino a domani mattina, 17 aprile, alle 11.00, in modo da lasciare
la possibilità al pubblico ministero militare di fare appello.
15 Aprile 2014 | International Solidarity Movement | Palestina Occupata
http://palsolidarity.org
Venerdì 11 aprile 2014, Mariam Bargouthi, 20 anni, studentessa
all’università di Birzeit, è stata arrestata dalle forze israeliane.
Domenica 13 aprile è stata portata in tribunale, dove è stata accusata e
la sua detenzione è stata prolungata fino a mercoledì 16 aprile.
Mariam è stata arrestata mentre stava uscendo dal villaggio di Nabi Saleh.
Mariam, assieme a Abir Kopty (un palestinese con cittadinanza israeliana
che in seguito è stato rilasciato su cauzione), e tre giornalisti
stranieri, sono stati perquisiti e trattenuti dai soldati israeliani.
Mariam si trovava a Nabi Saleh per accompagnare alcuni dei giornalisti e
per fare da traduttrice. I soldati sul posto si sono inventati delle
accuse contro di lei e l’hanno consegnata alla polizia che ha arrestato
lei e Abir.
All’udienza di ieri (14 aprile), Mariam è stata accusata di lancio di
pietre e di essere entrata in una zona militare chiusa; il suo arresto è
stato prolungato fino a mercoledì.
Mariam ha pianto per tutta l’udienza e ha detto al suo avvocato che le
accuse rivolte contro di lei sono solo delle menzogne.
Mariam è una studentessa dell’Università di Birzeit, dove si sta laureando
in Letteratura inglese e Psicologia.
Mariam è anche attiva in lavori per la sua comunità e come organizzatrice
ed ha ricevuto un soggiorno di studio di due mesi in Inghilterra,
nell’ambito di un programma di supporto per donne.
Abir ha affermato che durante l’arresto di venerdì, “uno dei soldati che
ci stava trattenendo mi ha guardato e con un gran sorriso mi ha detto:
“rovinerò la tua vita.” In quell’istante mi è risultato ovvio che non solo
si sarebbe inventato tutto, ma che era cosciente di avere il potere di
farlo.”
