29 Giugno 2014 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Tel Rumeida, Palestina Occupata
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In Al-Khalil (Hebron), nella zona di Tel Rumeida, il 15enne Awne Shamsiyeh vive con la sua famiglia.
Dopo l’accordo di Hebron (1997), la città è stata divisa in due zone, H1 (teoricamente sotto completo controllo civile e di sicurezza dell’Autorità Palestinese) e H2, (sotto il pieno controllo civile e di sicurezza dell’esercito israeliano). Dal 1974, molti insediamenti illegali hanno occupato terreni nella zona ora conoscita come H2.
Awne è uno dei tanti palestinesi che vivono all’interno di H2, fianco a fianco con coloni israeliani, posti di blocco, basi militari, e l’esercito israeliano.
Nel corso degli anni, gli attivisti dell’ISM hanno lavorato con la famiglia Shamsiyeh e trascorso del tempo con Awne a Tel Rumeida, che sperimenta molti problemi sia con i coloni che con l’esercito israeliano. I volontari del ISM hanno incontrato Awne per intervistarlo, e sentire la sua storia di crescita sotto un’occupazione militare.
Come descriveresti la tua vita quotidiana in H2?
Vivere nella zona H2 di al-Khalil è molto difficile. L’esercito e i coloni israeliani cercano di impedirci di vivere una vita normale. Interrompono la nostra vita ogni giorno e rendono pericoloso per noi vivere qui. Non mi sento mai sicuro in H2.
Quali esperienze hai avuto, vivendo fianco a fianco con i coloni israeliani?
All’inizio non sapevo come comportarmi vicino a loro. Ora ho 15 e ho avuto un sacco di esperienza e so come comportarmi con loro. Ho avuto così tanti problemi con loro (i coloni), ma ho imparato da questi e so come combatterli. Ho anche imparato l’ebraico solo dai miei scontri con i coloni e parlando con i soldati israeliani.
In che modo la presenza costante dell’esercito israeliano influenza la vita quotidiana?
Mi piace guardare in modo positivo; Sono diventato più coraggioso e ora so come controllare la mia paura. Posso parlare ebraico ora e so come trattare con i miei oppressori.
Awne vive con i suoi genitori, Emad e Fayzeh, le sue due sorelle, Madlin (16 anni) e Marwa (11 anni), ed i suoi due fratelli più giovani, Mohamed (12 anni di età) e Saleh (9-anni ). Il tetto della casa di famiglia è spesso sequestrato dai coloni che vogliono godersi la vista e molestare la famiglia. C’è anche una torre di avvistamento militare, che è ancora usata occasionalmente, sul loro tetto. La loro casa è stata bloccata da parte di un muro coperto di graffiti sionisti, lasciando solo uno stretto ingresso alla casa. Accanto al muro c’è un’altra torre di guardia, il che significa che la famiglia è totalmente esposta e costantemente osservata da militari israeliani.
Quali sono le tue esperienze personali con l’esercito israeliano ed i coloni?
Vi darò un esempio. Un anno fa o giù di lì, i coloni israeliani sono andati sul tetto della casa di famiglia a guardare il panorama. La mia famiglia e io siamo andati da loro dicendogli che stavano violando il nostro domicilio e che dovevano andare via. Hanno iniziato a sputarci contro e hanno sostenuto che la nostra casa apparteneva a loro. Abbiamo detto “no questa è la nostra casa”. I coloni erano molto aggressivi ed è scoppiata una rissa. L’esercito israeliano è venuto e ha difeso i coloni. I coloni hanno picchiato me e mio padre. Mi hanno colpito fino a farmi perdere i sensi quindi non mi ricordo altro. Ma è tutto in video. I soldati mi hanno caricaro in una jeep dell’esercito e portato lungo la Strada 60, dove mi hanno consegnato a un’ambulanza palestinese. Essi non permettono alle ambulanze palestinesi di entrare in H2, nemmeno in caso di vita o di morte.
ISM era presente ed ha documentato questo attacco.
Sai quante volte sei stato attaccato dai coloni, detenuto dall’esercito e arrestato?
Dispute e problemi con i coloni accadono regolarmente, quindi non ho idea. Lo stesso per le detenzioni, capita davvero spesso, quasi ogni giorno. Sono stato arrestato quattro volte. L’arresto più lungo è durato per un giorno in una stazione di polizia. Di solito mi portano alla base militare e mi tengono lì per qualche ora.
ISM ha documentato numerose detenzioni di Awne.
Quali sono le tue speranze ed i tuoi sogni?
Ho il sogno che l’occupazione terminerà e tutti i palestinesi saranno liberi. E voglio diventare un meccanico quando sarò più grande.
Quali paure?
Non temo nulla tranne Dio.
Hai paura che i coloni e l’esercito israeliano attacchino la tua famiglia?
Avevo paura solo la prima volta che ho avuto un problema con loro. Da allora non li ho mai temuti. Se i soldati o i coloni vengono a casa mia per creare problemi e ferire la mia famiglia, ovviamente non starò in silenzio. Farò di tutto per prevenire l’attacco, per renderlo quanto più difficile possibile. Proteggerò sempre la mia famiglia. Ma non ho più paura. Questa è la vita qui. Non si può andare in giro ed essere spaventato tutto il tempo. Per i palestinesi è praticamente routine, una cosa quasi normale.
A pochi metri dalla casa di famiglia c’è un check point con uno o due soldati 24 ore al giorno, che porta all’insediamento di Tel Rumeida. La famiglia viene spesso fermata e gli vengono regolarmente contollati i documenti, anche se stanno solo giocando in strada o andando al negozio lungo la strada.

La casa di famiglia, un check point militare può essere visto sul tetto della casa in alto a sinistra (foto di ISM).
Cosa fai per divertimento a Tel Rumeida?
Non c’è divertimento qui. C’è sempre un problema sia con i coloni che con l’esercito israeliano. Anche se stiamo solo giocamo a calcio ci interrompono.
Come resisti personalmente l’occupazione israeliana?
Con la mia mente! Io non uso la violenza. Se c’è una situazione con i soldati o i coloni io conto fino a dieci e respiro prima di reagire. Uso le mie parole per resistere, come ti ho detto ho imparato l’ebraico, così posso parlare con loro nella loro lingua. Uso anche una macchina fotografica. La fotocamera è come un’arma, quindi posso resistere in maniera non violenta. Con video e foto posso mostrare ciò che sta accadendo qui a me e tutti i palestinesi.
C’è qualcos’altro che vuoi condividere?
Solo che ovunque vado sembrano esserci problemi. Al momento ho un lavoro estivo in Azaria, in Israele, e dopo che sono arrivato è venuto l’esercito ed ha iniziato a razziare un sacco di case palestinesi nel villaggio. E ‘come se il problema mi segue.
Trad. di S.L.

