Fonte: ISM team da gaza
Sanati 22 maggio 2014
Il 22 maggio abbiamo iniziato ad accompagnare i contadini a raccogliere il grano assieme ai compagni della Brigata Unadikum il grano è pronto e anche i militari israeliani lo sono. La Brigata Unadikum il giorno 21 Maggio si è recata a Sanati perché hanno sparato un ragazzo di 22 anni Saleh Ahmed Al Garra, che iniziava oggi con altri contadini la raccolta del grano. I militari gli hanno sparato a 300 metri dalla barriera di separazione. I contadini si sentivano a sicuro a lavorare a quella distanza e per questo non hanno chiamato gli internazionali per supportarli nel loro lavoro.
Per maggiori info qui l’articolo di Unadikum: http://asociacionunadikum.org/israel-ha-disparado-en-la-cabeza-a-un-campesino-en-gaza-palestina
Nello stesso giorno un ragazzo in cui hanno sparato alla testa del ragazzo i militari hanno dato fuoco a un campo di grano pronto per essere raccolto, qui maggiori informazioni: http://asociacionunadikum.org/israel-se-ensana-con-los-mas-debiles-las-fuerzas-de-ocupacion-queman-las-tierras-de-los-campesinos-de-gaza/
Dopo questi attacchi il 22 Maggio ci siamo recati presso un campo a Sanati, vicino dove avevano sparato al ragazzo il giorno primo, i contadini ci stavano aspettando prima di iniziare. I contadini hanno iniziato a raccogliere di nuovo il grano dopo quasi 12 anni che non piantavano più per paura dei militari e ci dicono che hanno riniziato a farlo grazie alla presenza degli internazionali. Oggi per loro la raccolta del grano è un giorno di festa e ci ringraziano per essere lì.
Appena arriviamo iniziano a raccogliere con una specie di trattore che taglia e crea piccole fasce di grano, ci fanno vedere quello che il giorno prima i bulldozer israeliani, ovvero hanno distrutto parte del loro raccolto e hanno creato quasi una fascia di terra di quasi una decina di km.
Il raccolto procede tranquillamente con il continuo via vai di jeep che si fermano a controllare, verso le 15 andiamo vai perché il raccolto è terminato.
Fuqari 23 Maggio 2014
Ore 6.30 del mattino appena arrivati arriviamo nel campo di Abu Amir, che ha contatto internazionali per supporto alla raccolta del grano, sentiamo degli spari e piccoli pezzi di terra che bruciano. Velocemente ci dividiamo e ci mettiamo davanti a contadini che raccolgono, appena ci vedono smettono di sparare e i tre militari (più precisamente cecchini) scendono da una collinetta di terra, generalmente usata per appostarsi e sparare meglio, e vanno via.
I contadini solo felici di vederci, una donna si avvicina e mi indica i militari “jundi” dicendo che li stanno sparando.
Anche in questo campo, come a Sanati dove siamo stati ieri, erano 12 anni che non coltivavano e raccoglievano il grano, smisero dopo che un ragazzo di 19 anni era stato ucciso proprio lì.
Le donne continuano a raccogliere a mano e cantare e nel frattempo arrivano dei giovani pastori con il loro gregge.
Ore 9.00 I militari iniziano di nuovo a sparare e si muovono davanti a noi un tank, diverse jeep e vediamo in cielo a bassa quota anche un drone. Ci posizioniamo di nuovo davanti ai contadini, vicino a me c’è una donna che indica la sua gamba sinistra e dice che è stata sparata due volte dai militari mentre raccoglieva il grano.
Dopo un po gli spari finiscono e anche il lavoro nei campi, ci salutiamo e gli assicuriamo che domani saremo ancora lì per permettere loro di poter continuare a raccogliere.
La presenza di internazionali è molto importante perché permette ai contadini di realizzare il loro lavoro senza essere continuamente aggrediti, sparati dai militari israeliani. Oggi è stato molto chiaro come la nostra presenza lì, con le nostre videocamere che documentano i crimini che loro quotidianamente commettono, riesca a fermarli.
La poca presenza di attivisti internazionali nella striscia di Gaza limiti questa lavoro di monitoraggio e supporto, non a caso che entrare qui diventa sempre più difficile.
Sanati 24 Maggio 2014
ore 6.30 ci rechiamo nel terreno di Mahmud Tabash, vicino agli alberi di olivi dove il 21 Maggio è stato sparato alla testa il contadino di 22 anni Saleh Ahmed Al Garra. (Link http://asociacionunadikum.org/israel-ha-disparado-en-la-cabeza-a-un-campesino-en-gaza-palestina
Mahmud Tabash ha 80 anni e ci accoglie calorosamente e ci chiede da quale paese veniamo e si ricorda quando nel 1967, come oggi, c’erano in quella stessa terra altri internazionali di vari paesi. Erano gli anni della guerra. Ci ringrazia per essere lì e per supportarlo nella raccolta del grano e ci chiede di raccontare come i soldati israeliani sparano ai contadini che raccolgono il loro grano che serve per sfamare le loro famiglie.
Oggi la situazione è tranquilla i soldati non si sono fatti vedere ma in aria veniamo controllati da una mongolfiera bianca come spesso succede in tutta la Striscia di Gaza.




