13 Aprile 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Al
Maleh, Palestina Occupata
http://palsolidarity.org
L’oppressione militare dei palestinesi che vivono nella Valle del Giordano
può manifestarsi in molte forme diverse, compreso il sequestro sistematico
di attrezzi essenziali e altro materiale, o le punizioni fisiche e gli
arresti.
Uno degli ultimi atti di violenza dell’esercito israeliano nella Valle del
Giordano si è svolto cinque giorni fa (8 aprile) nell’area di Al Maleh,
dove sono state confiscate 36 cisterne per l’acqua, togliendo alla
popolazione locale l’accesso alle riserve di acqua.
Per riavere le cisterne rubate, il Comitato Locale è stato costretto a
pagare 5.000 shekels (oltre 1.000 euro) al DCO (District Coordination
Office). Ma le cisterne non verranno restituite prima di 10 giorni, e
questo anche dopo che sia stato completato il pagamento.
Arif Daraghmeh, un conisigliere locale della zona, ha riportato che nei
primi anni 1990 l’esercito israeliano ha costruito delle infrastrutture
che hanno deviato il corso naturale delle acque, e che ciò potrebbero
essere la causa diretta dell’esaurimento di diverse sorgenti nella
regione. Questo è un altro caso di persecuzione deliberata già documentato
in passato dall’ISM.
Altri atti di persecuzione includono le punizioni fisiche, la demolizione
di tende e la costante intimidazione da parte dell’esercito israeliano.
Arif Daraghmeh ha raccontato che recentemente è stato costretto a rimanere
in piedi sotto il sole in un checkpoint della zona.
L’area di Al Maleh è popolata unicamente da tende di nylon e piccoli
edifici, generalmente destinati ai bovini.
Negli ultimi anni il comitato ha tentato di costruire una scuola, ma non
ce l’ha ancora fatta.
Secondo Arif Daraghmeh, ci sono circa 300 bambini che si recano a scuola
nei villaggi vicini con l’autobus, ma questo autobus è disponibile da soli
due anni. Prima dell’arrivo dell’autobus, i bambini per raggiungere la
scuola dovevano camminare per lunghe distanze.
La presenza dell’esercito israeliano e dei coloni degli insediamenti
illegali circostanti è molto frequente nell’area di Al Maleh. La Valle del
Giordano è considerata Area C [sotto pieno controllo civile e di sicurezza
israeliano], e una buffer zone militare al confine con la Giordania.
Per questo motivo regolarmente ad Al Maleh l’esercito israeliano svolge
esercitazioni militari, e in un’area con la presenza di una popolazione
civile spesso questo ha un caro prezzo.
Dal 2011, due persone sono morte e 11 sono state ferite a causa di
esplosivi abbandonati dopo delle esercitazioni militari.
Il caso più recente è quello di un contadino palestinese che cinque mesi
fa ha perso tre dita della mano.
Il Comitato Locale ha contattato le autorità, compreso un membro della
Knesset (Parlamento israeliano), per discutere della situazione.
Sono state contattate anche l’OCHA (Ufficio per il Coordinamento degli
Affari Umanitari, Nazioni Unite) e la Croce Rossa; quest’ultima in
relazione agli esplosivi che frequentemente vengono abbandonati nella
zona.
E’ importante notare che questo comportamento dell’esercito israeliano è
contrario al Protocollo (II) sulle Proibizioni o Restrizioni riguardante
l’Uso delle Mine, Trappole esplosive e altri Congegni (Ginevra, 10 Ottobre
1980).
L’Articolo 3 dichiara che l’uso di armi convenzionali, come le mine, può
essere diretto unicamente contro degli obbiettivi militari. Nessuna
perdita di vite civili accidentale, o danno, è permesso. Lo stato
israeliano ha ratificato questo Protocollo nel 1995.
Nessuna delle organizzazioni sopracitate è riuscita a migliorare la
situazione, e la tematica dell’acqua continua a rappresentare un problema
urgente.
